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Con i vini di Mandrarossa, alla scoperta di una Sicilia fuori dagli stereotipi

I vini Mandrarossa, top brand della menfitana Cantine Settesoli, sono frutto di una continua ricerca e sperimentazione verso l’innovazione e di un forte legame con il territorio

di Giuseppe De Biasi
 
27 settembre 2022 | 15:55

Con i vini di Mandrarossa, alla scoperta di una Sicilia fuori dagli stereotipi

I vini Mandrarossa, top brand della menfitana Cantine Settesoli, sono frutto di una continua ricerca e sperimentazione verso l’innovazione e di un forte legame con il territorio

di Giuseppe De Biasi
27 settembre 2022 | 15:55
 

Con lo scorrere dei titoli di coda del successo del decennale del Mandrarossa Wineyard Tour, dopo la forzata pausa pandemica, il presidente Giuseppe Bursi traccia un primo bilancio di un periodo di grande soddisfazioni per Mandrarossa, top brand della menfitana Cantine Settesoli, una delle più importanti cooperative vitivinicole siciliane e prima a livello nazionale a garantire, a partire dal 2021, l’applicazione nei suoi vigneti dell’alta qualità bio, processo virtuoso teso a salvaguardare e valorizzare il territorio, la comunità agricola e la qualità dei prodotti.

Mandrarossa, alla scoperta di una Sicilia fuori dagli stereotipi

Spazio alla nuova cantina Mandrarossa

Ma iniziamo questo reportage dando il doveroso spazio alla nuova cantina Mandrarossa, terminata proprio a ridosso della chiusura pandemica e che da giugno 2021 ha finalmente potuto cominciare a esprimere tutto il suo enorme potenziale enoturistico, macinando visite e unanime apprezzamento. La struttura è davvero notevole, perfettamente integrata nel paesaggio circostante e curata nei minimi dettagli. Situata su un piccolo poggio si presenta come un parallelepipedo a tre livelli incastonato nel terreno, con il fulcro nella grande terrazza che ospita il wine-shop. Spazio ideale per eventi open-air, con panorama (e grandi vetrate che ne preservano la vista anche dall’interno) sull’intera costa menfitana e sui pettinati vigneti che, fra ulivi e resilienti palme, degradano verso il mare fra la luce di questo lembo di Sicilia che abbaglia e affascina. La copertura è un tetto giardino, che garantisce una coibentazione naturale grazie allo strato di terra che ospita la vegetazione, essenze tipiche della macchia mediterranea, in perfetta sintonia paesaggistica. 

Un percorso sospeso sulla bottaia ospita opere d’arte e fotografie 

Alle spalle del wineshop si scende nello scrigno ipogeo che attraverso un percorso sospeso sulla bottaia ospita opere d’arte, fotografie dei vari punti della tenuta e pannelli che illustrano le tappe (e i risultati più significativi) di questi primi 23 anni. Dalla passerella con vista sulle botti grandi da 50 ettolitri, il centinaio di barrique e la zona dedicata alla “vinoteca” delle annate da conservare, si accede alla modulare ed ampia sala degustazione, anche qui dominata da vetrate aperte all’orizzonte, per capire fin dal primo impatto da quale territorio provengono i vini che ritroviamo nel calice.

A sinistra Giuseppe Bursi, presidente di Mandrarossa e di Cantine Settesoli. A destra il giornalista Giuseppe De Biasi Mandrarossa, alla scoperta di una Sicilia fuori dagli stereotipi

A sinistra Giuseppe Bursi, presidente di Mandrarossa e di Cantine Settesoli. A destra il giornalista Giuseppe De Biasi

Un evento unico del Mandrarossa Wineyard Tour

Proprio la grande terrazza ha ospitato uno degli eventi clou del Mandrarossa Wineyard Tour, la cena gourmet allestita dallo chef palermitano Tony Lo Coco, stella Michelin nel suo ristorante di Bagheria “I Pupi” che gestisce insieme alla moglie Laura. E così in scia al tradizionale pranzo open air nell’ombreggiata pineta Bertolino, con le specialità menfitane preparate dalla brigata di cuoche e volontari che danno vita a questa bella festa gastronomica dove in abbinamento si potevano degustare tutte le referenze dell’ampia gamma Mandrarossa, a sera i fortunati commensali hanno potuto accomodarsi in terrazza e farsi stupire dallo sfavillante show-cooking di Tony Lo Coco e della sua brigata. In una girandola di sapori sono sfilati i primi assaggi che già dai connubi d’ingredienti hanno lasciato intendere il sanguigno rapporto con la ricchissima tradizione gastronomica siciliana che Lo Coco padroneggia, innervandola di inaspettati guizzi. Per intenderci, basta citare gli sfiziosi amous-bouche dei “Tacos con formaggio di capra girgentana e gelan di Bitter Campari”, il “Cartoccio con crema di ricotta e acciuga di Aspra”, la “Cornucopia di cannolo allo sfincione” il “Ringo dì bufala con limone candito” e la “Tapioca con crema dì caponata”, per evidenziare il concetto di variazione sul tema. Fra le portate del menù abbiamo particolarmente apprezzato l’originale “Spaghetto di tonno con salsa di bottarga”, abbinato al profumato Carricante Sentiero delle gerle 2021, la complessa “Ostrica con spuma di patata al wasabi, aguglia imperiale, cetriolo fermentato e tapioca”, associata al salmastro vermentino in purezza Larcéra 2021 e il matrimonio d’amore di due evergreen come la “Stigghiola di mare” e il Timperosse 2021. Coccola finale con il “Gelo di melone con spuma al gelsomino e cioccolato di Modica” associato al Serapias 2020 Passito di Pantelleria.

Mandrarossa, alla scoperta di una Sicilia fuori dagli stereotipi

È un punto di partenza importante

«Penso sia stato un evento molto bello, in cui abbiamo invitato Tony Lo Coco, chef stellato del ristorante I Pupi di Bagheria (Pa) proprio perchè avevamo intenzione di far passare ai nostri ospiti una bella serata con degli ottimi cibi e vini. E credo che il risultato sia stato raggiunto. La location meritava, il cibo anche e per quanto riguarda i vini, anche se rischio di essere autofererenziale, credo che fossero perfettamente abbinati ai piatti. Quindi, possiamo dire, veramente una bella serata, che spero possa contribuire a far salire il posizionamento dei vini Mandrarossa. Quest’anno, dopo i due anni della pandemia da Covid19, è il primo in cui finalmente possiamo ospitare giornalisti, personalità e utenti. È un punto di partenza importante e siamo convinti che, attraverso l’ospitalità che riusciamo a fornire nella Mandrarossa Winery, sempre più persone verranno a trovarci. E quando verranno, assaggeranno i nostri vini e vedranno questo panorama, non si dimenticheranno più di noi» - ha dichiarato il presidente Giuseppe Bursi. 

Alcune delle multiformi azioni enologiche

Vista la vastità delle referenze prodotte da Mandrarossa (su cui ritorneremo con successivi approfondimenti) ci concentriamo solo su alcune, rappresentative delle multiformi azioni enologiche e di marketing portate avanti dall’esperto e vulcanico Giuseppe Bursi, ben coadiuvato dal suo affiatato staff, che si muove con efficienza da grande azienda ma con passione e accoglienza di una grande famiglia allargata. Ad esempio come l’ultima novità. La scommessa riuscita del Larcéra 2021, il “vermentino alla menfitana”, presentato in anteprima allo stand della Regione Sicilia lo scorso Vinitaly. Un vitigno mediterraneo, diffuso dalla Provenza alla costa tirrenica ligure e toscana e protagonista in Sardegna e Corsica ma che ha una sua storia in Sicilia con le sperimentazioni effettuate nei lontani anni Ottanta che stimolarono la cantina melfitana già nel 2005 a indagarne le reazioni su diversi terroir di un areale di ben 290 ettari. Il fine-tuning della zonazione ha portato ad identificare 5 ettari dove il vitigno, grazie ai suoli calcarei di medio impasto, alla felice esposizione e alla decisa escursione termica, riesce ad esprimersi con risultati eccelsi, conferendo al Larcéra una fascinosa sapidità associata ad un sorso morbido e di struttura, dal caratteristico retrogusto ammandorlato. I vigneti, a conduzione biologica, si estendono a cavallo dei comuni di Contessa Entellina (nell’omonima contrada che dà il nome al vino), Santa Margherita di Belice e Menfi.

 

Un Fiano in accezione Trinacria

Una perfetta istantanea di come Mandrarossa sia capace di innestare nella propria gamma vitigni “non autoctoni” e produrre, dopo anni di ricerche dei terreni più vocati e di sperimentazione in vigna e in cantina, vini originali ma, al tempo stesso, segnati a fuoco da un nitido marchio territoriale. A rinforzare questo concetto basti pensare a un alfiere della linea monovarietale, come il Fiano Terre Siciliane 2021 Bio, che è riuscito a strappare una straordinaria medaglia di platino all’ultimo Decanter World Wine Award e un punteggio di ben 97/100, unico bianco siciliano a potersi fregiare di questo ragguardevole risultato. Un Fiano in accezione Trinacria, vitigno 50 anni fa quasi estinto nell’isola, che nel calice esprime una palette olfattiva di gelsomino, agrumi, basilico, alloro e foglia di pomodoro con un sorso dove le erbe aromatiche dialogano alla pari con la sua esuberante mineralità, in un tripudio di equilibrata eleganza gustativa.

Il progetto “Terreni Calcarei” 

Punte di diamante che sono il risultato di un’incessante e metodica sperimentazione come quella esaustivamente illustrata dal presidente Bursi nel corso della nostra chiacchierata, relativo allo studio dei suoli calcarei. Affiancati dai geologi dell’Università di Palermo un gruppo di lavoro - composto dall’enologo Mimmo De Gregorio e dal tecnico vinicolo Filippo Buttafuoco di Mandrarossa, con la consulenza di Alberto Antonini e dell’Indiana Jones dei micro-terroir enologici, il cileno Pedro Parra - ha scandagliato zolla per zolla quelle aree collinari che presentavano una dominante di roccia madre calcarea di origine marina, per puntare su qualità e territorialità estreme. Primi frutti di questa ricerca in itinere le parcelle che hanno dato vita al Grillo in purezza Bertolino Soprano 2018 e al Nero d’Avola Terre del Sommacco 2016, entrambi presentati con lusinghiero apprezzamento nel corso dell’ultimo Vinitaly pre-pandemico, quello del 2019.

L’espansione extraterritoriale di Mandrarossa fuori dal Menfishire

Per concludere, un cenno merita l’espansione extraterritoriale di Mandrarossa fuori dal Menfishire, in due pregiatissime aree come quella etnea a Linguaglossa e quella della superba Pantelleria. Sul versante nord dell’Etna, in 4 selezionatissimi ettari situati in  Contrada Valle Galfina le uve dei due genius loci, Carricante e Nerello Mascalese danno vita alla coppia di scoppiettanti etichette (anche nella curata parte grafica) de Il Sentiero delle Gerle Etna Bianco e il Sentiero delle Gerle Etna Rosso, due estratti di mineralità lavica e complessità aromaticità. Nella ventosa perla del Mediterraneo, in Contrada Karuscia, situata all’interno dell’isola, Mandrarossa vinifica invece il Passito di Pantelleria Serapias, prodotto da uve zibibbo di tre contrade differenti per creare una cuvée che si caratterizza per il sorso rotondo e avvolgente, fresco e intenso nella sua soave e mai stucchevole dolcezza. Originali interpretazioni di un ritratto in sedicesimi di un autentico benchmark siculo come Mandrarossa, brand che identifica una solida struttura cooperativa, incessante ricerca agronomica, massima cura di tutte le fasi produttive, conduzione biologica dei vigneti e concreta attenzione alla sostenibilità ambientale. In una sola frase, proprio quella “Sicilia che non ti aspetti” ma, come accade spesso in terra sicula, capace d’infinite meraviglie.

Mandrarossa Winery
Contrada Puccia – 92013 Menfi (Ag)
Tel 0925 77128

 

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