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Il sistema cooperativo dà identità e valore ai soci della Cantina San Michele Appiano

Un sistema imprenditoriale mutualistico che, attraverso obiettivi e regole comuni, mira alla massima qualità, garantendo benessere e sostegno ai soci. Hans Terzer: «Ogni piccolo contadino ha una propria identità»

01 giugno 2021 | 08:30

Il sistema cooperativo dà identità e valore ai soci della Cantina San Michele Appiano

Un sistema imprenditoriale mutualistico che, attraverso obiettivi e regole comuni, mira alla massima qualità, garantendo benessere e sostegno ai soci. Hans Terzer: «Ogni piccolo contadino ha una propria identità»

01 giugno 2021 | 08:30

Esperienza, dedizione e costanza: sono i valori simbolo della Cantina San Michele Appiano condivisi dai 330 soci viticoltori che ne fanno parte e che rappresentano la spina dorsale di un sistema fondato sulla cooperazione e sulla realizzazione di obiettivi comuni. Una formula di organizzazione imprenditoriale mutualistica che si è rivelata essere la più adatta nel mondo del vino altoatesino, unendo il lavoro di ogni piccolo viticoltore per raggiungere un’elevata qualità del prodotto in cambio di un’adeguata ricompensaper ciascuno di essi. Un sistema che il winemaker Hans Terzer gestisce con responsabilità e lungimiranza dagli anni ’70 e che dà forza e prestigio al brand “St. Michael-Eppan”, garantendo efficienza anche nelle situazioni di crisi, oggi come negli ultimi 115 anni di attività.

Il sistema cooperativo dà identità e valore ai soci



«La cooperativa è una struttura organizzativa che funziona solo se tutti i soci seguono un sistema comune e perseguono il medesimo obiettivo - spiega Terzer - è grazie al lavoro del singolo che è possibile concretizzare il progetto della Cantina». Oggi è proprio grazie al rigore con cui vengono prodotte e selezionate le uve dei 330 soci che San Michele Appiano produce vini premiati e di fama mondiale. Un risultato che porta con sé l’amore per la terra e per la vigna di ogni contadino, unito alla competenza ed all’intraprendenza visionaria di Hans Terzer che, con la collaborazione dell’agronomo della Cantina, guida ogni socio, passo dopo passo, dalla coltivazione della vite al raccolto. Una presenza costante che lo vede impegnato personalmente in consulenze e sopralluoghi nei 385 ettari di vigneto.

«Ogni piccolo contadino per noi ha una propria identità, che contribuisce ai grandi risultati della Cantina e viene premiato per la dedizione e la qualità che apporta», continua Terzer, spiegando come il benessere economico del singolo sia basilare, nonché un incentivo a produrre qualità. Il grande impegno e l’investimento che i viticoltori impiegano nella lavorazione non facile di terre collinari e nell’attuazione di metodi rigorosi, come la selezione dei grappoli direttamente in vigna, sono fattori che vengono ricompensati con un alto valore economico. Come se si trattasse di una grande cantina privata, ogni socio diventa così non semplicemente un conferitore di uva, ma lui stesso promotore della Cantina, portavoce di una filosofia comune e dell’eccellenza che contraddistingue il brand St. Michael-Eppan.

Il sistema cooperativo dà identità e valore ai soci


Il legame di ciascun viticoltore con la propria terra, il rispetto rigoroso di regole comuni, il buon andamento economico ed un mercato che si estende in quasi 40 Paesi al mondo, sono elementi che per San Michele Appiano hanno rappresentato un punto di forza anche nei momenti di crisi attraversati durante i 114 anni di attività. Dalle guerre all’attuale pandemia mondiale, il sistema cooperativa ha infatti garantito una situazione di commercializzazione stabile, senza speculazioni, una solida presenza nei mercati internazionali, una forza che difficilmente il singolo produttore riuscirebbe a creare e, infine, un punto fermo per i suoi dipendenti.

Per informazioni: www.stmichael.it


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