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Chiuso a Bolzano il Wine Summit
I vini altoatesini guardano al futuro

Chiuso a Bolzano il Wine Summit
I vini altoatesini guardano al futuro
Chiuso a Bolzano il Wine Summit I vini altoatesini guardano al futuro
Pubblicato il 10 settembre 2019 | 17:26

Si è conclusa la 2ª edizione dell’Alto Adige Wine Summit che ha proposto in anteprima a 150 giornalisti 200 etichette presentate da 59 produttori locali. Spazio anche ad approfondimenti sui cambiamenti climatici.

All’evento biennale altoatesino hanno preso parte professionisti provenienti da 16 Paesi: dall’Australia agli Stati Uniti, dal Giappone all’India, fino alla Russia e ai più vicini mercati europei. Un appuntamento esclusivo ideato dal Consorzio Vini Alto Adige con l’obiettivo di offrire una panoramica delle caratteristiche della produzione enologica del territorio e dei contrasti che la caratterizzano, rendendola unica nel suo genere.

150 giornalisti all'Anteprima (I vini altoatesini guardano al futuro)
150 giornalisti all'Anteprima

Momento centrale dell’Alto Adige Wine Summit è stata senza dubbio l’Anteprima, con 59 produttori locali che hanno presentato oltre duecento etichette non ancora sul mercato a professionisti del settore sia italiani che internazionali. I primi commenti confermano la presenza di un panorama qualitativo complessivo sempre di alto livello, fattore che identifica con forza l’Alto Adige come uno dei territori del vino italiano dove la qualità caratterizza tutta la produzione.

A corredo dell’Anteprima il Summit ha visto anche un ampio programma di eventi. Tra questi, i tour tematici dedicati a Pinot Bianco, Sauvignon, Gewürztraminer, Pinot Nero, Schiava e Lagrein, che tramite la visita di tre aziende rappresentative per ciascun vitigno e la degustazione di etichette di annate vecchie e recenti, hanno permesso ai presenti di approfondire la propria conoscenza del tema e confrontarsi direttamente con i produttori presenti.

«L’Alto Adige Wine Summit - ha commentato Eduard Bernhart, direttore del Consorzio - quest’anno giunto alla sua seconda edizione, rappresenta ormai un appuntamento chiave per la promozione della produzione enologica del nostro territorio in Italia e all’estero. Crediamo che per poter apprezzare la qualità dei nostri vini sia necessario toccare con mano e vivere in prima persona i contrasti da cui prendono vita: sia dal punto di vista delle altitudini, con vigneti dislocati tra 200 e 1000 metri sul livello del mare, che dal punto di vista della composizione geologica dei terreni estremamente variegata, così come delle temperature e delle forti escursioni termiche tra giorno e notte, che regalano ai vini i loro aromi e la freschezza che li contraddistingue».

Nel corso di uno dei principali convegni si è discusso di clima e di cambiamenti climatici nella viticoltura dell’Alto Adige. La relazione ha tra l’altro evidenziato come l’Alto Adige, posizionato nel cuore delle Alpi, sia caratterizzato da microclimi molto differenti nell’arco di pochi chilometri di distanza. In generale, il clima estivo è secco e le precipitazioni annue vanno dai 500 agli 800 millimetri. Ma attenzione: in Alto Adige c’è la stessa varietà di irraggiamento che esiste tra l’Inghilterra meridionale e le zone più torride della Spagna. In un territorio di dimensioni molto contenute, quindi, si trova un gradiente termico estremamente elevato. Per quanto riguarda il futuro, il ricercatore ha messo in luce come i cambiamenti climatici previsti siano già in parte ben evidenti.

Rispetto agli Anni Sessanta, sull’arco alpino la temperatura si è alzata di 1,5 gradi centigradi e le previsioni parlano di un ulteriore aumento, compreso tra i 2,5 e i 5 gradi centigradi, entro il 2.100. I maggiori timori per il futuro, dal punto di vista climatico, si possono riassumere in siccità e caldo torrido (ai quali si può far fronte con una oculata gestione delle risorse idriche), ma anche grandinate e gelate tardive, più complesse da gestire ed arginare. Uno scenario da osservare e monitorare con estrema attenzione, quindi, consci però della presenza in Alto Adige di un potenziale punto di forza, ovvero la possibilità di spostare gradualmente la coltivazione dei vitigni tradizionali verso quote più elevate.

Per informazioni: www.vinialtoadige.com

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