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40ª vendemmia

Grattamacco e la sfida dei pionieri: quando la visione di Meletti Cavallari cambiò Bolgheri

Grattamacco celebra la 40ª vendemmia con il Bolgheri Superiore Doc 2022: un rosso complesso che riflette terroir, storia e visione pionieristica. Dal bianco al Super Tuscan, vini simbolo di Bolgheri nel mondo

 
01 ottobre 2025 | 11:16

Grattamacco e la sfida dei pionieri: quando la visione di Meletti Cavallari cambiò Bolgheri

Grattamacco celebra la 40ª vendemmia con il Bolgheri Superiore Doc 2022: un rosso complesso che riflette terroir, storia e visione pionieristica. Dal bianco al Super Tuscan, vini simbolo di Bolgheri nel mondo

01 ottobre 2025 | 11:16
 

Il vino si capisce a partire dal terroir, e il Grattamacco Bolgheri Superiore Doc 2022, non fa eccezione: conviene informarsi a dovere, prima di acquistarlo o ordinarlo al ristorante, anche perchè il prezzo non è banale. L’occasione per pensarci su  è stata data da un anniversario, la quarantesima vendemmia, festeggiata a Milano al Palazzo del Cinema in zona Garibaldi: il Docufilm celebrativo, diretto da Giuseppe Tufarulo, scritto da Gabriele Scotti e prodotto da TapelessFilm, si è aperto con il primo elemento del terroir, il territorio, ossia Bolgheri (Li) e le sue colline basse: una specie di anfiteatro di mare e di luce, ma privo di curve, che favorisce la rifrazione luminosa e permette il ricircolo delle brezze.

Grattamacco e la sfida dei pionieri: quando la visione di Meletti Cavallari cambiò Bolgheri

Grattamacco ha festeggiato a Milano la la quarantesima vendemmia

Bolgheri e il terroir unico tra mare, luce e colline

La zona costiera è pianeggiante e afosa, mentre quella interna è mantenuta fresca dall’altitudine e dalla vicinanza dei boschi: i grappoli avranno perciò maturazioni più lente e graduali delle uve costiere, specie quelli a bacca rossa. I terreni sono più stratificati e complessi: mentre le aree adiacenti al mare sono sostanzialmente franco-sabbiose, i colli di Bolgheri si fanno più poveri e bianchi, con marne calcareo-argillose di origine tettonica, dette flysch.

Grattamacco e la sfida dei pionieri: quando la visione di Meletti Cavallari cambiò Bolgheri

Grattamacco, le colline di Bolgheri

Dalla nascita dei Super Tuscan al ruolo di Grattamacco

Nel terroir ci comprendiamo anche la storia, il contesto, il comune sentire: quello che accompagna la nascita e l’affermazione mondiale dei cosiddetti  “Super Tuscan”, a base di vitigni francesi come Cabernet Sauvignon e Merlot, da un’idea di Mario Incisa della Rocchetta, che alla fine degli anni sessanta intuisce che è possibile andare oltre l’uvaggio tradizionale del Chianti per dire Toscana in modo inedito; e tutto ciò a partire dall’anfiteatro bolgherese di cui sopra. Si apre così una strada, nasce il Sassicaia, poi il Tignanello, battezzati come vini rossi “Super Tuscan” e lanciati in tutto il mondo verso il successo.

Piermario Meletti Cavallari, il pioniere delle alture di Bolgheri

Il terzo elemento del terroir è il fattore umano, la caparbietà e la visione di un imprenditore come Piermario Meletti Cavallari, che nel 1977 rileva il podere dove ora sorge la cantina Grattamacco. Cultore del vino e amico intimo di Veronelli, Meletti Cavallari trasforma la tenuta a immagine e somiglianza delle sue intuizioni, estirpa i frutteti, pianta nuove vigne, scegliendo le varietà d’uva più adatte alle argille bianche che affiorano in superficie. È il secondo imprenditore a credere nelle potenzialità` del territorio dopo Incisa della Rocchetta, dato che Grattamacco risulta tra le prime realtà a scegliere le alture di Bolgheri per produrre vino.

Grattamacco e la sfida dei pionieri: quando la visione di Meletti Cavallari cambiò Bolgheri

Grattamacco, il fondatore Piermario Meletti Cavallari

La prima annata è infatti targata 1982, ma un altro salto in avanti si verifica nel 1994, essendo Grattamacco la prima cantina a imbottigliare un Bolgheri Rosso subito dopo la nascita del disciplinare, diventando così un alfiere della Doc nel mondo. Nel 2002 Meletti Cavallari cede l’azienda a Claudio Tipa, che a sua volta porta avanti la concezione pionieristica di Grattamacco: si potenzia così la produzione dei rossi, rispettando la scelta del fondatore di includere comunque il Sangiovese nel blend, nel rispetto della tradizione toscana.

La 40ª vendemmia di Grattamacco celebrata a Milano

Ed eccoci ora alla presentazione milanese per la stampa e gli addetti ai lavori, a discutere tutti insieme di scelte tecniche e vicende meteorologiche: l’annata dell’anniversario, il 2022, è stata complessa e imprevedibile quanto mai, visto che fino a metà maggio le temperature si sono mantenute basse, con uno sviluppo vegetativo graduale. A partire dalla seconda metà del mese, tuttavia, si sono registrati picchi di calore, accompagnati da venti umidi che hanno accelerato la crescita vegetativa e capovolto il lento ritmo primaverile. Le piogge arrivate tra metà agosto e la prima decade di settembre si sono rivelate decisive: hanno scongiurato il blocco della maturazione e riportato equilibrio nei grappoli.

Grattamacco e la sfida dei pionieri: quando la visione di Meletti Cavallari cambiò Bolgheri

Il Grattamacco Bolgheri Superiore Doc che celebra le 40 vendemmie della cantina

Ne vien fuori il Grattamacco Bolgheri Superiore Doc 2022, un rosso corposo dall’impatto olfattivo  intenso, caratterizzato da frutti neri di bosco in compagnia di netti sentori balsamici e di macchia mediterranea. Il legno è ottimamente integrato e le sue note speziate dolci non distolgono l’attenzione. Al palato rimane  austero e di notevole freschezza,  mentre la mineralità si dimostra ampia e ben corroborata dalla trama tannica fine ed avvolgente, che sfocia in un’elegante  persistenza finale.

Grattamacco e la sfida dei pionieri: quando la visione di Meletti Cavallari cambiò Bolgheri

Il Grattamacco Bianco

Meno famoso ma comunque seducente il Grattamacco Bianco, prodotto dalle vigne di Vermentino più vecchie di Bolgheri (la più longeva ha circa 40 anni), situate a 100 m slm su una terrazza naturale affacciata verso il mare, il cui terreno si presenta ricco di argille bianche saline miste a flysch calcareo marnoso  Si distingue con orgoglio dalla solita bottiglia di bianco estivo abbandonata nel frigorifero, che non va oltre freschezza, sapidità e sentori fruttati: in questo caso, si mettono in luce la spiccata mineralità, erbe aromatiche, agrumi, sale marino e resina. Il sorso è fresco e cremoso ma anche sapido: in particolare, la matrice sapida ne garantisce la tenuta negli anni.

Loc. Lungagnano128 57022 Castagneto Carducci (Li)
Tel +39 0565 765069

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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