Il Teroldego è un vitigno autoctono della Piana Rotaliana. Ma perché la Cantina Rotaliana, fondata nel 1931, ha voluto metterlo a confronto con un grande vitigno internazionale nato sulla Côte Rôtie e che in Italia trova forse la sua massima espressione sulle colline di Cortona? Sono molte le idee, ma anche un po’ confuse sia sulla origine del termine Teroldego sia su quella del lemma Rotaliano. Anche se suggestive. Ma è materia per chi si occupa di storia ed etimologia. Quel che a noi interessa di più è approfittare della partecipazione agli Incontri Rotaliani, che si sono tenuti tra Mezzacorona e Mezzolombardo (Tn), quest’anno dedicati al confronto ravvicinato tra il vitigno trentino e il Syrah. Un confronto che non ha voluto essere una vera e propria sfida, anche se servire sullo stesso tavolo bottiglie pure eccellenti e dell’una e dell’altra varietà ha comportato una notevole audacia, una onesta audacia.

Incontri Rotaliani: Teroldego e Syrah a confronto
Origini e identità: due nomi, due storie
I due vitigni non hanno un dna in comune, più che fratelli sono forse cugini. Lo riconosciamo subito per esempio dal colore dei vini. Violacei e intensi entrambi, con una spiccata carica antociana, una, talvolta, ma non sempre, importante gradazione alcolica, che oggi non va per la maggiore. Eppure hanno in comune freschezza e modulazione elegante dei tannini. Inoltre, come menzionato nella masterclas di Adua Villa, in cantina compiono percorsi simili, che includono anche le vasche di cemento, oltre a botti nuove e non, a botti di barriques. Quindi la maturazione e l’affinamento sia pure regolati dai protocolli delle denominazioni, lasciano ai produttori una discreta libertà d’azione.
La voce del territorio: il carattere unico del Teroldego
Il Teroldego è dunque un vino con una voce ben definita, imprescindibile dal territorio d’origine. La Piana Rotalliana si sviluppa tra il torrente Noce e il fiume Adige e si è formata 2 milioni di anni fa. È quindi caratterizzata da un suolo di ciottoli, ghiaia, con un drenaggio perfetto, ma anche da un suolo sabbioso, limo, argilla ecc., persino quarzo. Pertanto ama il sole e teme l’umidità stagnante. E non può non avere una marcata componente minerale, un gusto deciso e rotondo. In certe annate vibrante. In altre particolarmente teso e insieme elegante.

Gli Incontri Rotaliani si sono tenuti tra Mezzacorona e Mezzolombardo
Ma se ha una voce ben riconoscibile, ogni bravo produttore l’accompagna con note differenti. E nel calice possiamo ritrovare spinte diverse. Infatti, la Piana Rotaliana include anche differenti sottozone, che incidono su quello che assagggiamo nel bicchhiere. Non assistiamo pertanto sempre al medesimo spettacolo.
L’audacia di un confronto onesto
Si chiede a riguardo di tutti i rossi, domanda banale (che ogni giornalista finisce per porre), ha una lunga evoluzione è un vino longevo? Certo, magari non come i maggiori Syrah della Valle settentrionale del Rodano o delle colline cortonesi, Ma quando serviamo in tavola un Teroldego possiamo stare certi di servire un signor vino. Un vino che merita più attenzione da parte dei consumatori comuni. E in tavola ha una notevolissima versatilità. Possiamo persino abbinarlo, anzi è perfetto nella versione rosata, a una gustosa pizza. Accostamento nel quale supera certamente il Syrah e non pochi altri vini. Per verificarlo, quale miglio prova che una degustazione alla cieca?