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domenica 11 gennaio 2026  | aggiornato alle 00:22 | 116718 articoli pubblicati

Zucchero nel vino fermo Dop: la mossa francese che mette l’Italia con le spalle al muro

La Francia apre allo zuccheraggio dei vini Dop come risposta razionale alla crisi dei consumi e ai nuovi gusti. Tra proteste, estirpi e sostegni pubblici, emerge il confronto con l’Italia, che difende identità e biodiversità, ma fatica a raccontarle. Una sfida culturale, prima ancora che tecnica, tra modelli produttivi e comunicazione del vino

10 gennaio 2026 | 05:00
Zucchero nel vino fermo Dop: la mossa francese che mette l’Italia con le spalle al muro
Zucchero nel vino fermo Dop: la mossa francese che mette l’Italia con le spalle al muro

Zucchero nel vino fermo Dop: la mossa francese che mette l’Italia con le spalle al muro

La Francia apre allo zuccheraggio dei vini Dop come risposta razionale alla crisi dei consumi e ai nuovi gusti. Tra proteste, estirpi e sostegni pubblici, emerge il confronto con l’Italia, che difende identità e biodiversità, ma fatica a raccontarle. Una sfida culturale, prima ancora che tecnica, tra modelli produttivi e comunicazione del vino

10 gennaio 2026 | 05:00
 

E zuccheraggio sia!  Di anime profondamente radicate nella gente di Francia (abbiamo mica detto… Gallia!) ne scopriremo due. Qui la prima: l’anima razionale del loro grande filosofo e matematico René Cartesio. Sua sintesi estrema: y = f(x). L’una cosa è funzione di un’altra cosa. 

Zuccheraggio: perché il via libera della Francia?

Perché i francesi hanno dato il via libera allo zuccheraggio dei vini fermi Aoc (Appellation d’origine protégée)? Semplicemente perché vi è concomitanza forte di due fenomeni al cospetto dei quali, come invece sta facendo quel popolo variegato vicino di casa (che poi saremmo noi italiani), non si può fare finta di niente e continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto.

Zucchero nel vino fermo Dop: la mossa francese che mette l’Italia con le spalle al muro

In Francia via libera allo zuccheraggio dei vini fermi Aoc

I due fenomeni concomitanti sono la crisi del settore vinicolo, con una vistosa (e non recentissima) caduta tendenziale dei consumi, e le emergenti tendenze di consumo, soprattutto da parte delle nuove generazioni, che preferiscono vini più morbidi. Quindi, la decisione di dare il via libera allo zuccheraggio dei vini fermi Aoc (y) è in funzione (f) della concomitanza dei due suddetti fenomeni (x). Tutto razionale, senza dubbio alcuno. Aoc sarebbe la nostra Dop e da adesso useremo Dop.

Le aree coinvolte e i limiti tecnici

Le zone vinicole più interessate sono Bordeaux e Côtes-du-Rhône. L’aggiunta di zucchero ottenuto dal mosto d’uva era fino ad oggi consentita per i vini Igp e per lo Champagne. Per i vini fermi Dop ci sono tuttavia limiti precisi: l’edulcorazione sarà possibile se il prodotto finale non conterrà zuccheri residui fermentescibili (fruttosio e glucosio) in quantità superiore ai 9 grammi per litro.

Zucchero nel vino fermo Dop: la mossa francese che mette l’Italia con le spalle al muro

Finora l'aggiunta di zucchero era consentita per i vini Igp e per lo Champagne

L’anima barricadera dei francesi

Ed eccoci all’anima barricadera della gente di Francia. Se di vicende probanti avessimo bisogno per testimoniarne l’esistenza, ci sarebbero sufficienti due eventi storici: la Presa della Bastiglia (14 luglio 1789) e il Maggio Francese del 1968. Il 15 novembre dello scorso anno, circa quattromila viticoltori manifestarono nella città di Béziers, a sud di Tolosa. Richiedevano estirpi, remunerazioni adeguate per le uve, semplificazioni burocratiche e un sostegno finanziario di emergenza. Esemplarmente chiara la dichiarazione del sindacato: «Non siamo di fronte a una crisi passeggera ma a un allarme rosso». La ministra dell’Agricoltura, Annie Genevard, promise che avrebbe preso provvedimenti, e la parola è stata mantenuta.

Estirpi, distillazione e sostegni

Soffermiamoci sul tema degli estirpi. La stima dei vigneti da estirpare (tecnicamente si parla di eradicazione definitiva dei vigneti) è di 35mila ettari. L’obiettivo dichiarato dal governo francese è «riequilibrare l’offerta e ripristinare la redditività delle aziende agricole», soprattutto nelle aree centrali e meridionali dell’Esagono e in particolare per la tipologia di vino rosso.

Zucchero nel vino fermo Dop: la mossa francese che mette l’Italia con le spalle al muro

La stima dei vigneti da estirpare è di 35mila ettari

Inoltre, la ministra Genevard ha chiesto al commissario europeo per l’Agricoltura e l’Alimentazione, Christophe Hansen, di mobilitare la riserva di crisi europea per finanziare la distillazione di crisi delle eccedenze, in particolare gli stock delle cantine cooperative. A ciò si aggiungono: proroga dei prestiti alle imprese del vino e sgravi contributivi previdenziali

Italia e Francia: primi e secondi

Italia e Francia sono prima e seconda e seconda e prima.
Sì, spieghiamoci meglio.

Dall’ultima vendemmia:

  • Italia prima per produzione
  • Francia seconda

Ma:

  • Francia prima per valore all’export
  • Italia seconda

Una meditazione la facciamo?!

Zuccheraggio sì, zuccheraggio no

Come sono messi i cugini cisalpini dei francesi? Oddio, ma i cugini cisalpini dei francesi siamo noi! Le pratiche di zuccheraggio e concentrazione, pur avendo lo stesso scopo (aumentare il grado alcolico), differiscono profondamente. Lo zuccheraggio (aggiunta di saccarosio) è vietato in Italia, Spagna, Portogallo e Grecia.

Zucchero nel vino fermo Dop: la mossa francese che mette l’Italia con le spalle al muro

Vino italiano e francese: il confronto

In Italia è consentita la concentrazione tramite MCR (Mosto Concentrato Rettificato), derivato naturale dell’uva, percepito come più coerente con l’identità territoriale. Il grado alcolico può essere aumentato al massimo del 2% vol., salvo deroghe eccezionali. Non seguire l’esempio francese è una scelta chiara: preservare identità e terroir.

Il nodo dell’etichetta

Qui però la partita diventa impari. Non tanto per la pratica in sé, quanto per l’assenza di obbligo di dichiarazione in etichetta. Questo opacizza il confronto tra un vino ottenuto da uve naturalmente ricche e uno corretto con zuccheraggio. Siamo al cospetto di una concorrenza sleale, laddove non si ritenga doveroso informare correttamente il consumatore.

Biodiversità italiana: sappiamo raccontarla?

La crisi e il calo dei consumi valgono anche per l’Italia. Quindi: che fare? Seguire i cugini transalpini o enfatizzare la nostra biodiversità? Ma chiediamocelo impietosamente: sappiamo farlo? Otto vitigni a caso: Cannonau, Glera, Grillo, Nebbiolo, Nero d’Avola, Primitivo, Sangiovese, Vermentino. Chi li conosce davvero nel mondo? E in Italia? La Francia ha pochi vitigni, ma li sa raccontare benissimo. Noi abbiamo infinite storie, ma manca la voce narrante.

Zucchero nel vino fermo Dop: la mossa francese che mette l’Italia con le spalle al muro

La Francia ha pochi vitigni, ma li sa raccontare benissimo

La Francia ha tre brand territoriali forti: Bordeaux, Borgogna, Champagne. Noi ne abbiamo cinque: Etna, Franciacorta, Langhe, Montalcino, Valdobbiadene. Abbiamo qualità, paesaggi, storia. Non abbiamo l’anima razionale, non abbiamo l’anima barricadera. Ma abbiamo l’anima creativa. E al mosto non aggiungiamo saccarosio.

Una simpatia antica

Cari cugini transalpini, condividiamo secoli di storia. L’Unità d’Italia iniziò con voi (1859) e si concluse contro di voi (1870). Tra noi ci sono baruffe, ma anche stima e simpatia. Voi avete avuto Brigitte Bardot. Noi Anna Magnani. Voi vi tenete la vostra B.B., noi la nostra NannarellaContenti entrambi.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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