Daniela Mastroberardino è stata rieletta presidente dell’Associazione nazionale Le Donne del Vino per il triennio 2026-2028. La decisione è arrivata all’unanimità dal nuovo Consiglio nazionale, che ha scelto di proseguire nel solco del lavoro avviato nel precedente mandato (2023-2025), riconoscendo continuità di visione e solidità nella gestione dell’Associazione.

Daniela Mastroberardino è stata confermata presidente dell’Associazione nazionale Le Donne del Vino
Continuità alla guida dell’Associazione
Imprenditrice vitivinicola e figura di riferimento per l’enologia campana e italiana, Daniela Mastroberardino è alla guida, insieme al fratello, dell’azienda Terredora Di Paolo, realtà fortemente legata alla valorizzazione dei vitigni autoctoni dell’Irpinia. La riconferma alla presidenza arriva in una fase di consolidamento per Le Donne del Vino, che negli ultimi anni hanno ampliato ruolo e rappresentatività all’interno del settore. «Un secondo mandato non è un punto di partenza, ma un momento di consapevolezza - ha dichiarato la presidente -. È il tempo di riconoscere il cammino fatto e di scegliere, con ancora più responsabilità, la direzione futura».

Le Donne del Vino: il consiglio in carica per il triennio 2026-2028
Accanto alla presidente sono state riconfermate le vicepresidenti Francesca Poggio (Piemonte, vicaria), Marianna Cardone (Puglia) e Paola Longo (Lombardia). Il Consiglio nazionale si compone inoltre di professioniste provenienti da diverse regioni italiane, a rappresentare territori e competenze differenti lungo tutta la filiera vitivinicola, dalla produzione alla comunicazione.
Le sfide del nuovo mandato
Nel triennio appena concluso, Le Donne del Vino sono passate da circa 1.000 a 1.250 socie, con un ampliamento significativo delle professionalità coinvolte. Accanto alle produttrici, che restano il fulcro dell’Associazione, sono cresciute le presenze di comunicatrici, esperte di marketing, architette, avvocate e altre figure professionali legate al mondo del vino e della cultura d’impresa.

Il nuovo incarico si apre in un contesto complesso per il comparto vitivinicolo, segnato da un rallentamento dei consumi e da cambiamenti nei modelli culturali e sociali. «Sentiamo ancora più forte la responsabilità di lavorare sulla diffusione di una cultura del bere consapevole», sottolinea Mastroberardino, «capace di dialogare con le nuove generazioni e di investire sulla formazione». In questa direzione si inserisce il Progetto D-Vino, rivolto agli studenti degli istituti alberghieri e turistici, che mira a trasmettere il valore del vino come espressione culturale, territoriale e professionale.
Verso i 40 anni dell’Associazione
Parallelamente, Le Donne del Vino intendono rafforzare il proprio ruolo nel dibattito pubblico sui temi della sostenibilità, della responsabilità sociale e dell’evoluzione degli stili di consumo, proseguendo anche nel dialogo internazionale con le associazioni estere del vino al femminile. Lo sguardo è già rivolto al 2028, anno in cui l’Associazione celebrerà i 40 anni dalla fondazione, un passaggio che segnerà una nuova fase del percorso associativo.