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sabato 17 gennaio 2026  | aggiornato alle 09:56 | 116834 articoli pubblicati

Gestione femminile delle cantine e territori minori: la nuova rotta del vino italiano

Sotto la guida di Daniela Mastroberardino, l’Associazione Donne del Vino punta su formazione, sostenibilità e innovazione per rafforzare la filiera e valorizzare i territori meno battuti. Tra carenza di competenze, enoturismo, marketing identitario e consumo consapevole, cresce il ruolo delle donne nel ridisegnare il futuro del vino italiano

di Mauro Taino
Redattore
17 gennaio 2026 | 08:00
Gestione femminile delle cantine e territori minori: la nuova rotta del vino italiano
Gestione femminile delle cantine e territori minori: la nuova rotta del vino italiano

Gestione femminile delle cantine e territori minori: la nuova rotta del vino italiano

Sotto la guida di Daniela Mastroberardino, l’Associazione Donne del Vino punta su formazione, sostenibilità e innovazione per rafforzare la filiera e valorizzare i territori meno battuti. Tra carenza di competenze, enoturismo, marketing identitario e consumo consapevole, cresce il ruolo delle donne nel ridisegnare il futuro del vino italiano

di Mauro Taino
Redattore
17 gennaio 2026 | 08:00
 

Il mondo del vino italiano sta vivendo una trasformazione profonda, guidata da nuove competenze, innovazione e una crescente presenza femminile. L’Associazione Donne del Vino, con la visione di Daniela Mastroberardino, si pone al centro di questo cambiamento, lavorando su formazione, sostenibilità e valorizzazione dei territori meno conosciuti. Un percorso che intreccia cultura, impresa e identità.

Come le Donne del Vino stanno formando le nuove generazioni del settore

Scoprire il mondo delle Donne del Vino significa guardare oltre le etichette e le cantine: dall’importanza della formazione per giovani e professioniste, alla sfida della carenza di personale nella filiera, fino alle opportunità offerte dall’enoturismo per valorizzare i territori meno conosciuti, come rimarca Mastroberardino, appena confermata presidente dell’associazione. La sostenibilità diventa un equilibrio tra ambiente, economia e società, mentre il marketing si lega all’identità dei produttori. Accanto a questi temi, il ruolo delle donne continua a crescere, aprendo nuove prospettive nei vertici aziendali, così come il consumo consapevole e l’innovazione rappresentano strumenti per avvicinare le nuove generazioni al vino e consolidare un settore in continua trasformazione.

Daniela Mastroberardino, presidente dell'associazione Donne del Vino
Daniela Mastroberardino, presidente dell'associazione Donne del Vino

Negli ultimi anni l’Associazione Donne del Vino ha registrato una crescita significativa, non solo in termini numerici, ma anche in progetti e iniziative sul territorio, Mastroberardino spiega: «Ho avuto il testimone in un momento dell’associazione con importanti progetti già avviati, e questo ci ha consentito di andare avanti, avviando nuovi progetti». La crescita riguarda quindi numeri, ma anche la capacità di sviluppare iniziative concrete che sostengano professioniste e nuove generazioni.

Formazione e nuove competenze nella filiera vinicola

Da sempre la formazione è al centro dell’associazione. «La formazione non nasce negli ultimi anni, nasce dagli inizi dell’associazione», ricorda Mastroberardino. Negli anni più recenti, l’attenzione si è estesa anche ai giovani e alle figure professionali che accedono al mondo del vino tramite percorsi differenti, come istituti turistici e alberghieri. «Il progetto di vino mette l’attenzione non solo sulle professioniste delle Donne del Vino, ma anche sulla formazione di giovani e figure professionali specifiche». Investire nella formazione significa consolidare competenze e garantire continuità: «La donna evidentemente si pone più naturalmente l’importanza del passaggio del testimone alle generazioni che verranno».

Donne del Vino: la storia

Fondata nella primavera del 1988 e presentata ufficialmente a Vinitaly, l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino nasce da una ventina di socie con l’obiettivo di promuovere la cultura del vino e il ruolo della donna nel settore. Nel tempo il sodalizio è cresciuto fino a superare 1.220 associate, riunendo produttrici, enologhe, sommelier, ristoratrici, giornaliste e professioniste della comunicazione. Alla guida dell’associazione, prima di Daniela Mastroberardino, si sono succedute Elisabetta Tognana, Adele Vallarino Gancia, Franca Maculan, Giuseppina Viglierchio, Pia Donata Berlucchi, Elena Martusciello e Donatella Cinelli Colombini, protagoniste di un percorso che ha anticipato e accompagnato l’evoluzione del ruolo femminile nel mondo del vino.

Carenza di personale: una sfida che attraversa tutta la filiera

La filiera del vino si confronta con la difficoltà di reperire personale qualificato. «Siamo settori dove si ricercano competenze specifiche difficili da formare. La mancanza di personale rappresenta una problematica con cui quotidianamente si confrontano le aziende», spiega Mastroberardino che ricorda come si tratti di un problema comune a molti comparti, Horeca in primis. Il problema non riguarda solo la formazione: la filiera è complessa e le nuove tecnologie impattano su ogni fase, dalla vigna fino alla distribuzione. «Anche il semplice operatore ha bisogno di molte più competenze di quelle che potevano servire in passato», aggiunge, ricordando che il fenomeno è particolarmente evidente in agricoltura e nei processi produttivi più tecnici.

Enoturismo nei territori minori: le cantine come presidi culturali

Per Mastroberardino, l’enoturismo non è solo un’attività economica, ma uno strumento di sviluppo culturale e territoriale. «L’enoturismo è un modo per ridare vita a territori che affrontano lo spopolamento, come l’Italia appenninica o montana», afferma. Le cantine diventano veri presidi sul territorio, capaci di raccontare sostenibilità e identità locale. Oltre all’impegno delle singole aziende, serve una politica turistica coerente. «Quell’Italia lontana dalle grandi rotte turistiche può avere nel turismo del vino un’occasione di sviluppo se viene supportata l’intera filiera che porta le persone sui territori». L’esperienza deve essere autentica e coinvolgente, con un dialogo tra produttore e visitatore: «Il racconto deve arrivare a un momento di sintesi condivisa».

L’enoturismo non è solo un’attività economica, ma uno strumento di sviluppo culturale e territoriale
L’enoturismo non è solo un’attività economica, ma uno strumento di sviluppo culturale e territoriale

Sostenibilità e identità: il nuovo valore competitivo del vino

La sostenibilità nel vino non è solo un valore ambientale, ma un equilibrio tra dimensioni economiche, sociali e ambientali. «Se riusciamo a far andare di pari passo sostenibilità ambientale, economica e sociale, possiamo vincere sfide che consolidano le comunità nei territori», spiega Mastroberardino. Quando la sostenibilità è un valore condiviso, diventa anche uno strumento di marketing. «Il marketing deve legarsi fortemente all’identità dell’azienda. I valori che contraddistinguono l’identità sono le leve del marketing». In un mercato competitivo, comunicare la varietà dei vini italiani e l’unicità dei produttori è una sfida che richiede coordinamento e visione collettiva.

Leadership femminile: una crescita che cambia il volto del settore

Negli ultimi quarant’anni, la presenza femminile nella filiera del vino è cresciuta, soprattutto in ambito comunicazione, turismo e vendite. «Otto donne su dieci sono in ruoli di comunicazione, il 75% in ambito turistico e una su due in ambito commerciale. Il mondo del vino è rosa soprattutto vicino al consumatore finale», osserva Mastroberardino.

Negli ultimi la presenza femminile nella filiera del vino è cresciuta e le Donne del Vino hanno dato il loro contributo
Negli ultimi la presenza femminile nella filiera del vino è cresciuta e le Donne del Vino hanno dato il loro contributo

Il percorso verso i vertici aziendali è ancora lungo: «Un’azienda su tre è diretta da donne, ma la percentuale scende nelle grandi aziende. Serve portare sempre più donne ai vertici, anche in aziende più grandi della classica micro-piccola azienda italiana». L’associazione ha offerto un contesto per sviluppare competenze e creare reti di supporto: «Condividendo le problematiche e i successi, ciascuna può trovare forza anche dal successo dell’altra».

Giovani, consumo consapevole e nuove tendenze del bere

Il consumo consapevole e il vino dealcolato rappresentano nuove opportunità per avvicinare i giovani al vino. «Il bere consapevole diventa la chiave di volta perché può far riscoprire valori di benessere centrali negli stili di vita dei giovani», sottolinea Mastroberardino.

Mozzarella di Bufala Campana

Innovazione nella filiera: tecnologie e competenze per il futuro

L’innovazione riguarda l’intera filiera, richiedendo competenze aggiornate e scelte coerenti con l’identità aziendale. Le aziende devono affrontare sfide complesse e selezionare le strategie più adatte al proprio territorio e al proprio pubblico, mantenendo un equilibrio tra innovazione, sostenibilità e autenticità. Il percorso tracciato dalle Donne del Vino mostra come il futuro del settore non passi solo dalla qualità del prodotto, ma dalla capacità di costruire comunità, formare nuove competenze e valorizzare territori spesso dimenticati. La leadership femminile, l’innovazione e la sostenibilità diventano così i cardini di un modello che guarda lontano, capace di rendere il vino non solo un’eccellenza italiana, ma un motore culturale e sociale. Un cambiamento già in atto, che promette di ridisegnare il volto del vino italiano nei prossimi anni.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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