Sankt Pauls, storica cantina cooperativa fondata nel 1907 ad Appiano (Bz), ha cambiato rotta e punta decisa su un’evoluzione a tutto campo. A partire dai ruoli chiave. Dal 2023 sono operativi il presidente Bernhard Leimegger e l’enologo Philipp Zublasing, affiancati da inizio ’24 dal direttore commerciale Tobias Leimgruber. Oggi Sankt Pauls è un gruppo compatto che sta raccogliendo i primi risultati di questo nuovo iter produttivo che guarda al futuro e con rinnovata determinazione ai mercati, mantenendo comunque ben saldi i valori che ne hanno fatto la storia.

Sankt Pauls: l'enologo Philipp Zublasing e il direttore commerciale Tobias Leimgruber
Sankt Pauls, decine di etichette per l'universo Horeca
La cantina si struttura grazie all’apporto di 190 soci conferitori che garantiscono una superficie vitata di 187 ettari , tutti nel comprensorio di Appiano. «Da ogni appezzamento si scorge il campanile della chiesa», si sottolinea. Gli ettari vitati si contraddistinguono per una grande varietà di esposizioni e altitudini, dai 300 ai 700 metri. Vigneti a conduzione integrata certificata. Una produzione dedicata all’universo Horeca che conta 37 etichette su sette linee, per un totale che supera abbondantemente il milione di bottiglie, il 15% appannaggio dei mercati esteri.

Un momento della degustazione
Freschezza, eleganza e tensione sono i punti cardine di Philipp Zublasing, che puntualizza: «Oltre a dedicarmi ai top di gamma voglio dare un contributo qualitativo, anche in termini di continuità e costanza, alla linea classica e a quella delle selezioni, cercando di affinare il carattere di ogni vitigno anche attraverso una maggiore parcellizzazione in vigna». A Milano, presso Daniel Canzian Ristorante, Leimegger e Zublasing hanno presentato alcuni gioielli di famiglia.

Le etichette Sankt Pauls presentate a Milano
Sankt Pauls, degustazione di alto profilo
La degustazione ha preso il via con Praeclarus Pas Dosé 2020 Blanc de Blancs, dalla struttura velluatata e dal finale lungo e minerale. A seguire Plötzner Pinot Bianco 2024, un vino dall’ampio spettro aromatico, fresco e fruttato, con un finale sapido e Kalkbergr Pinot Bianco 2023 (la prima annata di Philipp Zublasing), di grande tensione al palato, corpo intenso e finale persistente. Due Pinot Bianco eleganti, freschi e verticali che hanno accompagnato Pasta mista alle canoce.
Il Risotto tardivo trevigiano di Daniel Canzian ha visto in degustazione Schliff Sauvignon 2023 (notevole mineralità, trama setosa, finale teso) e Sauvignon 2015, vino espressivo e sapido, arricchito da note di frutti esotici.

Il Risotto tardivo trevigiano firmato Daniel Canzian
Sankt Pauls, un vigneto datato 1899
Sul fronte rossi, serviti in abbinamento a Guancetta di vitello fondente, spinaci all’italiana, Misian Schiava 2024, floreale e succoso, espressione tipica dell’Alto Adige, e Lehmstein Pinot Nero Riserva 2022 (tannini delicati, equilibrato, finale persistente). Vero colpo di scena, in chiusura, la degustazione di Sanctissimus Pinot Bianco Riserva 2015. Le viti, piantate nel 1899 su un pendio molto ripido, costituiscono uno dei più vecchi vigneti dell’Alto Adige. Un vino complesso, avvolgente e minerale, di lunga persistenza. Un richiamo al passato che sa guardare lontano. In linea con il rinnovato spirito di Sankt Pauls.
Via Catel Guardia 21 39057 San Paolo/Appiano (Bolzano)