Continua registrare copi di scena la gestione della crisi di Terre d’Oltrepò. Dopo l’annuncio di primi contatti tra la cooperativa veneta Collis e produttori di uve di Terre d’Oltrepò sotto la supervisione di alti funzionari regionali) una manifestazione d’interesse per l’acquisto della cantina sarebbe giunta anche da uno dei maggiori imbottigliatori della provincia, ma rimasta almeno per ora senza risposta. Ad annunciarlo è Milano Pavia TV che parla di una pec inviata al commissario e all’amministratore unico di Terre d’Oltrepo, Zingone e Cocconi, dall’azienda vinicola “Losito e Guarini.
I vigneti di Terre d'Oltrepò
Proprio per la mancanza di risposte, Losito e Guarini hanno scritto anche all’assessore regionale Alessandro Beduschi e al Ministero dell’Agricoltura. «Nel quadro di una strategia di crescita e diversificazione - si legge nella lettera - l’azienda ha valutato alcune opportunità di investimento, tra cui la possibile acquisizione di Terre d’Oltrepò». La proposta - si legge - non era vincolante ma aperta a diverse formule, anche con il coinvolgimento di altri soggetti o forme mutualistiche. «Pur apprendendo dalla stampa locale l’interesse di un’altra azienda, riteniamo legittimo attendere un riscontro formale alla domanda presentata».
Terre d'Oltrepò, la vendemmia
Smentito invece l'interesse di Cantine riunite e Civ
Accanto all’interesse da parte della cooperativa veneta Collis, confermato dall’assessorato all’agricoltura di Regione Lombardia, la scorsa settimana era emerso il nome di Cantine Riunite & Civ come potenziale gruppo interessato all’acquisizione di Terre: una indiscrezione che era stata smentita sia da Regione che dallo stesso gruppo vitivinicolo emiliano.
Per ora, secondo Beduschi, la cooperativa Collis sarebbe intenzionata ad acquisire la Terre e dare continuità all’azienda. «Entro fine mese - aveva detto l’assessore - si dovranno fare scelte definitive». Insomma, o dentro o fuori, o si metterebbe a rischio anche vendemmia 2026. Ma la sostenibilità dell’operazione passa, necessariamente, da accordi con la base della filiera, a maggior ragione se il soggetto in questione è una cooperativa, proprio come Terre. Accanto a questioni esclusivamente venali, come il prezzo di vendita della Spa, ovvero la società a cui l’ultima gestione Callegari aveva trasferito tutti gli asset (dalle strutture fisiche ai dipendenti) e a quella del capitale sociale (circa 12milioni di proprietà degli agricoltori soci che, tuttavia, il commissario Zingone, ha già dato per persi), ce ne sono di più tecniche, logistiche e organizzative, altrettanto fondamentali.
La sede di Terre d'Oltrepò
Per esempio, garanzie di un quantitativo minimo di conferimento di uva. Ma anche di legate al futuro delle tre cantine che oggi compongono Terre, ovvero Santa Maria della Versa, Broni e Casteggio. Ognuna delle quali fa riferimento a diversi territori, le tre valli del vino dell’Oltrepò, ognuna con le sue peculiarità e ognuna pronta a rivendicare una specificità di cui, questa almeno l’attesa, si dovrebbe tener conto.
Via Sansaluto 81 27043 Broni (Pv)