La crisi di Terre d’Oltrepò approda nuovamente in Parlamento. Una risoluzione congiunta, firmata da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico e appena depositata presso le Commissioni Agricoltura e Attività Produttive, chiede al Governo di definire vincoli stringenti per l’operato dei commissari, con un obiettivo preciso: garantire la continuità aziendale e mettere al riparo gli asset considerati strategici.

La questione Terre d’Oltrepò è finita in parlamento
La risoluzione parlamentare per proteggere Terre d’Oltrepò
Nel testo si propone, tra le altre misure, di impedire la liquidazione o l’alienazione di beni chiave dell’azienda per finalità estranee alla vocazione agricola o cooperativa. Si sollecita inoltre la “piena trasparenza contabile e gestionale”, assicurando ai soci un accesso completo ai dati economico-finanziari, e si invita a escludere l’ingresso di soggetti con “prevalente finalità speculativa” nella compagine o nel controllo della Cantina. Un altro punto rilevante riguarda l’obbligo, per il commissario, di riferire periodicamente alle Commissioni parlamentari competenti sull’andamento della gestione.
A rilanciare la questione è anche il coordinatore di Pavia e provincia del Movimento 5 Stelle, Simone Verni, secondo cui, fino a oggi, «non si sarebbe chiarita alcuna responsabilità» rispetto al quadro che ha portato l’azienda alla liquidazione coatta amministrativa.
Numeri che pesano: passivo, capitale e pagamenti ai soci
I numeri, del resto, descrivono una situazione pesante: un passivo che supera i 30 milioni di euro e centinaia di aziende agricole socie ancora in attesa dei pagamenti per le uve conferite nel 2024, per un importo stimato attorno ai 7 milioni. Sullo sfondo, resta inoltre la preoccupazione per il capitale sociale: circa 12 milioni che molti temono possano andare perduti.
Chi acquisterà Terre d'Oltrepò?
Intanto, sul fronte delle possibili soluzioni industriali, nelle scorse settimane Regione Lombardia aveva annunciato l’interesse del gruppo veneto Collis. Nei giorni più recenti, sarebbe emersa anche la disponibilità di Losito e Guarini, tra le realtà vinicole di maggior peso dell’Oltrepò pavese, a valutare un’operazione di acquisizione.