La Francia apre ufficialmente allo zuccheraggio dei vini fermi a Denominazione d’origine protetta, segnando una svolta significativa nella gestione produttiva di uno dei settori simbolo dell’agroalimentare europeo. La decisione nasce in un contesto di crisi strutturale del comparto vitivinicolo e di cambiamento dei consumi delle nuove generazioni, sempre più orientate verso profili gustativi morbidi e immediati.

Via libera per lo zuccheraggio per i vini francesi fermi, come il Bordeaux
Il provvedimento riguarda i vini Aoc (Appellation d’origine contrôlée), equivalenti alle Dop, e amplia una possibilità fino a oggi riservata esclusivamente ai vini Igp e allo Champagne. La misura è stata approvata dal Comitato dei vini Dop dell’Inao, l’ente nazionale che tutela le denominazioni di origine e la qualità agroalimentare sotto la supervisione del ministero dell’Agricoltura francese.
Le nuove regole sullo zuccheraggio nei vini Dop
Lo zuccheraggio tramite mosto d’uva sarà consentito anche per i vini fermi Dop, ma entro parametri ben definiti. L’Inao ha stabilito che il prodotto finale non potrà contenere zuccheri residui fermentescibili - glucosio e fruttosio - in quantità superiori a 9 grammi per litro.

Il vino non potrà contenere zuccheri residui fermentescibili in quantità superiori a 9 grammi per litro
La pratica dovrà inoltre avvenire esclusivamente utilizzando mosti freschi, concentrati o concentrati rettificati provenienti da uve della stessa denominazione. Anche il luogo di intervento è vincolato: lo zuccheraggio dovrà essere effettuato all’interno dell’area geografica della Doc o nelle sue immediate vicinanze.
Un tabù che cade dopo anni di dibattito
In Francia, l’idea di autorizzare l’edulcorazione dei vini a denominazione è stata a lungo oggetto di forti resistenze culturali e politiche. Tuttavia, le pressioni dei produttori e dell’industria, alle prese con un calo delle vendite e con un progressivo disallineamento rispetto alle preferenze del mercato, hanno accelerato il cambiamento.
La scelta si inserisce nella strategia più ampia di rilancio del settore vitivinicolo francese, annunciata a fine novembre dal ministro dell’Agricoltura Annie Genevard, con l’obiettivo di garantire sostenibilità economica alle aziende e maggiore competitività sui mercati internazionali.
Bordeaux e Côtes-du-Rhône in prima linea
Secondo la stampa specializzata, le aree che potrebbero beneficiare maggiormente del nuovo quadro normativo sono Bordeaux e Côtes-du-Rhône. In queste zone, i produttori lamentano da tempo difficoltà nel rispondere alle aspettative dei consumatori, soprattutto per quanto riguarda l’eccessiva secchezza di alcuni vini.

Il provvedimento potrebbe favorire la produzione in particolare di Bordeaux e Côtes-du-Rhône
Un caso emblematico è quello del claret, rosso di facile beva che, secondo i produttori bordolesi, fatica a intercettare il gusto contemporaneo. Le nuove regole potrebbero essere discusse formalmente dai consorzi già nei primi mesi dell’anno, con una possibile approvazione definitiva entro la primavera.
Obiettivo: intercettare la Generazione Z
La finalità dichiarata della misura è quella di avvicinare il vino alle fasce di pubblico più giovani, in particolare alla Generazione Z, che predilige prodotti meno austeri e più accessibili dal punto di vista sensoriale. L’introduzione controllata dello zuccheraggio viene vista come uno strumento tecnico per riequilibrare i profili gustativi senza snaturare l’identità territoriale dei vini.
Resta centrale il ruolo dei Consorzi di tutela, chiamati a valutare se e come adottare questa possibilità all’interno dei rispettivi disciplinari di produzione.