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sabato 31 gennaio 2026  | aggiornato alle 17:20 | 117119 articoli pubblicati

Da una Valpolicella sempre più green parte la campagna italiana per valorizzare il vino

La Valpolicella ha chiuso un 2025 complesso con un dato storico: per la prima volta il 53% dei vigneti è stao infatti certificato sostenibile, segno di scelte produttive orientate alla tutela del territorio. La campagna annunciata dal ministro Lollobrigida ad Amarone Opera Prima usa questo percorso come base per rafforzare il racconto del vino italiano sui mercati internazionali

31 gennaio 2026 | 14:40
Da una Valpolicella sempre più green parte la campagna italiana per valorizzare il vino
Da una Valpolicella sempre più green parte la campagna italiana per valorizzare il vino

Da una Valpolicella sempre più green parte la campagna italiana per valorizzare il vino

La Valpolicella ha chiuso un 2025 complesso con un dato storico: per la prima volta il 53% dei vigneti è stao infatti certificato sostenibile, segno di scelte produttive orientate alla tutela del territorio. La campagna annunciata dal ministro Lollobrigida ad Amarone Opera Prima usa questo percorso come base per rafforzare il racconto del vino italiano sui mercati internazionali

31 gennaio 2026 | 14:40
 

Balzo in avanti storico per la Valpolicella sul fronte della sostenibilità. Infatti, per la prima volta nella sua storia la maggioranza dei vigneti del territorio è certificata green (53%, contro il 42% dell’anno precedente). Un passaggio che segna un prima e un dopo e che fotografa con chiarezza la direzione intrapresa, in un anno comunque economicamente complesso, dalla denominazione. Il dato è arrivato direttamente da Verona, in occasione di Amarone Opera Prima alle Gallerie Mercatali, (presenti 67 aziende consorziate), dove è stata presentata l’annata 2021 e dove il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha lanciato una nuova campagna nazionale di comunicazione dedicata al vino come racconto di territorio, ambiente e cultura, e non riducibile alla sola dimensione alcolica.

Il ministro Francesco Lollobrigida
Il ministro Francesco Lollobrigida

«Una campagna che racconta il vino nella sua capacità di rappresentare il territorio, la difesa dell’ambiente e anche come un elemento culturale importante, per contrastare quella denominazione che quando parla di vino parla semplicemente dell’alcol, che ne è una parte certamente, ma non può essere l’unica della quale si discute - ha dichiarato il ministro in un video messaggio inviato al presidente del Consorzio vini Valpolicella, Christian Marchesini. Lavoriamo insieme a Ice-Agenzia a una grande promozione - ha concluso Lollobrigida - che passa per la capacità e la volontà di consolidare i nostri mercati importanti a cominciare dagli Stati Uniti e ovviamente aprirne altri come sta avvenendo, grazie soprattutto all’Italia, per l’India».

Un vigneto sempre più certificato

Una campagna che coinvolgerà, naturalmente, anche la Valpolicella, che, come detto, ha chiuso l’anno con un dato simbolico nel rapporto tra vino, ambiente e territorio: per la prima volta nella sua storia la maggioranza dei vigneti della denominazione è stata certificata sostenibile. Nel 2025 la superficie ecocompatibile ha infatti raggiunto il 53% del totale, con un balzo di undici punti percentuali rispetto al 2024 e un incremento di circa mille ettari in un solo anno. Una crescita sostenuta soprattutto dalla certificazione ministeriale Sqnpi (Sistema di qualità nazionale di produzione integrata), che valorizza le produzioni agricole coltivate con metodi sostenibili sia in vigna sia in cantina, e che oggi rappresenta il cuore del cambiamento.

Il Consorzio vini Valpolicella, Christian Marchesini
Il Consorzio vini Valpolicella, Christian Marchesini

Secondo l’analisi del Consorzio tutela vini Valpolicella, la tutela agro-ambientale certificata interessa 4.666 ettari su un totale di circa 8.600 ettari della denominazione. Di questi, 1.100 ettari sono biologici, in lieve contrazione (-9%), mentre quasi 3.500 ettari sono certificati con il logo ministeriale della sostenibilità. «In uno scenario sempre più competitivo, la Valpolicella sta puntando forte sulla sostenibilità» ha ricordato il presidente Marchesini. «È un asset del territorio ma anche una leva di mercato per diverse aree della domanda, dal Nord Europa al Nord America, dove viene considerata un valore aggiunto». Un orientamento che dialoga direttamente con la visione proposta dal ministro: il vino come espressione di un sistema che tiene insieme ambiente, economia e cultura.

Un anno difficile, ma con segnali di tenuta

Sul piano economico, invece, la denominazione, come accennato in apertura, ha affrontato un anno non semplice ma comunque con segnali di sostanziale tenuta. Per la prima denominazione rossa del Veneto, tra le principali in Italia con un giro d’affari che supera i 600 milioni di euro, il 2025 si è di fatto chiuso con una ripresa nell’ultimo trimestre che ha attenuato le flessioni. L’imbottigliato ha registrato cali contenuti: Amarone al -2,4% (circa 102mila ettolitri), Valpolicella al -2,7% (quasi 124mila ettolitri) e Ripasso al -3,7% (oltre 205mila ettolitri).

L’Amarone ha chiuso il 2025 in lieve flessione: -2,4%.
L’Amarone ha chiuso il 2025 in lieve flessione: -2,4%.

Anche l’export ha mostrato una resilienza superiore alla media nazionale. Nei primi dieci mesi del 2025, i rossi Dop veneti fino a 15 gradi - dove la Valpolicella ha un’incidenza quasi totalizzante - hanno segnato un -2,1% in valore e un +0,4% in volume, contro il -6,2% della categoria a livello italiano. A pesare, i dazi statunitensi nella seconda parte dell’anno, con gli Usa a -5,8%, così come i cali in Svizzera (-9,8%), Danimarca (-3,7%) e Norvegia (-6,5%). In controtendenza sono cresciuti però mercati chiave come Canada (+4,8%), Germania (+5,1%), Svezia (+4,7%), Regno Unito (+8,9%) e Paesi Bassi (+12%).

Il racconto che parte dalle vigne

Alla fine, il dato che resta non è solo il 53% dei vigneti certificati, ma il modo in cui la Valpolicella ha deciso di stare dentro tempi difficili. Mentre il mercato rallenta e i consumi si muovono con cautela, il territorio sceglie infatti una strada che chiede più lavoro, più controllo e anche più responsabilità. La sostenibilità, qui, non è una parola da etichetta ma un criterio operativo che entra nelle vigne e nelle cantine. Ed è da lì che passa oggi il racconto di un vino che non vuole limitarsi a difendere il proprio nome, ma prova a ridefinire il proprio rapporto con il paesaggio che lo produce.

Viale del Marmo 9 37015 Sant'Ambrogio di Valpolicella (Vr)
Tel +39 045 7703194

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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