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spumanti siculi/2

Dall'Etna al Camporeale, nuove scelte per chi ama il Metodo Classico siciliano

Cinque spumanti Metodo Classico raccontano una Sicilia diversa: bollicine di carattere, territori unici e cantine d’eccellenza. Una guida alla scelta tra rosati, blanc de blancs e grandi riserve

 
05 gennaio 2026 | 09:30

Dall'Etna al Camporeale, nuove scelte per chi ama il Metodo Classico siciliano

Cinque spumanti Metodo Classico raccontano una Sicilia diversa: bollicine di carattere, territori unici e cantine d’eccellenza. Una guida alla scelta tra rosati, blanc de blancs e grandi riserve

05 gennaio 2026 | 09:30
 

Nel precedente articolo, che vi invitiamo a leggere, vi abbiamo raccontato che la Sicilia è terra di ottimi spumanti e non solo di vini fermi. Ve ne abbiamo recensito cinque. Altri cinque in questo articolo per darvi una più vasta scelta se desiderate, come ci auguriamo, di provare bollicine Metodo Classico isolane. Se poi desiderate spendere meno seguirà un pezzo dedicato a spumanti metodo Martinotti, pur anche eccellenti.

Dall'Etna al Camporeale, nuove scelte per chi ama il Metodo Classico siciliano

Cinque spumanti Metodo Classico siciliani di ottima qualità

D.Zero di G. Milazzo, il pioniere del Metodo Classico siciliano

D.Zero di G.Milazzo, l’azienda che per prima nel 1974 ha vinificato in Sicilia il metodo classico. Oggi i suoi 7 spumanti, tutti classici, rappresentano l’orgoglio della famiglia Lo Leggio Milazzo, che anche con i vini fermi ha un palmares di medaglie unico. Tutta l’azienda è biologica.

Dall'Etna al Camporeale, nuove scelte per chi ama il Metodo Classico siciliano

D.Zero di G.Milazzo

D.Zero è un Pas Dosé cioè senza zuccheri aggiunti, un rosato di Nero d’Avola e Chardonnay, cloni selezionati. Si vinifica solo nelle migliori annate  e sosta nei lieviti oltre 18 mesi. Nel piccolo calice colore rosa con contorno paglierino; al naso emergono delicate note di frutti rossi seguite da agrumi canditi e un tocco di frutta gialla matura, non mancano sottili sentori di lievito in un paniere di classe; al palato risulta ben secco con un perlage finissimo, la freschezza data dall’acidità e dal sapido si coniuga bene con un’ombra di tannini in sottofondo, un retro leggermente amaricante per pulire la bocca.

Re Befè di Al-Cantara, l’Etna nel flûte

Re Befè di Al-Cantara Etna Doc dell’azienda sul versante nord del vulcano. Il proprietario Pucci Giuffrida, un signore di altri tempi, amante della letteratura siciliana dialettale, ha dato a tutte le sue etichette nomi tratti dall’antica prosa e poesie siciliane.

Dall'Etna al Camporeale, nuove scelte per chi ama il Metodo Classico siciliano

Re Befè di Al-Cantara Etna Doc

Re Befè è il personaggio di una famosa filastrocca che leggete nella retro etichetta. La cantina è di eccellenza, svetta nei più importanti concorsi internazionali. Re Befè è un brut di Nerello Mascalese a m 620, riposa sui lieviti per 36/48 mesi secondo il millesimo con ulteriori mesi 6 dopo la sboccatura. Colore paglierino dorato, all’olfatto è complesso ed elegante, spiccano note di cedro ed arancia, di mela verde, di mandorla, arricchite da ginestra, spezie dolci e pietra focaia; in bocca è ben secco, fresco, buona mineralità, fragrante, con perlage abbastanza fine, insomma il Vulcano nel flûte.

Metodo Classico di Cristo di Campobello, eleganza e mineralità

Metodo Classico di Cristo di Campobello extra brut Doc Sicilia. L’azienda di Campobello di Licata (Ag) che la famiglia Bonetta cura maniacalmente non ampliandola da anni possedendo 50 ha di terreni ricchi di calcare e gessi bianchi che donano grande mineralità.

Dall'Etna al Camporeale, nuove scelte per chi ama il Metodo Classico siciliano

Metodo Classico di Cristo di Campobello extra brut Doc Sicilia

Cantina anch’essa orgoglio isolano per la qualità di tutti i suoi vini, imbottiglia 4 spumanti di cui degustiamo l’extra brut rosato di Nero d’Avola, da uve scelte, vinificate con attenzione, sosta 36 mesi in bottiglia dopo l’affinamento in acciaio sulle fecce fini per 6 mesi, infine un lungo riposo in bottiglia. Colore rosa cipria classico, olfatto di ciliegia, lampone e melagrana accompagnate da tenui petali di rosa; al palato spicca la fragranza delle note olfattive, un’acidità che va a braccetto con la mineralità, una bella freschezza, che nasconde un piccolo tannino, sormontata dalle bollicine molto fini.

Enrica Spadafora, un blanc de blancs fuori dagli schemi

Enrica Spadafora dei Principi di Spadafora, brut nature quindi senza zuccheri aggiunti. Enrica Spadafora affianca il padre, principe Francesco, che vanta un’azienda con 100 ha di vigneti in C,da Virzì di Monreale ma a pochi km da Camporeale (Pa). Estrema coltivazione e vinificazione biologiche, fermentazioni spontanee e solfiti assenti o in piccolissima quantità, Francesco si vanta di elaborare vini personali e non omologati tanto da non aderire a Doc.

Dall'Etna al Camporeale, nuove scelte per chi ama il Metodo Classico siciliano

Enrica Spadafora dei Principi di Spadafora, brut nature

Questo solo spumante metodo classico di Grillo dai migliori grappoli che dopo 12 mesi in vasca di acciaio, presa di puma in catasta per 30 mesi  fanno sosta totale di 72 mesi dalla vendemmia. Colore paglierino; olfatto vinoso già con sentori minerali, di gelsomino, di erbe di campo ed aromatiche, agrumi, lievito e crosta di pane, particolarmente attraente; al sorso grande freschezza, buona sapidità con ritorno dei sentori nasali, una bollicina sottile e vivace, un blanc de blanc che si fa apprezzare.

Riserva V38AG brut, complessità e carattere

Riserva V38AG brut. Torniamo all’azienda G.Milazzo per concludere con uno dei suoi spumanti che come gli altri è carico di premi e medaglie. Il nome è simbolico perché rappresenta il codice da imbottigliatore che risale a 40 anni fa.

Dall'Etna al Camporeale, nuove scelte per chi ama il Metodo Classico siciliano

Riserva V38AG brut dell’azienda G.Milazzo

Un blend di Chardonnay e Inzolia, unisce i vini base di diverse annate, provenienti da una selezione di parcelle scelte nel cuore di 3 diversi terroir con diversi suoli che gli donano una complessità unica; non si elabora tutti gli anni. La vinificazione segue uno schema unico per tutti gli spumanti con affinamento in barrique ed acciaio; la rifermentazione dura almeno 48 mesi. Colore giallo paglierino, olfatto con note di pasticceria, crosta di pane, spezie, di macchia mediterranea ed un cesto di frutta tropicale data dall’Inzolia, invita ad affondare il naso; in bocca è fragrante, pieno e strutturato, cremoso e sapido, accattivante, può dare dipendenza da quanto è buono. Un altro grande spumante di una cantina leader.

Quando bere le bollicine Metodo Classico

Gli spumanti brut, extra brut e pas dosè sono vini universali, da gustare a solo, da aperitivo e meglio a tutto pasto, specie i rosati che riescono ad affrontare anche la carne più complessa, ma teneteli lontani dai dolci, mai brindare su una torta di compleanno o peggio di matrimonio, rovinereste il vino ma specialmente vi rovinereste la bocca. Ricordate inoltre che il perlage non si giudica visivamente, è condizionato dal bicchiere, bensì in bocca dove potrete valutarne la finezza, l’abbondanza e la persistenza.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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