Uno a zero, palla al centro. Il nome "Franciacorta" è solo ed esclusivamente appannaggio del Consorzio vini. Stop (per ora) alla richiesta del comune di Rovato di usare il nome "Franciacorta la magnifica città, passeggiate nella cultura" per iniziative di promozione del territorio. La decisione è stata presa dall' UIBM, Ufficio italiano brevetti e marchi, un organismo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy dopo il ricorso presentato dall'Ente con sede a Erbusco e che raggruppa 200 fra cantine ed imbottigliatori. Una querelle in corso dal 2024.

Per l'Uibm, Franciacorta è una denominazione solo ed epressamente legata alla Docg vinicola, non a un territorio
Contestazione dell’uso del nome Franciacorta da Rovato
L'amministrazione civica guidata dal sindaco Tiziano Belotti, comunque, non si arrende; si costituirà in giudizio davanti alla Commissione dei ricorsi con l'obiettivo di tutelare i propri interessi e ragioni, come dichiarato pubblicamente in una delibera di giunta. Partita quindi ancora aperta. Il Consorzio aveva fatto osservare che "Franciacorta" è la principale peculiarità della Docg enologica, protetta da norme UE contro usi illeciti che potrebbero generare confusione o concorrenza sleale.
Denominazione protetta e scontro con i comuni dell’Ovest Bresciano
Per il Ministero il nome è una denominazione protetta legata al vino e non un toponimo storico-geografico, almeno dal punto di vista della registrazione del marchio. Ma la vicenda è molto più complessa ed articolata e da tempo vede confrontarsi (e spesso scontrarsi) il Consorzio e una ventina di comuni dell'Ovest bresciano fra abbandoni e adesione alle Associazioni "Strada del vino Franciacorta" e "Terra della Franciacorta".
Intervento politico e tutela dell’identità territoriale
In campo anche la politica. Gran parte dei Sindaci si schierano con Rovato (i Comuni – sostengono - sono i soggetti deputati alla salvaguardia e alla valorizzazione del territorio, che in primis è dei suoi abitanti) mentre il vicepresidente del Consiglio Regionale Lombardo, Emilio Del Bono, su Facebook parla di decisione sorprendente e inaccettabile.

Emilio Del Bono, vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia
«È possibile – scrive – consegnare l'esclusività dell'utilizzo di una denominazione e di una terra che ha caratteristiche identitarie e toponomastiche da oltre mille anni, così privando la comunità della possibilità di utilizzare una denominazione che fa di comuni e comunità una terra riconoscibile non per meriti recenti ma antichi e quindi assai più fondamentali e nobili? Un conto è la difesa del marchio del vino, l'altro l'uso esclusivo del nome».
Una posizione condivisa da diversi amministratori locali, tra cui il sindaco di Gussago, uno dei comuni dell'area, Giovanni Coccoli, che ha espresso difficoltà nel comprendere una strategia che vede il Consorzio contrapporsi ai Comuni, anziché considerarli alleati nella valorizzazione complessiva del territorio. Secondo Coccoli, le amministrazioni locali intendono promuovere una Franciacorta che va oltre le bollicine, includendo patrimonio culturale, paesaggio e identità delle comunità.