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mercoledì 11 febbraio 2026  | aggiornato alle 16:36 | 117344 articoli pubblicati

Ferraris Agricola

Dalla “sciabolata” ai sorsi di vino: viaggio nel Monferrato di Luca Ferraris

Un ritratto di una cantina che nasce dalla terra e si struttura con metodo: ettari coltivati, scelte produttive nette, sostenibilità certificata e un progetto che affianca al Ruché una nuova idea di spumante piemontese

 
10 febbraio 2026 | 09:30

Dalla “sciabolata” ai sorsi di vino: viaggio nel Monferrato di Luca Ferraris

Un ritratto di una cantina che nasce dalla terra e si struttura con metodo: ettari coltivati, scelte produttive nette, sostenibilità certificata e un progetto che affianca al Ruché una nuova idea di spumante piemontese

10 febbraio 2026 | 09:30
 

Riprendo il tema di inizio anno per scrivere di vino nel segno del terroir. Il gesto preciso e leggiadro di un amico produttore alle prese con una bottiglia di Metodo Classico, mi ha evocato la memorabile sciabolata morbida del giornalista sportivo Sandro Piccinini. In quel fendente armonioso, era il cambio di gioco di Andrea Pirlo in simbiosi con gli scatti di Fabio Grosso al Mondiale di calcio del 2006; nell’esplosione spumosa allo stappo, era l’esultanza della Nazionale e degli appassionati italiani dopo il suo rigore decisivo in finale. Incoraggiato dalla cordiale benedizione di Sandro, proverò a giocare con le parole raccontandovi i miei sorsi. Scollinate con me nel Monferrato astigiano e preparatevi a conoscere Luca Ferraris: io l'ho incontrato recentemente. Non amo prevedere il futuro ma il dubbio che Mister Ruché facesse cadere dall’alto la sua fama di livello internazionale un po’ l’avevo.

Dalla “sciabolata” ai sorsi di vino: viaggio nel Monferrato di Luca Ferraris

Luca Ferraris

Luca Ferraris, contadino per scelta e per visione

Macché. Seppur lontano dai filari e nel comfort di un maglione a collo alto, il viticoltore e perito agrario di Castagnole Monferrato s’è confrontato con me come se ci conoscessimo da sempre: imprenditore dalla lucida visione, persona affabile e divertente. Con genuino orgoglio Luca ha sottolineato il legame con la propria terra (più di 50 ettari di proprietà) e la sua essenza di contadino, termine ormai in disuso o al massimo incorniciato tra virgolette: “Ferraris Agricola è una realtà che si mantiene da sola, svolgendo esclusivamente attività agricola in modo sostenibile”. Un anno e mezzo fa la sua azienda vinicola è stata la prima ad ottenere la certificazione internazionale Equalitas nel Monferrato, in virtù degli elevati standard ambientali, sociali ed economici.

Numeri, mercato e un futuro che passa dall’Alta Langa

Nel 2026 fare bene il lavoro di viticoltore di per sé non basta per avere successo, bisogna essere manager e avere visione. Ferraris oggi frequenta un master in wine business administration, sviluppa l'attività di hospitality a Castagnole e guarda al futuro con un progetto cui tiene particolarmente: 120mila bottiglie di Alta Langa già sui lieviti ad affiancare lo zoccolo duro del Ruché, che rappresenta più del 70% di un fatturato in crescita costante (+10% nel 2025). La produzione annua è di 300mila bottiglie destinate soprattutto ai mercati esteri: 35 Paesi in tutto il mondo.

Dalla “sciabolata” ai sorsi di vino: viaggio nel Monferrato di Luca Ferraris

I vigneti di Ferraris Agricola

Abbiamo apprezzato il suo primo Alta Langa Santachiara Metodo Classico 30 mesisur lies” di produzione propria - non solo imbottigliamento, quindi - da uve Chardonnay e Pinot Nero della Tenuta Santa Chiara di Monastero Bormida (500 m. slm nell’astigiano), spumantizzate con la consulenza dell’enologo Massimo Azzolini. Ci sarebbe molto altro da raccontare su Ferraris Agricola, a partire dal Museo del Ruché con annesso “infernot” - visitabile da marzo a dicembre - per finire coi vini classici d’Asti (Barbera e Moscato spumante) e il seduttivo Viognier. In questa occasione ci concentriamo su due vini.

Due volti del Ruché di Ferraris Agricola

Ruché Vigna del Parroco

Vigna del Parroco 2023 Ruché Docg di Castagnole Monferrato proviene dall’unico cru storico di tale vitigno, la prima vigna piantata esclusivamente a Ruché dal parroco castagnolese don Giacomo Cauda più di 60 anni fa. Il vino fa fermentazione alcolica in rotofermentatori poi matura per il 20% in tonneaux per sei mesi e affina altri sei mesi in bottiglia prima della commercializzazione. Ho aperto la bottiglia - dalla linea fedele all’originale in vecchio stile piemontese, tappo di sughero naturale e 14,5% vol. in etichetta - a dicembre 2025. Alla mescita è emersa la densità strutturale e la tenebrosità cromatica: ricca, piena, un’intensità probabilmente dovuta all’annata. Un rosso profondo come le maglie intrise di sudore dei giocatori del Grande Torino, al punto da immaginare un impatto olfattivo simile a un attacco diretto all'area di rigore.

Dalla “sciabolata” ai sorsi di vino: viaggio nel Monferrato di Luca Ferraris

Ferraris Agricola: Vigna del Parroco 2023 Ruché Docg

In effetti i sentori sono stati definiti e caldi, floreali e speziati: geranio e chiodo di garofano ma anche viola e pepe. Poi cannella e fragolina di bosco. Una manovra offensiva di gran forza e di lunga durata, poi il tiro in porta che ha calibrato la tempra alcolica liberando i profumi. In bocca, vigoroso ed equilibrato, i tannini fini in armonia con l’acidità e gli aromi coerenti con l’olfattazione. Hanno poi fatto capolino alcune note di cuoio, tabacco e balsamiche. Il finale netto di ribes rosso ha richiamato la beva di un vino che lascia intendere evoluzione e longevità.

Clàsic

Clàsic 2024 Ruché Docg di Castagnole Monferrato proviene da terreni leggermente diversi da quello di Vigna del Parroco e la marna lascia spazio al tufo. Dal rotofermentatore il vino passa al grande tino per la fermentazione malolattica e poi sei mesi in botte grande di rovere, prima di tre mesi di affinamento in bottiglia. La degustazione è di gennaio 2026: bottiglia bordolese da 75 cl., tappo a vite e 14,5% vol.

Dalla “sciabolata” ai sorsi di vino: viaggio nel Monferrato di Luca Ferraris

Ferraris Agricola: Clàsic 2024 Ruché Docg

Dal vino rosso rubino velato sono emersi profumi intensamente speziati con una bella apertura floreale di rosa, geranio e fiori secchi. In bocca, impatto avvolgente come le manovre d’attacco del Barcellona di Pep Guardiola, ricco di qualità e molto armonico. Finale di melagrana, preciso e con note balsamiche che dopo qualche minuto di ossigenazione sono arrivate anche al naso. Pure il tannino delicato - non tattile - ha invogliato al sorso, in linea con la filosofia di gioco di quello squadrone blaugrana mai pago del risultato e sempre alla ricerca del piacere del gol.

Località Rivi 7 14030 Castagnole Monferrato (At)
Tel +39 0141 292202
Lun-Ven 09:00-13:00, 14

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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