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mercoledì 25 febbraio 2026  | aggiornato alle 20:37 | 117640 articoli pubblicati

Vinitaly, per l'Emilia-Romagna 90 espositori e Carlo Cracco in cucina

L’Emilia-Romagna a Vinitaly 2026 (12-15 aprile) presenta 90 espositori e un Padiglione che unisce bollicine, bianchi e rossi lungo la Via Emilia. Tra Dop Economy da 3,9 miliardi, masterclass e il passaggio di testimone in cucina tra Massimo Bottura e Carlo Cracco. Il concept “Vieni via con Me” racconta qualità, tradizione, sostenibilità e turismo esperienziale

25 febbraio 2026 | 18:14
Vinitaly, per l'Emilia-Romagna 90 espositori e Carlo Cracco in cucina
Vinitaly, per l'Emilia-Romagna 90 espositori e Carlo Cracco in cucina

Vinitaly, per l'Emilia-Romagna 90 espositori e Carlo Cracco in cucina

L’Emilia-Romagna a Vinitaly 2026 (12-15 aprile) presenta 90 espositori e un Padiglione che unisce bollicine, bianchi e rossi lungo la Via Emilia. Tra Dop Economy da 3,9 miliardi, masterclass e il passaggio di testimone in cucina tra Massimo Bottura e Carlo Cracco. Il concept “Vieni via con Me” racconta qualità, tradizione, sostenibilità e turismo esperienziale

25 febbraio 2026 | 18:14
 

Sulle macchie scarlatte della nuova grafica che ridisegna i confini regionali, l'Emilia-Romagna arriva a Vinitaly con una trama fitta di numeri, volti e sapori. Saranno 90 espositori - un +13% rispetto al 2025 - ad animare l’ormai “classico” Padiglione 1 di Veronafiere dal 12 al 15 aprile: un vero villaggio del vino che fonde bollicine, bianchi e rossi strutturati in un racconto corale lungo la Via Emilia, strada che qui diventa metafora e palcoscenico di un ecosistema enogastronomico in piena forma.

Dop Economy: quanto vale il vino dell'Emilia-Romagna

«La nostra Dop Economy vale 3,9 miliardi di euro, di cui 455 milioni generati dal comparto vitivinicolo», afferma Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, tracciando l'ossatura economica di una strategia che punta su coesione e internazionalizzazione. Parole che arrivano da Casa Maria Luigia, casa-icona dove Massimo Bottura ha aperto la presentazione della collettiva regionale: un gesto simbolico di continuità tra alta cucina e produzione locale.

Vinitaly, per l'Emilia-Romagna 90 espositori e Carlo Cracco in cucina

Il padiglione dell'Emilia-Romagna a Vinitaly in una passata edizione

La Regione Emilia-Romagna, l'Enoteca Regionale e APT Servizi scendono in campo come registi di una vetrina sistemica che fa della qualità certificata il suo valore aggiunto: 44 Dop/Igp consolidate - cui si aggiungerà presto l'Erbazzone Reggiano IGP - e una rete produttiva capace di parlare ai mercati internazionali. «Sono numeri che raccontano non solo la qualità delle nostre produzioni, ma la solidità di un modello fondato su lavoro, coesione e apertura ai mercati internazionali», continua Michele de Pascale, enfatizzando il ruolo culturale e identitario dei prodotti.

Investimenti e strategie per il mercato internazionale

Sul fronte degli investimenti, si gioca una partita concreta: 25 milioni per il biennio 2025-2026 destinati alla promozione delle indicazioni geografiche fuori dall'UE e la partecipazione a fiere e manifestazioni, affiancati da 26 milioni specifici per il 2026 messi a disposizione per la filiera vitivinicola. Fondi che potranno valorizzare le nostre eccellenze perché, come sottolineano gli assessori all’Agricoltura e agroalimentare, Caccia e Pesca, Alessio Mammi e l’assessora al Turismo, Sport e Commercio Roberta Frisoni, «l’enogastronomia è oggi sempre più efficace elemento promozionale e motivazione di viaggio per i turisti che ci scelgono», ribadendo al contempo che il lavoro qualitativo di cantine, consorzi e vignaioli sia la vera ricchezza del terroir emiliano-romagnolo nelle sue tantissime declinazioni, con la ciliegina sulla torta di due figure d’eccezione come Massimo Bottura e Carlo Cracco a far da iconici ambasciatori nel mondo.

Masterclass e ristoranti d’autore a Vinitaly

Il Padiglione 1 si vestirà di molte anime: 16 masterclass per scavare nel gusto e nella tecnica, due format ristorativi firmati Carlo Cracco - il ristorante “Cracco a Vinitaly” e la più popolare “Piadineria VistaMare” - e una serie di iniziative pensate per connettere enogastronomia e turismo esperienziale.

Vinitaly, per l'Emilia-Romagna 90 espositori e Carlo Cracco in cucina

Da sinistra: Gianni Bruno, direttore generale vicario Veronafiere; Alessio Mammi, assessore all'Agricoltura e agroalimentare, Caccia e Pesca Regione Emilia-Romagna; Carlo Cracco, chef; Michele de Pascale, presidente Regione Emilia-Romagna; Massimo Bottura, chef; Roberta Frisoni assessora al Turismo, Sport e Commercio Regione Emilia-Romagna; Davide Frascari, presidente Enoteca Regionale Emilia-Romagna

La presenza del Consorzio Parmigiano Reggiano e dei principali consorzi vinicoli - dal Lambrusco ai vini di Romagna, dai Colli di Parma al Consorzio Emilia-Romagna - sottolinea il dialogo tra prodotto e territorio. Davide Frascari, presidente dell'Enoteca Regionale, punta infine il riflettore su qualità e sostenibilità: «Il vino emiliano-romagnolo presenta un paniere di proposte davvero interessanti… con un'attenzione sempre più forte verso la tracciabilità delle produzioni che conferiscono ancora più valore al prodotto».

Dal trentennale dell’Osteria Francescana al passaggio di testimone a Carlo Cracco

Il Padiglione 1 del Vinitaly, dal 12 al 15 aprile 2026, vedrà anche il  passaggio di testimone fra i due chef-ambasciatori: dopo l'esperienza di Massimo Bottura, che nel 2025 ha trasformato il padiglione in un laboratorio culturale, quest'anno è Carlo Cracco a guidare la narrazione gastronomica.

«Per me Carlo è prima di tutto un amico… sono felice di affidargli simbolicamente questo spazio», dice Bottura. «L’anno scorso è stato un successo incredibile perché alla fine erano tutti nel padiglione dell'Emilia-Romagna a mangiare insieme, condividere i tavoli, con la gente in fila che aspettava. Il messaggio importante è fare sistema, crederci, mettere insieme le eccellenze, non Maserati o Ducati, Ferrari o Lamborghini ma Ferrari, Lamborghini, Maserati, Ducati, la cucina e la Motor Valley insieme. Questo è il messaggio più importante perché non esiste un altro territorio come l’Emilia Romagna capace di esprimere tali eccellenze. Con il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio Unesco il mondo ci sta guardando con occhi innamorati e se tutti insieme usciamo con una voce unica siamo il paese più attrattivo del mondo».

Vinitaly, per l'Emilia-Romagna 90 espositori e Carlo Cracco in cucina

Passaggio di testimone tra Massimo Bottura (a destra) e Carlo Cracco

Cracco risponde con la sua personale dichiarazione di impegno territoriale: «L’appuntamento del Vinitaly 2026 consegna un messaggio: la grande cucina italiana cresce quando condivide, quando si passa il testimone, quando un territorio diventa il vero protagonista. Per me sarà un’esperienza importante, anche perché ho scelto con mia moglie Rosa di condurre un’azienda agricola a Santarcangelo di Romagna: un’attività che tiene insieme territorio, identità rurale, qualità produttiva, anima popolare e nobile. Produrre vino vuol dire entrare nella terra, sporcarsi le mani per vedere crescere un prodotto anno dopo anno. È con questo spirito che mi appresto a condurre “Cracco a Vinitaly”, il ristorante che racconterà l’Emilia-Romagna attraverso piatti simbolo reinterpretati con la mia cifra contemporanea».

Il concept “Vieni via con Me”: turismo, vino e tradizione in Emilia-Romagna 

In un contesto segnato da crisi geopolitiche, cambiamenti climatici e mutamenti dei consumi, l'Emilia-Romagna sceglie, quindi, la coesione come strategia: difendere il consumo responsabile, combattere l'abuso e sostenere campagne educative, al contempo promuovendo esportazione e formazione di mercati. Il concept “Vieni via con Me”, con le sue macchie di vino che invitano a sedersi a una grande tavola, è un invito, oltre che una promessa, a scoprire una regione che sa mettere insieme leggerezza e intensità, turismo e territorio, tradizione e innovazione, sempre nel segno della proverbiale accoglienza emiliano-romagnola.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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