Menu Apri login

Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
giovedì 26 febbraio 2026  | aggiornato alle 18:58 | 117673 articoli pubblicati

L’Italia guida la selezione 2026 dei vini scelti dai sommelier del mondo

La 3ª edizione della World’s Best Sommeliers’ Selection 2026 riunisce 115 vini da 16 Paesi scelti da 29 professionisti della ristorazione. L’Europa supera la metà della lista, con l’Italia come Paese più rappresentato

 
26 febbraio 2026 | 16:30

L’Italia guida la selezione 2026 dei vini scelti dai sommelier del mondo

La 3ª edizione della World’s Best Sommeliers’ Selection 2026 riunisce 115 vini da 16 Paesi scelti da 29 professionisti della ristorazione. L’Europa supera la metà della lista, con l’Italia come Paese più rappresentato

26 febbraio 2026 | 16:30
 

L’Italia è il Paese più rappresentato nella World’s Best Sommeliers’ Selection 2026, con 20 vini su 115 etichette provenienti da 16 nazioni. La nuova edizione disegna una mappa aggiornata delle preferenze della ristorazione internazionale: dal confronto tra i principali Paesi alla distribuzione territoriale italiana, con Piemonte e Sicilia in evidenza e una netta prevalenza di rossi accanto a bianchi e spumanti selezionati. L’analisi dei numeri racconta come stanno cambiando equilibri, stili e origini dei vini richiesti dai sommelier.

L’Italia guida la selezione 2026 dei vini scelti dai sommelier del mondo

La World’s Best Sommeliers’ Selection 2026 parla italiano: 20 etichette selezionate

Una selezione costruita dai sommelier della ristorazione internazionale

La terza edizione della World’s Best Sommeliers’ Selection nasce dal lavoro di 29 sommelier e direttori enologici provenienti da ristoranti della rete di The World’s 50 Best Restaurants. I professionisti, arrivati da 17 Paesi e sei continenti, si sono riuniti per degustare e confrontare centinaia di campioni con l’obiettivo di individuare i vini più adatti alla ristorazione contemporanea. La giuria è stata guidata da Kristell Monot, head sommelier del Mugaritz, e ha definito una selezione finale di 115 vini provenienti da 16 Paesi. Il risultato restituisce un quadro ampio per colore, stile e origine, pensato come strumento di riferimento operativo per chi lavora in sala e in cantina. Un portavoce dell’organizzazione ha spiegato: «La selezione riflette la diversità del panorama vinicolo mondiale, dai classici consolidati alle realtà emergenti. L’obiettivo è offrire un punto di riferimento concreto per i professionisti e creare un confronto internazionale sul futuro del vino».

L’Italia guida la selezione 2026 dei vini scelti dai sommelier del mondo

La World's Best Sommeliers' ha selezionato 115 vini provenienti da 16 Paesi

Europa centrale nella mappa mondiale del vino

Oltre la metà delle etichette selezionate proviene dall’Europa. Otto i Paesi rappresentati, tra aree storiche come Italia, Portogallo, Spagna e Francia e realtà in crescita come Repubblica Ceca e Grecia. L’Italia guida la classifica con 20 vini, seguita dal Portogallo con 18 e dagli Stati Uniti con 16. Più distanziati Argentina e Spagna, mentre Francia e Cile si collocano su livelli intermedi. Quote più contenute riguardano Germania, Repubblica Ceca, Grecia e Canada, con presenze singole per Nuova Zelanda, Sud Africa e Brasile.

Italia prima per numero di etichette

Con venti vini selezionati, l’Italia risulta il Paese più rappresentato. La componente principale è costituita dai rossi, che rappresentano la maggioranza delle etichette italiane e riflettono una distribuzione territoriale ampia. Il Piemonte concentra la presenza più significativa, con quattro interpretazioni di Nebbiolo tra Barolo e Barbaresco, affiancate da due bianchi identitari come Gavi e Erbaluce. La centralità del vitigno emerge come uno degli elementi più riconoscibili nella lettura dei sommelier.

La Sicilia è la seconda area per numero di selezioni e si distingue per una presenza articolata. Tre vini di Arianna Occhipinti testimoniano l’attenzione verso produzioni legate al territorio e a pratiche agricole sostenibili. La stessa produttrice ha commentato: «Questo riconoscimento conferma che i nostri vini esprimono la coerenza di un progetto agricolo fondato su biodiversità, vitigni autoctoni e rispetto del terroir». Completano il quadro tre etichette toscane, due dal Trentino-Alto Adige, due dall’Emilia-Romagna, una dalle Marche e uno spumante veneto. Accanto ai rossi, la selezione comprende quattro bianchi, un rosato e due spumanti, delineando un’offerta diversificata ma con una chiara prevalenza delle tipologie strutturate.

Gli altri Paesi: identità e specializzazioni

Il Portogallo, secondo per numero di vini, ha costruito la propria presenza attorno ai vitigni autoctoni e alla tradizione dei vini liquorosi, con Porto e Madeira affiancati da bianchi del Dão e del Douro. La Spagna ha presentato una selezione dominata dai rossi delle principali denominazioni, ma arricchita da Sherry e Cava, segno del rinnovato interesse dell’on-trade per le categorie fortificate e per gli spumanti di territorio.

La Francia si è distinta soprattutto nelle categorie degli spumanti e dei rosati, mentre la Germania ha ottenuto riconoscimenti per il Riesling. Tra le realtà emergenti spicca la Repubblica Ceca, con tre vini tra bianchi e spumanti, e la Georgia, presente con l’unico vino ambrato della selezione e con interpretazioni da vitigni tradizionali vinificati in qvevri. Nel complesso, la fotografia che emerge dalla selezione non è quella di una classifica commerciale, ma di una lettura tecnica orientata alla funzionalità in carta vini e alla coerenza con la cucina contemporanea.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
Voglio ricevere le newsletter settimanali


Horeca Expoforum
Parmigiano Reggiano
Salomon
Great Taste Italy

Horeca Expoforum
Parmigiano Reggiano

Salomon
Tirreno CT