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POCHE ADESIONI

Terre d’Oltrepò, il piano Collis non decolla: torna in gioco “Losito e Guarini”?

Le adesioni per la vendemmia 2026 della Cantina Terre d’Oltrepò non raggiungono i volumi necessari. Il futuro della cantina resta incerto e si pensa ad un possibile piano alternativo a quello proposta dalla cooperativa veneta

 
17 marzo 2026 | 19:04

Terre d’Oltrepò, il piano Collis non decolla: torna in gioco “Losito e Guarini”?

Le adesioni per la vendemmia 2026 della Cantina Terre d’Oltrepò non raggiungono i volumi necessari. Il futuro della cantina resta incerto e si pensa ad un possibile piano alternativo a quello proposta dalla cooperativa veneta

17 marzo 2026 | 19:04
 

Le adesioni raccolte finora non bastano a far decollare il piano Collis per la prossima vendemmia alla cantina Terre d’Oltrepò. Alla scadenza fissata nel fine settimana passato per la consegna delle preadesioni ai conferimenti - termine che, viene precisato, resta comunque ancora aperto - le aziende socie avevano garantito complessivamente circa 100mila quintali di uva. Un dato in crescita rispetto ai 70-80mila quintali registrati la settimana scorsa, ma ancora lontano da una soglia ritenuta sufficiente a sostenere il piano industriale elaborato da Collis Veneto Wine Group, almeno nelle attuali condizioni organizzative e produttive della cantina.

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Il nodo, infatti, riguarda la sostenibilità complessiva di una struttura che oggi conta tre stabilimenti e 55 dipendenti e che in passato era arrivata a lavorare fino a 500mila quintali di uva. Numeri che rendono evidente la distanza tra i volumi attualmente garantiti dai conferitori e quelli necessari per assicurare un equilibrio economico e gestionale. Nonostante il risultato sia ben al di sotto delle attese e non nasconda una comprensibile delusione, la partita non viene ancora considerata chiusa. Dalla cantina fanno sapere che i commissari si riuniranno nei prossimi dieci giorni per fare il punto sulla situazione e valutare possibili alternative. L’obiettivo dichiarato è quello di mettere a punto un “piano B” che consenta comunque di affrontare la prossima vendemmia. Resta però da capire se, in questo scenario, Collis sarà ancora coinvolta oppure no.

Torna in campo Losito e Guarini?

Nel frattempo torna a farsi avanti l’azienda vinicola Losito e Guarini di Redavalle (Pv), che nei mesi scorsi aveva presentato una manifestazione di interesse per Terre d’Oltrepò senza ottenere inizialmente riscontri concreti. In una nota, l’azienda ribadisce che il proprio interessamento ha sempre avuto esclusivamente finalità imprenditoriali e di sviluppo industriale, escludendo qualsiasi intento speculativo.

«Alla luce delle ipotesi emerse nelle ultime settimane, tra cui la possibilità di percorsi di gestione attraverso formule come l’affitto d’azienda, Losito e Guarini ritiene che possano aprirsi spazi di collaborazione tra più soggetti, con l’obiettivo di valorizzare le diverse sedi produttive e promuovere sinergie utili per il futuro del comparto vitivinicolo dell’Oltrepò Pavese», si legge nella comunicazione diffusa dall’azienda.

I sindacati: preoccupazione e sdegno

Sulla vicenda interviene intanto con toni duri anche la Fai Cisl Pavia Lodi, che esprime «profonda preoccupazione e forte sdegno» per l’evoluzione della vertenza legata al salvataggio di Terre d’Oltrepò, definita dal sindacato una realtà centrale per il territorio e per l’intero comparto. Secondo la Cisl, la cantina rischia di essere «sacrificata sull’altare delle convenienze politiche e della mancanza di trasparenza». A contestare con forza il metodo seguito finora sono Alessandro Cerioli e Francesco Lerede, che denunciano il mancato coinvolgimento effettivo del sindacato nelle fasi decisive del confronto. «Abbiamo partecipato con interesse e spirito collaborativo ai tavoli promossi dalla Regione Lombardia, durante i quali erano stati assicurati aggiornamenti costanti - sottolineano -. Aggiornamenti che invece abbiamo dovuto apprendere dai giornali o attraverso canali informali. I lavoratori non possono essere lasciati all’oscuro del proprio futuro né ridotti al ruolo di semplici spettatori di decisioni assunte altrove». Per il sindacato, al posto di un percorso fondato su confronto e condivisione, si sarebbe andati avanti attraverso «decisioni unilaterali», senza un reale coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori in una fase tanto delicata per il destino occupazionale e produttivo della cantina.

Via Sansaluto 81 27043 Broni (Pv)
Tel +39 0385 51505

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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