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venerdì 20 marzo 2026  | aggiornato alle 21:20 | 118121 articoli pubblicati

Dalla Montaigne de Reims alla Côte des Bar, le differenze tra i terroir della Champagne

La Champagne è una regione unica della Francia, dove clima, suolo gessoso e vitigni creano vini pregiati e complessi. Dal Pinot Noir della Montaigne de Reims allo Chardonnay della Côte des Blancs, passando per Meunier e le piccole enclave, ogni terroir conferisce caratteristiche distintive, aromi eleganti e grande qualità alle bottiglie di questo prezioso vino celebrato e richiesto da tutto il mondo

20 marzo 2026 | 17:58
Dalla Montaigne de Reims alla Côte des Bar, le differenze tra i terroir dello Champagne
Dalla Montaigne de Reims alla Côte des Bar, le differenze tra i terroir dello Champagne

Dalla Montaigne de Reims alla Côte des Bar, le differenze tra i terroir della Champagne

La Champagne è una regione unica della Francia, dove clima, suolo gessoso e vitigni creano vini pregiati e complessi. Dal Pinot Noir della Montaigne de Reims allo Chardonnay della Côte des Blancs, passando per Meunier e le piccole enclave, ogni terroir conferisce caratteristiche distintive, aromi eleganti e grande qualità alle bottiglie di questo prezioso vino celebrato e richiesto da tutto il mondo

20 marzo 2026 | 17:58
 

C’è un motivo preciso per il quale la parola Champagne deve essere scritta, sempre, con la lettera maiuscola. Perché si tratta, sempre, di un nome proprio. Infatti, Champagne è, sì, il nome di una Aoc (appellation d'origine contrôlée, l’equivalente della nostra Doc), ma anche quello di una Regione, storica e amministrativa, della Francia.

La mappa delle zone della Champagne
La mappa delle zone della Champagne

Fascino e peculiarità della regione Champagne

Degna di essere meta, o quanto meno di una deviazione e una sosta nell’ambito di un viaggio in Francia, la Champagne si identifica solo in minima parte con l’immagine festosa e fastosa che ne caratterizza i vini. Terra di monasteri, vignaioli e imprenditori, ha un fascino intimo, raffinato, a volte austero. Già, perché la Champagne è da considerarsi prima di tutto una Regione dell’Europa del nord.

Il vigneto più settentrionale del mondo

E questo riguarda anche i suoi vini: è bene sapere infatti che (anche se il clima della Terra sta cambiando e ormai si producono uve e vini anche più a nord) il vigneto della Champagne è considerato il più settentrionale del mondo. Le sue condizioni climatiche, tra cui una temperatura media annua di , sono infatti considerate al limite di quel parallelo immaginario al di sopra del quale non è possibile produrre vino di qualità, in una quantità che sia, passateci il termine, “industriale”.

Vendemmia in Champagne: vignaioli raccolgono con cura le uve di Pinot Noir, Chardonnay e Meunier
Vendemmia in Champagne: vignaioli raccolgono con cura le uve di Pinot Noir, Chardonnay e Meunier

Una produzione resa possibile, quindi, dal suo particolare clima continentale e oceanico, dalla marcata escursione termica sia tra le stagioni sia tra giorno e notte, e soprattutto dalla lunghezza delle sue luminose giornate estive. Una delle caratteristiche che distinguono lo Champagne da tutti gli altri vini è proprio questa: la lunga esposizione delle vigne alla luce (più che al colore) nei cento giorni che separano la fioritura della vite dalla vendemmia crea condizioni di maturazione tali da dare origine a uve che sono tra le più pregiate (e costose) del mondo.

Il ruolo del sottosuolo gessoso: la craie

Ma la principale peculiarità della terra di Champagne è il sottosuolo gessoso, la craie (pronuncia: cré, ndr), nel quale le piante affondano le loro radici. Potendo vedere, in sezione, la conformazione del suolo champenois si nota che vi sono pochissimi centimetri di terreno fertile e poi, sotto, tutto gesso. La craie ha un ruolo fondamentale per lo Champagne dall’inizio alla fine del suo processo produttivo. Innanzitutto, perché le viti si possono giovare di due caratteristiche importanti: in primis, la craie funge da regolatore termico, assorbendo il calore durante il giorno e rilasciandolo di notte.

Le celebri gallerie sotterranee in gesso garantiscono temperatura costante e condizioni ideali per l’affinamento delle bottiglie
Le celebri gallerie sotterranee in gesso garantiscono temperatura costante e condizioni ideali per l’affinamento delle bottiglie

In secondo luogo, grazie alla sua porosità, permette il drenaggio dell’acqua, in caso di eccesso di piogge, pur rimanendo sempre un po’ umida, anche in caso di siccità.Arrivati alla fine del ciclo produttivo del vino, dopo la vendemmia e tutte le altre fasi che conducono alla messa in bottiglia del vino, ecco che ritroviamo il gesso con un’altra funzione importante: è grazie a questo tipo di suolo, nel quale sono scavate le cantine, che la temperatura si mantiene costante per tutto l’anno sui 10°, ideale per la conservazione e l’evoluzione delle preziose bottiglie di Champagne.

Le principali zone viticole della Champagne

Le principali zone in cui è suddivisa sono quattro: Montaigne de Reims, Vallée de la Marne, Côte de Blancs e Côte de Bar, alle quali possiamo aggiungere la Côte de Sezanne. Situata a nord, tra le città di Reims ed Épernay, la Montaigne de Reims, nonostante il nome, non è una vera montagna, ma un vasto altopiano boscoso che non supera i 300 metri di altitudine. Qui il Pinot Noir, l’uva dominante nei vigneti della zona, esprime appieno tutta la sua potenza, struttura e longevità, regalandoci alcuni tra i più celebri e prestigiosi Grand Cru.

Distese ordinate di Pinot Noir sull’altopiano boscoso tra Reims ed Épernay, cuore storico della produzione di Champagne
Distese ordinate di Pinot Noir sull’altopiano boscoso tra Reims ed Épernay, cuore storico della produzione di Champagne

Poco più a sud, si trova la Vallée de la Marne, i cui vigneti si affacciano sul corso del fiume Marna, che va a confluire nella Senna qualche chilometro più a ovest. È una zona più soggetta a gelate primaverili perché l'umidità ristagna nella valle. Vi si coltivano sia il Pinot Noir sia, soprattutto, il Meunier, vitigno che si adatta bene ai suoli più freddi e che conferisce ai vini rotondità, frutto immediato e morbidezza, anche per effetto di un suolo prevalentemente argilloso e marnoso, meno gessoso rispetto alle altre zone.

La lunga esposizione alla luce durante i cento giorni tra fioritura e vendemmia conferisce uve ricche di aromi e complessità
La lunga esposizione alla luce durante i cento giorni tra fioritura e vendemmia conferisce uve ricche di aromi e complessità

Procedendo verso sud, troviamo la Côte des Blancs, regno indiscusso dello Chardonnay, vitigno a bacca bianca. Il suolo è così gessoso che la craie in certi punti affiora in superficie. I suoi vini sono eleganti, fini, con spiccate note floreali e agrumate, oltre a una particolarissima mineralità salina. In prosecuzione della Côte des Blancs, ma con un'esposizione più a sud-est, troviamo la Côte de Sézanne, il cui suolo è più ricco di sedimenti e argilla rispetto al gesso puro del nord. Anche qui domina lo Chardonnay, che dà vini meno "affilati" e più generosi, con note di frutta esotica, rispetto alla Côte des Blancs.

Panorama delle vigne dal cuore di Épernay
Panorama delle vigne dal cuore di Épernay

Infine, a oltre 100 chilometri da Épernay, ossia dal cuore della Champagne vitivinicola, quasi al confine con la Borgogna, si trova la Côte des Bar, in passato considerata una zona minore, ma che oggi è il centro di una rivoluzione di piccoli produttori di altissima qualità. Vi si alleva soprattutto il Pinot Noir, dal quale si ricavano vini più caldi, ampi e ricchi rispetto a quelli del nord, con una maturità del frutto molto evidente, anche perché qui il gesso lascia il posto a marne calcaree e argilla.

Piccole enclave di prestigio

Oltre alle cinque grandi zone, esistono delle piccole enclave che oggi i sommelier e i collezionisti cercano con insistenza. Vitryat (Côteaux Vitryats), una piccola area vicino a Vitry-le-François, dedicata quasi interamente allo Chardonnay. I terreni qui sono estremamente gessosi, favorendo la produzione di vini molto ariosi e agrumati. Montgueux, una singola collina di gesso isolata vicino alla città di Troyes. È definita la "Montrachet della Champagne" per la capacità di produrre uno Chardonnay incredibilmente ricco, esotico e potente. Infine Massif de Saint-Thierry, situata a nord di Reims, è una zona dove il Pinot Noir e il Meunier crescono su suoli più sabbiosi, dando vita a Champagne molto leggeri.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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