La scomparsa di Silvano Facchinetti, presidente onorario di Anag, Associazione Nazionale Assaggiatori Grappa e acquaviti, segna un momento di riflessione per il mondo dei distillati italiani. L'83enne bergamasco può a tutti gli effetti essere considerato il papà delle moderne tecniche di degustazione della grappa, distillato di cui insieme ad un bergamasco di adozione come Luigi Veronelli, è stato nei fatti uno dei più convinti promotori e testimonial. Con la sua morte, domenica 22 marzo a Castelli Calepio (Bg), lascia un’eredità costruita in oltre trent’anni di attività associativa.

Silvano Facchinetti (foto Anag)
Classe 1943, Silvano Facchinetti era entrato in Anag nel 1987 come assaggiatore, avviando un percorso che in poco tempo lo aveva portato a ricoprire incarichi sempre più rilevanti. Nel 1997 venne eletto presidente di Anag Lombardia e, nello stesso periodo, assunse anche il ruolo di vicepresidente nazionale. Nel 2003 arrivò anche la presidenza nazionale, incarico mantenuto fino al 2015 per quattro mandati consecutivi.
Con Facchinetti un’associazione più radicata e diffusa sul territorio
Il mondo della grappa con cui si confrontava da decenni Facchinetti non era certo quello evoluto e di qualità di oggi. Era il distillato tipicamente italiano, ma c'erano forse troppe pratiche di lavorazione che ne impedivano di coglierne fino in fondo finezza e valore. Il lavoro per gli appassionati della grappa come Silvano Facchinetti era quindi duplice: da un lato spingere i produttori a migliorare la distillazione per rendere sempre più tipiche ed eleganti le grappe, e dall'altro promuoverne la diffusione attraverso degustazioni mirate e la crescita di una categoria di degustatori esperti.

Lucio Piombi, Silvano Facchinetti e Aldo Carminati
E così, non casualmente, gli anni della sua presidenza hanno coinciso con una fase di espansione per Anag, che ha rafforzato la sua presenza in diverse regioni e ampliato la base associativa. Un lavoro costruito sulla diffusione della cultura della grappa e delle acquaviti, attraverso corsi di formazione, degustazioni guidate e iniziative dedicate agli appassionati e ai professionisti del settore, a partire dalla crescente importanza del concorso come l'Alambicco d'oro.
Un'attività a cui per molti anni si è affiancata anche Italia a Tavola, come media partner, per il progetto di promozione della grappa e delle acqueviti nella ristorazione e nei bar italiani, per superare quella che un tempo era una sorta di subalternità rispetto ad altri distillati ritenuti più nobili, come i cognac o i whisky. L'impegno di Silvano nei confronti della grappa era come una missione di vita, tanto che fino a pochi giorni fa ci scriveva per avere notizie sui lavori in corso per editare un suo testo sul mondo della grappa e su alcune tecniche di distillazione sotto vuoto da lui studiate per valorizzare ulteriormente la produzione.
L'ideazione del “Calice Anag”, segno distintivo della degustazione
Tra i contributi più significativi di Silvano Facchinetti va poi ricordata la definizione del Calice Anag, studiato per valorizzare al meglio le caratteristiche dei distillati. Ancora oggi rappresenta uno degli elementi più riconoscibili dell’attività dell’Associazione e uno strumento di riferimento nella degustazione professionale della grappa.

Il calice Anag per la degustazione della grappa
Il presidente Marcello Vecchio e l'Anag in un comunicato dichiarano di unirsi con affetto sincero al cordoglio della famiglia di Silvano Facchinetti, ricordandolo nel fervente spirito associativo e nella figura di appassionato e vero conoscitore della materia. Anche Italia a Tavola si stringe con fraterno dolore alla moglie Giusy e al figlio Giuseppe, ricordando l'amicizia sincera e la collaborazione di anni con Silvano e l'impegno per valorizzare la grappa che fino agli ultimi giorni non lo ha mai abbandonato.
I funerali avranno luogo nella Chiesa di Calepio martedì 24 marzo alle ore 15:00, partendo dalla Casa Funeraria Angel House in Via Provinciale Valle Calepio n°40, a Castelli Calepio.