Martedì 3 marzo, a Milano, la Lombardia ha messo sul tavolo un progetto che vuole cambiare passo al turismo del vino in Italia. È stato infatti presentato ufficialmente il primo grande portale nazionale interamente dedicato all’enoturismo, italiancellardoor.wine, una piattaforma digitale pensata per tenere insieme territori, cantine e denominazioni sotto un’unica regia e rendere finalmente visibile e prenotabile l’offerta enoturistica italiana. A promuoverlo, Ascovilo, l’Associazione dei consorzi tutela vini lombardi, che con la presidente Giovanna Prandini ha illustrato l’iniziativa insieme agli assessori di Regione Lombardia Alessandro Beduschi (Agricoltura) e Debora Massari (Turismo), e alla docente ed esperta di turismo Roberta Garibaldi.
Una casa digitale per il turismo del vino
Il portale - online all’indirizzo italiancellardoor.wine -, come detto, nasce con l’obiettivo di rendere visibile e prenotabile l’offerta enoturistica, mettendo in rete cantine, itinerari, eventi e percorsi tematici. In altre parole, una piattaforma che accompagna il viaggiatore dalla fase di ispirazione fino alla prenotazione concreta dell’esperienza, con una struttura multicanale, interattiva e pensata per dialogare con mercati diversi. Visto e considerato che negli ultimi anni, ricordiamo, il turismo enogastronomico ha assunto un peso strutturale nei flussi di viaggio.
Uno screenshot del portale italiancellardoor.wine
Infatti, secondo Coldiretti/Campagna Amica su indagine Ixè, quasi 20 milioni di italiani nel 2025 hanno partecipato ad attività di turismo esperienziale del cibo - degustazioni, visite in cantine e frantoi, corsi di cucina - mentre i turisti enogastronomici rappresentano ormai il 59% del totale dei viaggiatori. E se si allarga lo sguardo oltreconfine, come ricorda la professoressa Roberta Garibaldi, «sono oltre il 55% i turisti tedeschi, inglesi, francesi ed americani che vorrebbero venire in Italia per vivere esperienze enogastronomiche nei prossimi anni».
Dalla Lombardia al sistema Paese
Il progetto coinvolge inizialmente i Consorzi aderenti ad Ascovilo e valorizza le diverse aree produttive regionali, ciascuna con un’identità precisa. L’idea, però, guarda oltre i confini regionali: la piattaforma punta infatti a connettere la ricchezza lombarda con la più ampia Dop Economy nazionale, aprendo la strada a un modello replicabile. Del resto, la posta in gioco è alta, molto alta. Solo in Lombardia la Dop Economy sfiora i 3 miliardi di euro di valore e l’enoturismo, secondo le elaborazioni di Srm (Centro Studi collegato al gruppo Intesa Sanpaolo), genera 151,7 euro di valore aggiunto per ogni presenza enogastronomica, attivando agricoltura, ristorazione, commercio e servizi in modo trasversale.
Formazione e rete territoriale
Ed è proprio qui che il progetto cambia livello, perché per reggere un impatto economico di questa portata non basta una piattaforma ben costruita. Serve una struttura solida dietro, capace di trasformare la visibilità in qualità dell’esperienza. Entra allora in gioco un altro tema, che attraversa tutto il disegno: la formazione. Perché, come ha sottolineato la presidente di Ascovilo Giovanna Prandini, «non basta monitorare la domanda e costruire l’offerta, è indispensabile curare la formazione di chi accoglie». Per questo, il portale non si limita alla promozione, ma prevede un lavoro di accompagnamento agli operatori, con il coinvolgimento diretto di Consorzi, enti locali, Gal e Strade del vino, chiamati a operare come vere redazioni territoriali. Sono loro a segnalare eventi, fornire materiali, alimentare sezioni tematiche e garantire aggiornamento costante. Intanto la fase operativa è già partita: mappatura dell’offerta, raccolta dei contenuti e messa online della piattaforma sono realtà.
La visione politica e la scommessa strategica
«La Lombardia - ha commentato l'assessore lombardo all'Agricoltura Alessandro Beduschi - dimostra di saper fare da apripista, mettendo insieme visione e concretezza. Il portale dell’enoturismo promosso da Ascovilo rappresenta uno strumento strategico per rafforzare la competitività delle nostre imprese vitivinicole e per dare valore alla Dop Economy, che solo in Lombardia sfiora i tre miliardi di valore. Dopo il successo delle Olimpiadi - ha concluso - l’enoturismo diventa una leva strategica. Distribuisce valore nelle aree interne, contrasta la stagionalità e promuove un modello di sviluppo in cui credere sempre di più». Sulla stessa linea l'assessore al Turismo Debora Massari: «Il turismo del vino rappresenta una straordinaria opportunità per valorizzare l’identità dei nostri territori e promuovere una Lombardia sempre più attrattiva a livello nazionale e internazionale. Con questo portale accompagneremo il visitatore in un’esperienza completa».
La conferenza stampa di presentazione del nuovo portale italiancellardoor.wine
Insomma, la candidatura della Lombardia alla guida di un nuovo modello di turismo del vino appare coerente con la traiettoria intrapresa. Un modello più strutturato, più coordinato con le filiere agricole, più attento alla qualità dell’accoglienza e alla dimensione digitale, capace di mettere ordine in un comparto che negli ultimi anni è cresciuto rapidamente. L’operazione punta a tenere insieme identità territoriale e tecnologia, trasformando il vino in un perno stabile delle politiche turistiche. La sfida, adesso, sarà mantenere aggiornato e vivo l’ecosistema creato, evitando che resti un progetto ambizioso ma isolato. Intanto, però, il primo passo - dare una casa comune all’enoturismo italiano - è stato compiuto.