Nel cuore di Bolgheri, uno dei territori più riconoscibili del vino italiano, il progetto di un impianto eolico offshore nel Mar Ligure, con le relative opere di connessione a terra, rischia di impattare pesantemente anche sulle aree di produzione vinicola e non solo: ad essere interessato è anche l'iconico Viale dei Cipressi di Bolgheri. A sollevare la questione è il Consorzio della Doc Bolgheri, che ha indirizzato una lettera aperta al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, chiedendo attenzione sulle ricadute territoriali del progetto.

Il Viale dei Cipressi di Bolgheri
Un paesaggio costruito dal vino, non solo un territorio
Bolgheri non è un’area qualsiasi della costa toscana. È un paesaggio costruito nel tempo attraverso la viticoltura e reso noto a livello internazionale. Oggi la Doc si è ampliata, attirando produttori da diverse aree italiane e consolidando un posizionamento tra le denominazioni più performanti del Paese. Un equilibrio che si fonda sulla relazione tra suolo, clima e continuità agricola, elementi considerati centrali anche per la qualità del vino.
Un equilibrio tra tutela e sviluppo
Il punto centrale del dibattito riguarda le infrastrutture previste per il collegamento dell’impianto eolico alla rete. Il Consorzio segnala come alcune tratte possano attraversare aree di particolare rilevanza agricola e paesaggistica. Tra le criticità indicate compare anche il Viale dei Cipressi di Bolgheri, elemento simbolico del territorio. «Tra le principali preoccupazioni c’è la possibile interferenza del futuro elettrodotto con il Viale dei Cipressi, elemento identitario di straordinario valore storico e culturale», viene evidenziato nella lettera.

Cinzia Merli, presidente del Consorzio Bolgheri Doc
Il Consorzio non mette in discussione l’obiettivo della transizione energetica, ma chiede un approccio che tenga conto delle caratteristiche dei territori coinvolti. «Il Consorzio condivide pienamente gli obiettivi della transizione energetica, ma ritiene imprescindibile che ogni intervento sia valutato con estrema attenzione rispetto alle specificità dei territori coinvolti», afferma al Sole 24 Ore la presidente Cinzia Merli. Il tema centrale diventa quindi la capacità di integrare infrastrutture e paesaggio senza compromettere l’equilibrio agricolo.
La posizione del Consorzio insiste anche sulla necessità di considerare gli effetti complessivi delle opere. «Ribadiamo la necessità che vengano considerati non solo gli effetti diretti, ma anche quelli cumulativi su ecosistemi, paesaggio e attività agricole», viene ribadito nel documento. Un approccio che richiama la centralità del territorio come sistema complesso, dove il valore del vino è strettamente legato alla qualità del contesto in cui nasce. In questo senso, Bolgheri si conferma un caso emblematico di confronto tra sviluppo infrastrutturale e tutela dell’identità produttiva.