Angelini Wines & Estates scommette su Montefalco e sul Sagrantino entrando con una quota di maggioranza in Arnaldo Caprai, realtà simbolo dell’Umbria e riferimento per il Sagrantino di Montefalco. L’operazione rafforza il posizionamento del gruppo nel segmento premium-luxury, aggiungendo un marchio riconosciuto per identità e coerenza stilistica. L’intesa nasce attorno a una linea condivisa: investimento di lungo periodo, sviluppo sui mercati esteri e valorizzazione dei territori, mantenendo distinti i profili produttivi. L’obiettivo è far crescere il valore senza snaturare l’identità, è la sintesi che accompagna l’operazione.
Un progetto industriale costruito nel tempo
Angelini Wines & Estates, realtà strategica di Angelini Industries, si presenta oggi come un gruppo articolato, costruito attorno a denominazioni di rilievo del panorama italiano. Sei cantine, circa 1.700 ettari complessivi - di cui 460 vitati - e una produzione annua di circa 4 milioni di bottiglie delineano una struttura che ha progressivamente consolidato la propria presenza.

I vigneti di Arnaldo Caprai
All’interno del gruppo si distinguono marchi come Bertani, riferimento storico per l’Amarone della Valpolicella, Val di Suga, impegnata nell’interpretazione del Brunello di Montalcino attraverso differenti versanti, e Cantina Puiatti, espressione del Friuli vitivinicolo. «L’obiettivo è valorizzare ogni territorio rispettandone le specificità, senza omologare gli stili produttivi», è la linea che accompagna la strategia del gruppo.
Il ruolo di Caprai nel rilancio del Sagrantino
Fondata nel 1971 da Arnaldo Caprai, la cantina ha assunto un ruolo centrale nel recupero del Sagrantino di Montefalco, vitigno che rischiava di scomparire. Il lavoro portato avanti da Marco Caprai ha inciso sia sul piano agronomico sia su quello enologico, attraverso studi sulla selezione clonale e tecniche di vinificazione mirate a rendere più accessibile un’uva caratterizzata da una elevata concentrazione polifenolica.
Il Sagrantino 25 Anni, nato nel 1993, rappresenta uno dei passaggi più significativi di questo percorso, contribuendo a definire un posizionamento internazionale per la denominazione. Parallelamente, l’azienda ha investito su modelli di sostenibilità e sullo sviluppo dell’enoturismo, trasformando Montefalco in una destinazione riconoscibile.
Continuità e sviluppo nel nuovo assetto
Nel nuovo assetto, Marco Caprai mantiene il ruolo di presidente e amministratore delegato, garantendo continuità nella gestione e nel rapporto con il territorio. La presenza del fondatore nel progetto viene letta come elemento di equilibrio tra sviluppo industriale e identità produttiva. L’operazione è stata seguita da Paolo Pietrostefani di Pietrostefani Corporate, da Alberto Calvi Coenzo di Avvocatidiimpresa e da Alberto Bezzetto di CDR Advisory. Un passaggio che segna una nuova fase per entrambe le realtà coinvolte, con l’obiettivo di consolidare il posizionamento del vino italiano di qualità sui mercati internazionali.
Località Torre 1 06036 Montefalco (Pg)