Un messaggio di fiducia e prospettiva ha accompagnato OperaWine 2026, evento simbolo che anticipa Vinitaly (al via domani) e che oggi ha riunito a Verona 150 cantine selezionate dalla celebre rivista internazionale Wine Spectator. La manifestazione, ospitata alle Gallerie Mercatali, rappresenta un momento chiave per il vino italiano, chiamato ad affrontare un contesto economico e commerciale complesso ma ricco di opportunità.

Le personalità presenti all'inaugurazione di OperaWine 2026
Il settore si conferma uno dei pilastri del made in Italy, capace di coniugare qualità, identità territoriale e forte attrattività internazionale. A sostenere questa fase di evoluzione contribuiscono leve strategiche come l’enoturismo e il riconoscimento della Cucina Italiana Patrimonio Unesco, elementi che rafforzano il posizionamento globale del comparto.
Wine Spectator e OperaWine: un ponte con il mercato USA
Il legame tra OperaWine e Wine Spectator rappresenta un elemento centrale per la promozione del vino italiano negli Stati Uniti. L’evento, giunto alla quindicesima edizione, è l’unico organizzato dalla rivista al di fuori degli USA e testimonia un rapporto consolidato con la comunità vinicola italiana.

Il taglio del nastro che ha dato il via a OperaWine 2026
Bruce Sanderson, di Wine Spectator ha ricordato: «sono passati 15 anni da quando “OperaWine” è stata ideata e poi realizzata, per la prima volta, nell’edizione del 2012 con la presentazione di 100 aziende vinicole d’eccellenza. Oggi, la manifestazione è un evento iconico in Italia che si è ampliato man mano che il suo prestigio cresceva, e noi di “Wine Spectator” abbiamo approfondito i legami con la comunità vinicola italiana».
Il sostegno delle istituzioni al settore vitivinicolo
La presenza di numerosi rappresentanti istituzionali conferma la centralità del comparto. Federico Bricolo, presidente di Veronafiere che ospita Vinitaly, ha sottolineato: «c’è voglia di essere qui con voi e aiutare il mondo del vino. Non abbiamo fatto fatica a chiedere ai Ministri di venire. Siamo pronti per il Vinitaly con le eccellenze dei nostri produttori».

Il Ministro dell'agricoltura Francesco Lollobrigida col presidente di Veronafiere Federico Bricolo
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha dichiarato invece: «Vinitaly è la vetrina dell’Italia. Il vino per l’Italia è cultura, è il segno della nostra civiltà, un simbolo del made in Italy, ma anche una voce importantissima delle nostre esportazioni che mi auguro possano affermarsi anche nei mercati che si stanno per aprire».
Il ruolo dell’enoturismo emerge come leva fondamentale per lo sviluppo. Gianmarco Mazzi, neo ministro del turismo, ha evidenziato: «Il turismo è un settore importantissimo, pesa per il 13% del Pil ed impatta 240 miliardi di euro. Mi dedicherò all’enoturismo, perché portare turisti nelle cantine è importante culturalmente, ma anche economicamente grazie al canale della vendita diretta».
Export e nuove rotte: le strategie per i mercati internazionali
Interessante anche l'intervento di Matteo Zoppas, presidente di ICE Agenzia (l'ente governativo italiano che promuove l'internazionalizzazione delle imprese e la diffusione del "Made in Italy" all'estero) ha sottolineato il ruolo di Vinitaly come piattaforma globale: «Il Vinitaly si conferma la fiera di riferimento globale dove si definiscono i trend di settore. In una fase economica complessa, e in linea con le priorità emerse dal tavolo di crisi voluto dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è fondamentale accelerare la promozione e lo sviluppo internazionale del comparto. Questa spinta si realizza attraverso quella 'Diplomazia della Crescita' voluta dal Ministro Tajani, che vede il Sistema Italia muoversi in modo compatto anche all’estero. Un ruolo centrale in questa strategia è svolto dal lavoro del Ministro Francesco Lollobrigida che punta molto sulle esportazioni ed è anche fautore del riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Immateriale dell'Unesco».

Matteo Zoppa, presidente di Ice Agenzia, nel suo intervento a OperaWine
L’impegno di ICE si traduce nella presenza di oltre 1.000 buyer da 53 Paesi e in un programma di 61 iniziative promozionali in 24 mercati strategici, tra cui India, Australia e Cina.
Vinitaly 2026: Verona centro mondiale del vino
L'importanza di Vinitaly l'ha ribadita infinedirettamente il ministro Francesco Lollobrigida, Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, nel suo intervento : «Verona è il punto di riferimento mondiale del vino. Il vino è al centro della cucina italiana il cui elemento di convivialità è stato importante per il riconoscimento Unesco. Ma la convivialità senza vino è difficile da raggiungere».
Vinitaly si conferma così non solo come evento commerciale, ma come luogo di confronto strategico per il futuro del vino italiano, capace di unire cultura, economia e visione internazionale.
Le 150 cantine di OperaWine: eccellenza del made in Italy enologico
Le aziende protagoniste di OperaWine sono suddivise da Wine Spectator in tre categorie: “Legacy Icons”, “Classics” e “New Voices”. Le prime rappresentano produttori storici presenti in tutte le edizioni, riconosciuti per il loro impatto duraturo sulla qualità del vino italiano. I “Classics” includono aziende leader nei rispettivi territori, mentre le “New Voices” valorizzano realtà più recenti, fondate dal 1990 in poi, capaci di interpretare l’evoluzione del settore.