A Vinitaly 2026 il tema della presenza femminile nel settore vitivinicolo entra nel dibattito con due ricerche che provano a misurare, attraverso dati e analisi qualitative, l’evoluzione dei modelli d’impresa. Il quadro che emerge non riguarda solo la rappresentanza, ma anche la struttura economica e organizzativa delle aziende. Nel primo studio, “Innovare al femminile: i risultati di un’indagine nelle imprese vitivinicole”, realizzato da CREA - Politiche e Bioeconomia in collaborazione con l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, emerge un dato centrale: nelle aziende guidate da donne il reddito medio risulta superiore di circa il 5% rispetto a quelle a conduzione maschile.
Nel vino il divario di genere si riduce
La ricerca evidenzia come il divario di genere in agricoltura resti ancora presente, ma nel comparto vitivinicolo si registri una dinamica diversa. Le imprese femminili, infatti, si avvicinano sempre più a quelle maschili in termini di struttura e opportunità. Le aziende mostrano livelli sempre più simili per dimensioni e organizzazione del lavoro, con superfici medie quasi equivalenti (13,8 ettari contro 13,3). Anche il livello di meccanizzazione tende ad allinearsi, riducendo progressivamente le differenze operative. Secondo i ricercatori, è proprio questa maggiore omogeneità a incidere sui risultati: quando le condizioni di partenza si equilibrano, anche le performance economiche tendono a convergere o, in alcuni casi, a ribaltarsi.

Le imprese del vino guidate da donne guadagnano di più
La ricerca mette in evidenza anche un cambio di approccio all’innovazione. Nel vino, l’innovazione non è legata solo alla tecnologia o ai grandi investimenti, ma a un insieme di pratiche quotidiane che riguardano organizzazione, gestione e relazioni. Le imprese guidate da donne evidenziano una forma di innovazione meno visibile ma continua, che attraversa produzione, comunicazione, enoturismo e gestione delle persone. Un modello che contribuisce, secondo lo studio, a rafforzare la solidità e la capacità di adattamento delle aziende nel tempo.
Redditività e struttura delle imprese
Nel triennio 2021-2023 le aziende vitivinicole a conduzione femminile registrano redditi medi leggermente superiori rispetto a quelle maschili. Un dato che non viene interpretato come un sorpasso strutturale definitivo, ma come un segnale legato alla maggiore omogeneità dei contesti aziendali. Un altro elemento riguarda il rapporto con gli aiuti pubblici, che nel settore vitivinicolo incidono meno rispetto ad altri comparti agricoli e non risultano un fattore discriminante tra imprese femminili e maschili. In parallelo emerge una maggiore autonomia delle aziende e una crescente centralità del rapporto con il territorio, che include relazioni con i clienti, sviluppo dell’enoturismo e integrazione con le comunità locali.
Leadership e modelli organizzativi
Una seconda ricerca, presentata sempre a Vinitaly e realizzata da MIB Trieste School of Management in collaborazione con l’Associazione Le Donne del Vino, analizza il ruolo della leadership femminile nei modelli di governance aziendale. Secondo lo studio, nelle imprese dove la leadership femminile è più presente si osservano strutture organizzative più definite, maggiore chiarezza nei ruoli e una pianificazione più stabile. «La leadership femminile non è un tema di rappresentanza, ma di efficacia», viene sottolineato nel dibattito, con l’idea che il settore stia attraversando una fase di trasformazione dei modelli decisionali e gestionali.
Sostenibilità e visione di lungo periodo, ma criticità ancora aperte
Dai dati raccolti emerge anche una forte attenzione alla sostenibilità e alla prospettiva di lungo periodo. Oltre il 75% delle imprese indica la sostenibilità come priorità, mentre circa l’80% adotta una visione di lungo periodo nella gestione aziendale. Accanto a questo, cresce il peso del capitale umano: formazione, qualità del clima interno e capacità di trattenere le competenze diventano elementi centrali nella strategia d’impresa.

Le Donne del Vino presenti a Vinitaly
Nonostante i segnali di evoluzione, restano alcune criticità. L’accesso ai ruoli apicali non è ancora pienamente equilibrato e il mondo cooperativo presenta un ritardo nella presenza femminile ai vertici delle strutture più grandi. Si tratta di aspetti indicati come centrali per il futuro del settore e per un riequilibrio complessivo della governance.
Un cambiamento di modello più che di numeri
Il punto di sintesi delle ricerche presentate a Vinitaly è che la trasformazione in corso nel vino non riguarda solo la presenza femminile, ma il modello stesso di impresa. La leadership femminile viene letta come uno dei fattori che contribuiscono a rendere le aziende più strutturate, con maggiore attenzione alla pianificazione, alla gestione delle persone e alla relazione con il territorio. Non un’eccezione, ma un elemento che si inserisce in una trasformazione più ampia del settore vitivinicolo.