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dei castelli

Nelle Marche c’è una Gose al paccasassi che porta il Conero nella birra artigianale

Ad Arcevia, il Birrificio dei Castelli nasce nel 2012 e oggi punta su quattro birre identitarie, su un forte legame con il territorio del Conero e con una produzione artigianale da circa 1.700 ettolitri

di Carlo Vischi
food&beverage advisor
 
18 aprile 2026 | 09:30

Nelle Marche c’è una Gose al paccasassi che porta il Conero nella birra artigianale

Ad Arcevia, il Birrificio dei Castelli nasce nel 2012 e oggi punta su quattro birre identitarie, su un forte legame con il territorio del Conero e con una produzione artigianale da circa 1.700 ettolitri

di Carlo Vischi
food&beverage advisor
18 aprile 2026 | 09:30
 

Ad Arcevia, nell’entroterra marchigiano in provincia di Ancona, il Birrificio dei Castelli nasce nel 2012 dall’esperienza maturata da Giovanni Petroni e Roberto Coppa, dopo un percorso lungo circa un decennio tra homebrewing e formazione in Italia e all’estero. La struttura si definisce fin dall’origine come un laboratorio in evoluzione, con un approccio che mette al centro la ricerca dell’equilibrio e della scorrevolezza nel bicchiere. La produzione, oggi pari a circa 1.700 ettolitri annui nel 2025, si basa su materie prime selezionate, tempi lunghi di lavorazione e una gestione attenta delle fasi di maturazione.

Nelle Marche c’è una Gose al paccasassi che porta il Conero nella birra artigianale

Birrificio dei Castelli: i titolari Roberto Coppa (a sinistra) e Giovanni Petroni

Una produzione che punta su identità e territorio

Il Birrificio dei Castelli si colloca in una fascia produttiva artigianale che privilegia continuità e riconoscibilità delle etichette, senza rinunciare alla sperimentazione su ingredienti e interpretazioni stilistiche. Un approccio che trova nella combinazione tra territorio, tempi lunghi e lavoro sulla ricetta il proprio elemento distintivo, in un panorama della birra artigianale italiana sempre più frammentato tra identità locali e ricerca di mercato. La filosofia produttiva del birrificio si sviluppa attorno a una lettura piuttosto classica della birra artigianale, ma con un forte legame territoriale. La scelta delle materie prime e la costruzione delle ricette seguono un’impostazione che privilegia la definizione del profilo sensoriale più che la ricerca dell’impatto immediato.

Nelle Marche c’è una Gose al paccasassi che porta il Conero nella birra artigianale

Birrificio dei Castelli: la produzione è pari a circa 1.700 ettolitri annui

La distribuzione si articola tra Horeca, vendita diretta e shop online, mentre il punto vendita interno al birrificio è dedicato esclusivamente all’asporto. Accanto a questo, una collaborazione con il locale Fanin, all’interno delle mura del Castello di Piticchio, permette la degustazione in un contesto fortemente legato al territorio. Nel mese di settembre si svolge inoltre il festival del birrificio, tre giorni dedicati a birra, musica e street food, con abbinamenti studiati tra prodotto e cucina locale.

Le quattro birre identitarie della produzione

La gamma stabile si sviluppa su quattro etichette che rappresentano l’impostazione stilistica del birrificio.

  • La Double IPA “Extrema Ratio” da 7,8% è la birra più rappresentativa e anche il principale riferimento commerciale. Si presenta con una struttura intensa, dove la componente maltata sostiene una luppolatura decisa, con finale secco e amaro.
  • La Chocolate Stout “Calix Niger” da 6,7% lavora su un profilo più complesso, in cui malti torrefatti, cacao e note di caffè costruiscono una bevuta scura e stratificata, con un accenno fruttato che ne smorza la componente più densa.
  • La Gose “Mare Nostrum” da 4,5% è la birra più legata al territorio, costruita sull’uso del paccasassi del Conero, il finocchio marino che cresce tra le rocce della costa marchigiana. Il risultato è una birra salata, lattica e agrumata, pensata per una bevuta dissetante e gastronomica.
  • La Gluten Free IPA “Carpe Diem” da 5,7%, caratterizzata da note agrumate e balsamiche, con un finale secco e amaro che mantiene l’impostazione tipica dello stile IPA.

Nelle Marche c’è una Gose al paccasassi che porta il Conero nella birra artigianale

Le quattro birre identitarie di Birrificio dei Castelli

Mare Nostrum e il legame con il Conero

Tra le produzioni, la Mare Nostrum rappresenta la sintesi più diretta del rapporto tra birrificio e territorio. L’uso del paccasassi del Conero definisce non solo il profilo aromatico, ma anche l’idea alla base della ricetta.

Nelle Marche c’è una Gose al paccasassi che porta il Conero nella birra artigianale

Birrificio dei Castelli: Mare Nostrum

«Volevamo creare una birra che si legasse al territorio», racconta Roberto Coppa. «Abbiamo scelto il paccasassi, il finocchio marino che cresce tra le rocce del Conero, per la sua sapidità naturale e la sua nota agrumata. Da lì è nata l’idea di una Gose, una birra salata e lattica, pensata per essere fresca e dissetante anche a tavola».

Località Borgo Emilio 235 60011 Arcevia (An)
Tel +39 320 0671253

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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