Dopo il debutto autunnale, Wine Trekking torna in Umbria con una nuova edizione primaverile che amplia il progetto e ne consolida l’impostazione. Da aprile a giugno il calendario promosso dal Movimento Turismo del Vino Umbria riporta al centro una formula che unisce visita in cantina, paesaggio e cammino, in una proposta che guarda all’enoturismo attraverso tempi più lenti e una relazione più diretta con il territorio. Il format si sviluppa attorno a percorsi che attraversano vigne, uliveti, boschi e strade rurali, con arrivo in azienda e degustazioni finali. Non si tratta solo di visite in cantina con attività outdoor, ma di un modello che mette il paesaggio come parte integrante dell’esperienza.

Umbria, il trekking entra in cantina: riparte il calendario Wine Trekking 2026
Dalla vendemmia alla primavera, cambia il paesaggio del vino
Se la prima edizione si era mossa nel contesto autunnale, il nuovo ciclo si sviluppa in una stagione diversa, che cambia anche la percezione del territorio. La primavera porta nei percorsi una lettura nuova dei vigneti e delle aree rurali umbre, tra filari in ripresa vegetativa, fioriture spontanee e panorami che si aprono su borghi e vallate meno battute. «Con il Wine Trekking vogliamo proporre un modo diverso di vivere il vino e il territorio, mettendo al centro il tempo, il paesaggio e l’incontro diretto con i produttori», osserva Giovanni Dubini, presidente di MTV Umbria. «La primavera diventa il momento in cui questo approccio trova una dimensione particolarmente adatta».
Montefalco, Assisi e Orvieto tra le aree coinvolte
Il calendario si distribuisce in più aree della regione e coinvolge alcune delle zone più rappresentative del vino umbro. Da Montefalco a Orvieto, passando per il territorio di Perugia, Assisi, Bettona e Collazzone, il programma si costruisce come rete diffusa di appuntamenti in cantina. Le aziende aderenti propongono percorsi ad anello, itinerari collinari, sentieri nei boschi e tratti che intercettano castelli, borghi e aree agricole storiche. Al termine dei cammini, ogni tappa si chiude con degustazioni, pranzi leggeri, picnic o visite alle cantine, con formule che cambiano a seconda delle aziende. Tra le realtà coinvolte figurano Mevante, Chiesa del Carmine, Fongoli, Perticaia, Meazzi, Palazzone, Scacciadiavoli, Vetunna, Goretti, Baldassarri, Chiorri, La Spina e La Fonte, in una proposta che si estende lungo tutta la primavera.

Il trekking entra stabilmente nell’offerta enoturistica
Più che evento isolato, il progetto sembra indicare un’evoluzione dell’offerta enoturistica regionale. Il cammino entra come strumento di lettura del paesaggio vitato e si integra alla visita in cantina senza sostituirla. L’impostazione punta su esperienze accessibili anche a un pubblico non specialistico, comprese le famiglie, con partenze in mattinata e percorsi pensati per una partecipazione ampia. Nel quadro di un enoturismo che cerca formule meno standardizzate, Wine Trekking prova così a consolidarsi come proposta strutturata, facendo del rapporto tra vino e paesaggio il proprio elemento distintivo.