Il panorama vitivinicolo abruzzese sta vivendo una fase di profonda trasformazione, guidata da realtà, come Citra Vini, che hanno saputo interpretare il mutamento dei consumi globali senza smarrire il legame con la propria terra. Al centro di questa evoluzione si colloca il rilancio di un'icona del territorio come il Caroso, nome di un vino che ha segnato oltre cinquant’anni di storia dell’enologia regionale. Nato come riferimento per la sommelierie internazionale e protagonista sulle tavole più prestigiose - dalle rotte Alitalia fino ai calici della famiglia reale inglese - questo vino si presenta oggi con una veste rinnovata.
Il Caroso di Citra nella nuova veste
«Il Caroso è l’identità di Citra, un pilastro nato oltre 50 anni fa», spiega il presidente Sandro Spella. «Tuttavia, sentivamo il bisogno di una riscoperta, attraverso un rebranding. Abbiamo voluto dargli un’etichetta particolare capace di farlo scoprire a tutti, pur mantenendo intatta la sua anima: un vino che rappresenta la nostra essenza nel sud dell'Abruzzo».
Sandro Spella, Presidente di Citra Vini
La strategia non si limita alla celebrazione del passato, ma si estende a progetti che sfidano le convenzioni del settore. La linea Solo Vetro, ad esempio, rappresenta una risposta diretta alla ricerca di freschezza e immediatezza espressiva. L'uso di un packaging dinamico, caratterizzato da una bottiglia e un tappo interamente in vetro, punta a intercettare un pubblico giovane e internazionale.
La linea Solo Vetro di Citra
Come sottolineato dalla presidenza, se il Caroso rappresenta il corpo e la storia, questa linea incarna la vitalità: «Oggi nel design i consumatori cercano acciaio e vetro; qui abbiamo una bottiglia e un tappo interamente in vetro. È un vino che comunica freschezza e gioia». L'attenzione all'estetica e alla funzionalità ha trovato conferma anche nel concorso internazionale di packaging, dove sono state premiate le bottiglie satinate della linea Solo Vetro (Merlot Rosè e Pecorino IGT) con l'innovativo tappo in vetro.
Management e crescita: i numeri di un modello vincente
Il successo commerciale, che vede una proiezione di fatturato di circa 62 milioni di euro per il bilancio consolidato del 2025, è il risultato di una riorganizzazione strutturale profonda. Il passaggio da una gestione tradizionale a un modello di management vitivinicolo consapevole ha permesso di affrontare mercati complessi.
Il direttore generale, Fabio De Dominicis, evidenzia la solidità di questo percorso: «Dal 2021 ad oggi abbiamo compiuto un salto importante, passando da 37 milioni agli oltre 58 milioni previsti per il 2025 come azienda diretta. È stata una crescita organizzata, strutturata e consapevole. Stare sul mercato oggi richiede figure manageriali competenti, capaci di muoversi in un contesto competitivo sempre più difficile».
Fabio De Dominicis, direttore generale di Citra Vini
L'azienda ha investito nel potenziamento del personale e nell'innovazione dell'offerta, diventando precursore in Abruzzo per la produzione di vini low alcohol (a bassa gradazione), una richiesta che arriva con forza dai mercati esteri e che si sposa con il rinnovo del design premiato recentemente anche al Vinitaly.
Sostenibilità ambientale e legame con il territorio
Oggi, l'eccellenza di un vino si misura anche tramite il suo impatto sul pianeta. La riduzione della carbon footprint è diventata una priorità operativa, declinata attraverso l'efficientamento della produzione e l'uso di bottiglie più leggere. «Oggi il mercato internazionale esige attenzione alla carbon footprint e alla water footprint», osserva De Dominicis. «Ridurre il peso del vetro è fondamentale per abbattere l'impatto ambientale legato ai trasporti, ed è un requisito ormai imprescindibile per i grandi buyer mondiali».
L'Award ricevuto da Citra Vini per la Miglior Campagna Stampa Consumer 2025
Parallelamente, la valorizzazione della biodiversità locale resta il fulcro della produzione. Il rapporto tra i vignaioli e i vitigni autoctoni come il Montepulciano, la Cococciola e il Pecorino definisce l'identità delle otto cooperative socie. Un legame tecnico confermato anche dall'enologo Riccardo Cotarella: «Gli abruzzesi rappresentano il Montepulciano e il Montepulciano rappresenta l'Abruzzo. C'è una “coessenza” totale», ribadisce il Presidente Spella, ricordando come questo vitigno non offra gli stessi frutti fuori dai confini regionali.
L'Abruzzo nel mondo: una strategia di diversificazione
Con una quota di export che raggiunge il 70% della produzione, il vino abruzzese è oggi presente in 51 Paesi. La strategia di diversificazione geografica ha garantito una resilienza straordinaria di fronte alle incertezze geopolitiche.
Mentre il settore teme l'instabilità dei mercati storici, la visione del gruppo si è spinta oltre: «La nostra forza è stata la diversificazione», conclude il Direttore Generale. «Non avendo una dipendenza esclusiva dal mercato americano, abbiamo distribuito il business su altri canali internazionali, rendendo l'azienda resiliente». Un impegno che il Presidente Spella sintetizza con un'immagine evocativa: «Mi piace pensare che in questo momento, in qualche parte del mondo, qualcuno stia stappando una nostra bottiglia e stia assaporando l'impegno e la forza della nostra gente».
Vinitaly: il successo del design e la collaborazione con Davide Nanni
Il palcoscenico di Vinitaly è stato l'occasione ideale per consolidare il posizionamento nel mercato nazionale, con un focus particolare sulla grande distribuzione e sul canale Horeca. A catalizzare l'attenzione è stata la sinergia tra il Caroso Montepulciano d’Abruzzo Riserva e lo chef wild Davide Nanni: un progetto di comunicazione firmato da RoRe Communication che, nel segno dell’autenticità, ha conquistato il prestigioso riconoscimento come miglior campagna stampa. Questa collaborazione ha saputo narrare il volto più vero dell'Abruzzo, unendo l'eccellenza enologica alla cucina schietta e territoriale.
Davide Nanni durante la masterclass con Citra a Vinitaly
Grande interesse hanno riscosso inoltre le nuove soluzioni per il consumo quotidiano, come i Bag in Box e la linea Caos, accanto alle eccellenze destinate alla ristorazione: dai rossi strutturati come Laus Vitae e Venturone fino al raffinato Metodo Classico, protagonisti di sessioni tecniche che ne hanno esaltato la versatilità e lo spessore qualitativo.
Contrada Cucullo, 66026 Ortona CH 66026 Ortona (Ch)