A Vinitaly 2026 Serena Wines 1881 ha portato in fiera un percorso che non si limita a una semplice estensione di gamma, ma mette in relazione più livelli di evoluzione aziendale. Il debutto del primo Metodo Classico con Audace, l’ingresso nel segmento 0.0 alcohol free, il consolidamento delle linee dedicate alla mixology e il rafforzamento del concept Quality Times disegnano un quadro in cui il Prosecco resta il riferimento centrale, mentre attorno si sviluppano nuove traiettorie di consumo e posizionamento. Il progetto si inserisce in una strategia che guarda sia alla fascia alta del mercato, con il Metodo Classico e l’attenzione al canale Horeca, sia a segmenti emergenti legati ai cambiamenti nelle abitudini dei consumatori, in particolare i più giovani e la crescente domanda di alternative analcoliche. Parallelamente, la presenza nei contesti di mixology e negli eventi off-fiera amplia il ruolo del Prosecco oltre il consumo tradizionale, mentre il riposizionamento del brand punta a una lettura più ampia del concetto di qualità, tra servizio, identità territoriale e nuove occasioni di consumo.
Un ingresso nel Metodo Classico che ridefinisce il portafoglio
A Vinitaly 2026 Serena Wines 1881 introduce Audace, primo Metodo Classico italiano inserito nel portafoglio aziendale, in un contesto già articolato che comprende referenze come la linea Docg Conegliano Valdobbiadene e lo Champagne de Villemont. L’operazione non viene presentata come un semplice ampliamento, ma come un tentativo di mettere in relazione mondi produttivi differenti, mantenendo un equilibrio tra identità veneta e apertura internazionale.
Luca Serena, ad di Serena Wines 1881
L'ad Luca Serena inquadra così la genesi del progetto, sottolineando il ruolo del contesto fieristico e la natura sperimentale dell’iniziativa: «L’atmosfera che ci circonda ci aiuta a presentare un prodotto nuovo, una sfida per noi: il primo metodo classico italiano che abbiamo inserito nel nostro portafoglio, già ricco di due prodotti di punta come la Docg Conegliano Valdobbiadene e lo Champagne de Villemont. Abbiamo inserito Audace per coniugare queste due denominazioni e introdurre un prodotto di qualità del mondo italiano». Il vino nasce sui Monti Lessini, tra Soave e Montebello, da uve Pinot Nero, con un affinamento di 18 mesi tra sosta sui lieviti e riposo post sboccatura. La produzione iniziale è di circa 10.000 bottiglie, con l’obiettivo di presidiare il segmento alto e rafforzare la presenza nel canale Horeca.
Il segmento 0.0 e la lettura dei nuovi comportamenti di consumo
Accanto al debutto nel Metodo Classico, Serena Wines 1881 insiste sul fronte dei nuovi modelli di consumo, con particolare attenzione al segmento 0.0 alcohol free, inserito nella linea Quality Times. L’azienda interpreta questo comparto come una risposta strutturale a un cambiamento che riguarda non solo il vino, ma l’intero approccio alle bevande.
Serena Wines 1881, grande attenzione al segmento 0.0 alcohol free
Sul tema, Luca Serena lega l’evoluzione dell’offerta alla necessità di intercettare pubblici diversi, in particolare le fasce più giovani: «È necessario intercettare i trend consumologici che suggeriscono l’inserimento nei portafogli delle aziende ormai consolidate di nuove tipologie di prodotto. Siamo un’azienda del vino consolidata e abbiamo scelto lo 00 perché esistono consumi e trend importanti: i giovani oggi vogliono conoscere e degustare anche questo tipo di prodotto. Per noi è fondamentale restare aggiornati e garantire un portafoglio completo». L’approccio non sostituisce la produzione tradizionale, ma si affianca a essa come estensione del portafoglio, coerente con una domanda più frammentata e trasversale.
Quality Times e il riposizionamento tra fusto e bottiglia
Il percorso aziendale si inserisce nel concept Quality Times, che rappresenta la sintesi del riposizionamento di Serena 1881 verso una comunicazione più legata all’esperienza del consumo e alla qualità percepita. Il brand continua a mantenere il legame storico con il vino in fusto, formato che ha caratterizzato l’azienda per trent’anni, affiancandolo però a una crescita progressiva della bottiglia e delle referenze dedicate.
In questa fase, Luca Serena descrive un’evoluzione che riguarda tanto il prodotto quanto il ruolo dell’azienda nella filiera: «L’azienda sta alzando progressivamente l’asticella, con l’obiettivo di dimostrare che Serena è una realtà sì consolidata nel mondo del vino, ma orientata sempre più verso la qualità. Produciamo vini di qualità, riconosciuti nel formato che ci ha caratterizzato per trent’anni, quello del vino in fusto; oggi ci siamo evoluti verso la bottiglia. All’interno di questo formato proponiamo numerose referenze, ma il concept "Quality Times" rappresenta un’azienda che lavora al servizio del cliente e del distributore, offrendo prodotti e servizi coerenti con le esigenze del mercato. Il tutto all’interno di una visione della qualità che non deve mai essere dimenticata, perché il vino è un prodotto vivo, espressione dell’italianità che è insita nei nostri prodotti. L’Italia si distingue per la qualità delle sue produzioni e noi vogliamo essere parte di questo posizionamento».
Il Prosecco tra identità territoriale e mixology strutturata
Il Prosecco rimane il centro della produzione di Serena Wines 1881, ma negli ultimi anni ha trovato una seconda declinazione nel mondo della mixology, che l’azienda ha strutturato attraverso collaborazioni stabili con professionisti del settore. Il consumo fuori dal contesto tradizionale diventa così una componente stabile della strategia commerciale. Luca Serena sottolinea la continuità di questo lavoro, costruito nel tempo: «Da anni abbiamo un circuito di cocktail ben strutturato, sviluppato con la collaborazione di un professionista di rilievo, un bartender della nostra regione. Abbiamo sempre creduto in questa direzione, perché il Prosecco ha ampliato la propria diffusione anche grazie alla mixology e può continuare a crescere in questo ambito. È fondamentale, tuttavia, mantenere centralità sul prodotto originale: il Prosecco racchiude caratteristiche ed espressioni uniche. Pur in presenza di numerose cuvée che hanno contribuito allo sviluppo del consumo nei cocktail, il Prosecco resta il nostro principale punto di riferimento e l’espressione autentica di un territorio che siamo orgogliosi di rappresentare».
Serena Wines 1881, il Prosecco sempre più protagonista anche in mixology
A questa attività si affianca la presenza nei contesti off-fiera, come Vinitaly & the City, dove vengono proposti cocktail signature come Camoma, Mestrino Fizz e Capri, pensati come interpretazioni contemporanee del prodotto. L’azienda partecipa inoltre al progetto “Guida Cin Cin Verona”, con il Prosecco Doc Extra Dry inserito in cocktail bar della città attraverso ricette come Euphoria e Sbagliato+Fragola, che evidenziano la versatilità del prodotto nella miscelazione.
Una crescita per stratificazione, senza rotture
Nel complesso, la presenza di Serena Wines 1881 a Vinitaly 2026 restituisce il profilo di un’azienda che procede per aggiunte successive, senza interrompere la continuità del proprio modello produttivo. Il Metodo Classico con Audace, l’ingresso nel segmento 0.0 e lo sviluppo della mixology si inseriscono in una strategia che mantiene il Prosecco al centro, ma ne amplia progressivamente i contorni, tra nuove categorie, nuovi linguaggi e un posizionamento sempre più articolato sul mercato.
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