L’Oltrepò pavese si prepara a presentarsi a Vinitaly 2026 con una delle novità più significative degli ultimi anni per il suo comparto spumantistico: Classese, la nuova veste dell’Oltrepò Pavese Metodo Classico Docg. L’appuntamento è fissato per lunedì 13 aprile alle 15 al Palaexpo, nello spazio eventi di Regione Lombardia, all’interno della manifestazione veronese in programma dal 12 al 15 aprile 2026. La conferenza stampa sarà l’occasione per scoprire le prime 40 nuove etichette di Classese, espressione di un progetto che punta a rafforzare identità, riconoscibilità e posizionamento qualitativo del Metodo Classico oltrepadano. All’incontro parteciperà anche l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi, a conferma dell’attenzione istituzionale verso un percorso che il territorio considera strategico per il proprio rilancio.

Vinitaly 2026, l’Oltrepò pavese presenterà il Classese
Classese, non solo un'operazione di immagine
Quella di Classese non è soltanto un’operazione di immagine. Il nuovo nome nasce infatti come approdo di un percorso condiviso dal territorio e sostenuto dal Consorzio, che alla fine del 2025 ha approvato con oltre il 99% dei voti favorevoli il Regolamento d’uso del marchio Classese, rendendo possibile l’impiego del nome direttamente in etichetta già in vista di Vinitaly 2026. L’obiettivo è chiaro: dare al Metodo Classico dell’Oltrepò Pavese un segno distintivo più forte e immediatamente riconoscibile, valorizzando la vocazione storica del territorio. Il progetto insiste infatti su un elemento identitario preciso: l’Oltrepò si propone come terra spumantistica fortemente legata al Pinot Nero e a una tradizione produttiva che affonda le radici nel 1865, data a cui viene ricondotta la nascita del primo blanc de noirs locale. Proprio nel 2025 il territorio ha celebrato i 160 anni di questa storia produttiva, facendo di questa ricorrenza uno dei cardini simbolici del rilancio di Classese.
Il nuovo corso si inserisce in una fase in cui il Consorzio ha scelto di mettere il Metodo Classico al centro della propria narrazione. Non a caso oggi il riferimento è a un sistema che vuole essere più coerente, più leggibile e più orientato alla qualità. In diverse occasioni il direttore del Consorzio, Riccardo Binda, ha sottolineato come l’Oltrepò Pavese sia l’unico grande territorio italiano fondato sul Pinot Nero per la produzione di spumante Metodo Classico e disponga di un potenziale molto superiore ai volumi oggi espressi, con margini di crescita ancora ampi.

Riccardo Binda, direttore del Consorzio
La presentazione di Verona, dunque, avrà un valore che va oltre la semplice anteprima commerciale. Sarà il primo vero banco di prova pubblico di una nuova fase, nella quale il territorio proverà a raccontarsi in modo più compatto attraverso un nome che richiama insieme metodo classico e appartenenza pavese. Le 40 etichette annunciate per il debutto rappresentano, in questo senso, il volto concreto di un progetto che punta a trasformare una vocazione storica in una leva di riconoscibilità contemporanea.
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