In gioielleria l’oro rosso equivale al divo giallo addizionato di rame, in enologia la storia si fa intrigante: la Val di Cembra, o dell’oro rosso, si trova in Trentino, tra la Valle dell'Adige e la Val di Fiemme. Non è un luogo molto conosciuto, spesso anzi lo si incontra per sbaglio, percorrendo la statale 612 per la Val di Fiemme; e comunque, nell’ attraversare la Val di Cembra, lo sguardo si poggia morbido sui paesaggi di terrazzamenti e boschi, una montagna vissuta e addomesticata con rispetto.

La vendemmia in Val di Cembra
La Val di Cembra, dove il porfido diventa identità
Il territorio valligiano si allunga in direzione nord-est/sud-ovest, seguendo il corso del torrente Avisio, che ne ha disegnato il profilo scavando nel porfido. L’oro rosso, appunto: una roccia effusiva di origine vulcanica che punteggia i monti, le valli, i fiumi, i laghi, i pendii, i terrazzamenti della Val di Cembra da tempo immemore. Questa pietra dalle tipiche sfumature rosse è stata una risorsa primaria per intere generazioni, preziosa come l’oro: la ritroviamo nei 700 chilometri di muretti a secco che ricamano i versanti e soprattutto nei suoli dove i vigneti affondano le radici. È da qui che il vino trae la sua impronta inconfondibile, una sapidità e una freschezza che raccontano, con voce chiara, il legame tra la vite e la roccia.

Uno dei tipici muretti a secco della Val di Cembra: in totale sono lunghi 700 km (foto Federico Bontempi)
Oro Rosso, dalla pietra al vino
Si parla del territorio per introdurre i suoi figli prediletti: come i vini di Cembra Cantina di Montagna, azienda trentina che ha fatto della viticoltura di montagna la sua cifra, e a Milano presso il Cocktail Bar Rumore, all’inizio di corso Venezia, ha presentato alla stampa il nuovo protagonista della gamma Oro Rosso: il Blanc de Noirs Riserva TrentoDoc. Un metodo classico d’altura che interpreta il Pinot Nero nella sua dimensione più profonda, e nel calice intende far ritrovare la schiettezza montanara, ma anche l’eleganza della Val di Cembra. Con questa nuova etichetta, la cantina prosegue il racconto iniziato con l’Oro Rosso Riserva Dosaggio Zero, prodotto da uve Chardonnay, aggiungendo alla linea “TrentoDoc Oro Rosso” una sfumatura che ne completa la visione e ne rafforza l’identità.

Oro Rosso: il Blanc de Noirs Riserva TrentoDoc di Cembra Cantina di Montagna
«Lo spumante Oro Rosso Blanc de Noirs Riserva TrentoDoc che avete nel calice -racconta l’enologo di Cembra Stefano Rossi - è un millesimato del 2019: viene presentato oggi dopo diversi anni di ricerche e sperimentazioni, sono solo 3.500 bottiglie. Un’idea, un pensiero messo in bottiglia più o meno sette anni fa e concepito ancor prima: è da tempo che aspettiamo questo risultato dopo aver messo in commercio il fratello maggiore del qui presente Pinot Nero, ossia l’Oro Rosso Riserva Dosaggio Zero Chardonnay, che a livello di premi e riconoscimenti ci ha dato tante soddisfazioni. Lo slogan più conosciuto per TrentoDoc è "bollicine di montagna" e in questo caso calza a pennello: i vigneti di Pinot Nero interessati variano tra i 600 e i 700 metri di altitudine, si arriva a 40% di pendenza, i muri a secco che sostengono i versanti della valle si estendono per chilometri e chilometri. Si può parlare di viticoltura eroica perché d’inverno le temperature possono scendere a -15 °C, abbiamo le piste da sci a venti minuti di automobile.

La serata al Cocktail Bar Rumore di Milano
Il tempo come ingrediente: affinamento e ricerca
Quando abbiamo deciso di partire, nel 2019, la provvidenza ci ha molto aiutato: abbiamo avuto due mesi umidi, aprile e maggio, luglio ancora piovoso, agosto e settembre fantastici: niente pioggia, temperatura ideale, la vendemmia è andata avanti per tutto Settembre. Ne abbiamo ricavato un’acidità molto pronunciata, ideale per i nostri fini; poi attraverso la pressatura soffice abbiamo ottenuto un colore intenso, caldo, a metà strada fra dorato e paglierino, che abbiamo lasciato così come veniva senza intervenire in cantina con agenti chimici. Ma forse l’ingrediente più importante di tutti è costituito dalla pazienza: dopo la fermentazione a temperatura controllata e un primo affinamento sui lieviti in acciaio per circa 6 mesi, il vino affina ancora in bottiglia per 48 mesi, sviluppando complessità ed equilibrio. Alla fine posso dire che l’essenza del Pinot Nero vien fuori: naturalmente questo vitigno è nettamente diverso dallo Chardonnay e promette di avere anche una evoluzione diversa. Al naso emerge subito il bouquet di piccoli frutti rossi e crosta di pane, la mineralità è molto presente, l’acidità pure: quanto alla sapidità, la matrice porfirica dei pendii della Val di Cembra fa il suo lavoro egregiamente» .

L'enologo Stefano Rossi (foto Federico Bontempi)
Insomma, che sia merito del porfido, della "pazienza" in cantina o di quella viticoltura eroica che profuma di sfida, l'Oro Rosso Blanc de Noirs Riserva TrentoDoc è riuscito nell'impresa: portare la verticalità delle Dolomiti nel cuore di Milano. Un sorso che non è solo bollicine, ma il racconto liquido della Val di Cembra, ruvida come la pietra, raffinata come la seta. Non resta che alzare i bicchieri: dopotutto, un tesoro così non poteva che finire dritto in gioielleria... o meglio, nel calice a tulipano.
Viale 4 Novembre 72 38034 Cembra Lisignago (Tn)