Eleganza discreta e ricercata. Gusti raffinati, ma con identità precisa del territorio, un po’ come una bella donna che colpisce e sembra facilmente conquistabile, ma in realtà gestisce il gioco e rende tutto più sensuale. Per quanto possa apparire strano, parliamo di Chianti Classico, vini che in genere si connotano per austerità e vigore, con qualche punta di asprezza di carattere. Nel caso della produzione della tenuta San Felice di Castelnuovo Berardenga (Si), lo si potrebbe invece declinare come la versione del Sangiovese che esprime piacevolezza immediata e morbidezza, quasi dei vini “al femminile”. E del resto come potrebbe essere altrimenti se da 18 anni a realizzare questi vini assolutamente importanti c’è una donna, l’enologa Francesca Giuggioli. Con in più, dallo scorso anno, l’affiancamento di un guru internazionale del vino, come il francese Thomas Duclos, fra i padri delle nuove tendenze per una beva moderna e più semplice senza rinunciare all’alta qualità.
L’enologa Francesca Giuggioli
Un progetto toscano che unisce vino, ospitalità e territorio
E se al piacere di grandissimi vini si affianca l’alto livello dell’ospitalità dell’omonimo relais che ingloba la cantina, non si può non parlare di una delle perle più lucenti che può offrire oggi l’enoturismo toscano. Ed è proprio in questa duplice veste finalmente unificata della tenuta che San Felice, azienda del gruppo assicurativo Allianz con oltre 180 ettari vitati, si presenta oggi sul mercato sotto la guida dell’amministratore delegato Achille Di Carlo.
L’amministratore delegato Achille Di Carlo
San Felice racconta un modo di fare vino e ospitalità che nasce da un’idea precisa di Toscana: non un semplice marchio, ma un sistema territoriale in cui paesaggio, viticoltura, accoglienza e cucina concorrono a costruire un’identità coerente. Nel cuore del Chianti Classico, il borgo storico e la tenuta madre danno forma a un progetto che negli anni ha saputo allargarsi a Montalcino e Bolgheri senza perdere il proprio centro, mantenendo saldo il legame con la cultura rurale toscana e con un patrimonio di tradizioni che continua a vivere attraverso i vini, il relais e la ristorazione.

Il Progetto Suoli di San Felice raccontato attraverso cinque vini simbolo
L’occasione per degustare alcune delle migliori etichette è stata una degustazione nel tempio della cucina milanese, da Enrico Bartolini (3 stelle) al Mudec. Sono stati in particolare presentati cinque vini eccezionali, pensati per celebrare il Progetto Suoli di San Felice. Un lavoro scientifico e culturale che mappa le peculiarità geopedologiche delle vigne, trasformando ogni parcella - che ha terreni diversi, dal galestro all’alberese, alle argille marine - in un’espressione unica del Sangiovese e dei vitigni autoctoni. Non si è trattato solo di un pranzo, ma della dimostrazione di come San Felice sappia unire terroir, enologia e ospitalità in un modello integrato, capace di parlare tanto agli esperti quanto agli appassionati che cercano esperienze autentiche. La degustazione ha incarnato questa filosofia, con cinque vini selezionati per rappresentare la diversità dei suoli San Felice.
In Avane Toscana Igt 2024
La Pieve Gran Selezione Chianti Classico Docg 2022
San Vito Gran Selezione Chianti Classico Docg 2021
Poggio Rosso Gran Selezione Chianti Classico Docg 2021
Poggio Rosso Gran Selezione Chianti Classico Docg 2011
In abbinamento, altrettanti piatti di alta cucina studiati per esaltarne le peculiarità:
- In Avane Toscana Igt 2024 (Vitiarium, blend Sangiovese/vitigni autoctoni) ha aperto il pranzo con Tartelletta di barbabietola, lumaca di Cherasco e salsa rossa e Taco di granchio reale e maionese al rafano. Fresco e minerale, con note di pesca bianca, erbe aromatiche e una vibrante acidità, ha bilanciato perfettamente la dolcezza della barbabietola e la sapidità del granchio reale.
- La Pieve Gran Selezione Chianti Classico Docg 2022 (suolo galestro) ha accompagnato Manzo in aspic, senape e maiale. Strutturato e succoso, con sentori di ciliegia matura, spezie ferrose e un elegante finale minerale, si è sposato alla perfezione con le note affumicate e la cremosità del piatto. La produzione è di 15mila bottiglie e si avvale di un 5% di Pignitello.
- San Vito Gran Selezione Chianti Classico Docg 2021 (suolo alberese) ha valorizzato la Risottola di rapa rossa e salsa di gorgonzola “Evoluzione”. Elegante e persistente, con tannini setosi e un ritorno salino, ha esaltato la terra della rapa rossa e la piccantezza evoluta del gorgonzola. Le 3.500 bottiglie prodotte sono davvero troppo poche rispetto all’emozione che genera questo vino.
- Poggio Rosso Gran Selezione Chianti Classico Docg 2021 (argille marine) ha retto invece il confronto con Filetto di vacca podolica e salsa all’italiana. Potente e longevo, con aromi di frutta rossa matura, note balsamiche e una struttura imponente, ha dialogato con la consistenza del filetto e l’acidità equilibrata della salsa. È il primo Chianti Classico prodotto di fatto come un Cru e mantiene il suo primato.
- Poggio Rosso Gran Selezione Chianti Classico Docg 2011 ha chiuso il percorso a sorpresa per la freschezza e la forza dimostrata, superando brillantemente una selezione di formaggi d’eccezione: Alpevaia di 2 anni, Caprasarda di montagna e Bettelmatt del 2024 affinati da Guffanti. Quindici anni di affinamento hanno trasformato questo vino in un profilo terziario complesso, con sentori di tabacco, cuoio, speziatura dolce e una trama vellutata che ha sposato la ricchezza dei latticini.
Manzo in aspic, senape e maiale
Risotto di rapa rossa e salsa di gorgonzola "Evoluzione"
Filetto di vacca podolica e salsa all’italiana
Alpevaia affinato 2 anni, Caprasarda di montagna, Bettelmatt del 2024 affinati da Guffanti
L’unicità del sistema San Felice: tre tenute, un’anima
Le tre tenute rappresentano il cuore pulsante di questa visione. La storica San Felice nel Chianti Classico (150 ettari complessivi) è il laboratorio principale, dove tutto ha avuto inizio nel 1968 con il primo Super Tuscan toscano. Qui, tra le colline di Castelnuovo Berardenga, nasce il Vitiarium, vigneto-ricerca di 2,5 ettari dedicato al recupero di vitigni autoctoni rari e a rischio estinzione: Pugnitello, Fogarina, Barsaglina, varietà che oggi rischiano di sparire ma che raccontano la vera storia ampelografica della Toscana.
Le vigne della tenuta San Felice nel Chianti Classico
Le vigne della tenuta Campogiovanni a Montalcino
Le vigne della tenuta Bell’Aja a Bolgheri
A questa si affianca Campogiovanni a Montalcino (23 ettari totali, di cui 14 vitati), vocata al Brunello e ai vini che esprimono la potenza dei suoli vulcanici e calcarei della zona. Infine, Bell’Aja a Bolgheri (15 ettari), che interpreta la vocazione internazionale della costa toscana con Super Tuscan eleganti e strutturati. Complessivamente, la proprietà di San Felice si estende su 1.700 ettari, di cui 185 vitati, distribuiti strategicamente nelle tre denominazioni simbolo della Toscana enologica. Questa struttura non è casuale: è il frutto di una strategia che vede nel rispetto del territorio il principale motore di qualità. Ogni ettaro, ogni vigna, ogni suolo viene studiato, mappato e valorizzato per restituire nei calici l’identità profonda del Chianti Classico e delle sue declinazioni più nobili.
I 5 vini del Progetto Suoli degustati
In Avane Toscana Igt 2024
- Uvaggio: Sangiovese + vitigni autoctoni Vitiarium
- Suolo: Suoli misti sperimentali
- Gradazione: 13-13,5% vol
- Note: Fresco e minerale, pesca bianca, erbe aromatiche, vibrante acidità. Affinamento in acciaio più breve periodo in legno.
La Pieve Gran Selezione Chianti Classico Docg 2022
- Uvaggio: 100% Sangiovese
- Suolo: Galestro
- Gradazione: 13,5% vol
- Note: Ciliegia matura, spezie ferrose, tannini eleganti, finale minerale. Affinamento di 24 mesi in grandi botti di rovere.
San Vito Gran Selezione Chianti Classico Docg 2021
- Uvaggio: 100% Sangiovese (parcella San Vito)
- Suolo: Alberese
- Gradazione: 14% vol
- Note: Tannini setosi, persistenza salina, struttura equilibrata. Affinamento in legno per 24-30 mesi.
Poggio Rosso Gran Selezione Chianti Classico Docg 2021
- Uvaggio: 100% Sangiovese
- Suolo: Argille marine
- Gradazione: 14% vol
- Note: Frutta rossa matura, balsamico, struttura imponente, lunga persistenza. Affinamento in botti grandi per 24 mesi.
Poggio Rosso Gran Selezione Chianti Classico Docg 2011
- Uvaggio: 100% Sangiovese (parcella storica)
- Suolo: Suoli complessi storici
- Gradazione: 14% vol
- Note: Terziario complesso (tabacco, cuoio, speziatura dolce), trama vellutata, equilibrio perfetto. Affinamento lungo in legno, più bottiglia.
Borgo San Felice: il relais che completa il racconto
Ma San Felice eccelle soprattutto nella capacità di trasformare il vino in esperienza. Borgo San Felice, relais a 5 stelle e unico albergo diffuso del Chianti Classico (membro Relais & Châteaux dal 1992), non è un semplice hotel di lusso, ma un’immersione totale nel paesaggio toscano. Il borgo storico, restaurato con cura filologica, si sviluppa tra vicoli, piazze e dimore che uniscono charme autentico e comfort contemporaneo. L’offerta spazia dalla spa immersa nelle vigne alle masterclass in cantina, dalle passeggiate guidate tra i filari alle cene tematiche che dialogano direttamente con la produzione vinicola.
Vista aerea del Borgo San Felice Resort
Al centro di tutto, il ristorante Poggio Rosso, dove dal luglio 2025 lo chef Stelios Sakalis ha preso le redini della cucina, portando una visione contemporanea che valorizza stagionalità, produttori locali e abbinamenti con la cantina San Felice. Qui il lusso si declina in discrezione: non è ostentazione, ma la possibilità di vivere il Chianti attraverso i suoi ritmi, i suoi profumi, i suoi sapori. Questa offerta risponde perfettamente alle tendenze emerse a Vinitaly 2026, dove enoturismo, esperienze immersive e nuove forme di relazione tra vino e ospitalità hanno dominato il dibattito. San Felice dimostra che il futuro del vino italiano passa attraverso destinazioni capaci di offrire non solo bottiglie, ma mondi completi.
Un modello toscano che guarda al futuro
San Felice non mette in scena il territorio, lo abita. Lo fa attraverso vini che narrano suoli specifici e vitigni autoctoni recuperati, un relais che trasforma il borgo storico in esperienza immersiva, una cucina che dialoga con la cantina e una visione che unisce tradizione e contemporaneità senza compromessi. È un modello in cui ogni elemento - vigna, cantina, relais, tavola - contribuisce a rendere il Chianti Classico non solo un’etichetta, ma un mondo vivo e riconoscibile. La degustazione da Bartolini non è stata solo un’occasione per abbinare eccellenze, ma la dimostrazione che San Felice oggi sa finalmente comunicare questa complessità con eleganza, profondità e una narrazione coerente. In un settore che sempre più cerca esperienze autentiche e radicate, San Felice si conferma protagonista assoluto della Toscana enologica che guarda al futuro senza mai tradire le proprie origini.
Località S. Felice 53019 Castelnuovo Berardenga (Si)