A Borgomanero, nel novarese, prende forma nel 2014 Birra 100Venti, progetto di Oliviero Giberti nato in una terra di passaggio tra il Lago Maggiore e il Lago d’Orta. L’avvio è quello tipico di molte realtà indipendenti: una beer firm, con produzione affidata a impianti esterni, prima della scelta di strutturarsi. Il passo decisivo arriva nel 2018, quando prende corpo l’idea di un birrificio di proprietà, divenuto pienamente operativo nel gennaio 2020. L’impostazione iniziale guarda al mondo anglosassone, con una predilezione per birre bevibili e aromatiche, ma nel tempo la gamma si amplia, includendo suggestioni belghe e tedesche, fino a incursioni più contemporanee come le sour e le maturazioni in botte. Il filo conduttore resta dichiarato: l’equilibrio.

Birra 100Venti prende forma nel 2014
Produzione, vendita diretta e progetto tap room
Nel 2025 la produzione si è attestata intorno ai 1.500 ettolitri, distribuiti in diversi formati: fusti in acciaio e polykeg da 20 litri, bottiglie da 33 e 75 cl e lattine da 33 cl. La distribuzione copre varie aree del Paese, tra Veneto, Lombardia, parte dell’Emilia, Trieste e Campania, affiancata dalla vendita diretta al canale Horeca e ai privati, oltre all’e-commerce. Il punto vendita si trova all’interno del birrificio, in via Donizetti a Borgomanero, e a breve dovrebbe evolversi in una tap room da circa trenta posti, con una proposta essenziale di snack in accompagnamento alle birre.

Nel 2025 la produzione si è attestata intorno ai 1.500 ettolitri
Birra 100Venti: le etichette
La produzione conta oggi oltre venti referenze, con alcune etichette che definiscono l’identità del birrificio. La Freevola, American Pale Ale da 5,7%, si muove su note di pesca, agrumi e miele, con un amaro che accompagna senza invadere. Più classica l’impostazione della Roger Bitter, Best Bitter da 4,5%, dove il registro è quello del malto e del caramello, sostenuto da un finale erbaceo.

Birra 100Venti: alcune etichette
Con la Sir Alestrong, Scotch Ale da 7,8%, il profilo si fa più strutturato: cacao, miele e frutta disidratata costruiscono una bevuta piena. Chiude il quadro delle principali la Pils Don’t Go, German Pils da 4,8%, essenziale e pulita, con richiami a cereale, fiori e crosta di pane. Tra le più richieste si segnala la Underdog, German Lager da 4,5%, che intercetta un gusto diretto e quotidiano e rappresenta la top seller del birrificio.
«Il lievito decide»: il racconto di Anarchiste
«La Anarchiste è la classica birra nomen omen», racconta Oliviero Giberti. «È una belgian blonde moderna, 6% di alcol. Durante la prima produzione è successo di tutto: sonde rotte, frigorifero in panne e soprattutto un lievito che faceva di testa sua».

Birra 100Venti: Anarchiste
Da quell’episodio nasce il nome: «Il lievito era anarchico, faceva quello che voleva lui. Col tempo ci siamo capiti e oggi è una birra che dà soddisfazioni». Il risultato è una blonde equilibrata, con una dolcezza contenuta e una chiusura secca. In tavola, trova un abbinamento naturale con il pollo al curry: «Le spezie si incontrano, mentre alcol e grassezza si bilanciano».
Tra birra e distillazione, uno sguardo avanti
Accanto alla birra, il birrificio ha avviato una collaborazione con la Distilleria Marchisio di Portula per la realizzazione di Oh My Gold, distillato di birra che amplia il raggio d’azione del progetto. Sul fronte delle materie prime, non sono ancora presenti ingredienti territoriali caratterizzanti, ma si guarda con interesse all’impiego del riso, possibile sviluppo futuro. In un panorama sempre più articolato, Birra 100Venti prosegue su una linea coerente, senza forzature stilistiche, cercando nella misura e nella pulizia del sorso la propria cifra riconoscibile.
Via Donizetti 50B 28021 Borgomanero (No)