I 50 anni della Doc Vercalepio rappresentano un traguardo significativo per il comparto vitivinicolo bergamasco e per uno dei consorzi storici della Lombardia. Una ricorrenza che non si limita alla celebrazione formale, ma diventa occasione per rileggere il percorso di una denominazione profondamente legata al territorio.
I vigneti del Vercaleppio raccontano 50 anni di storia della Doc
«I 50 anni della Doc sono un traguardo davvero importante, perché siamo una delle Doc più antiche d’Italia», sottolinea Marco Locatelli, presidente del Consorzio Tutela Vini Valcalepio, sottolineando come questo anniversario rappresenti anche un punto di partenza per nuove progettualità e una rinnovata visibilità.
Le celebrazioni tra Vinitaly e “Evviva Vercalepio”
Il calendario delle iniziative si sviluppa lungo tutto l’anno, con una presenza strutturata nei principali appuntamenti di settore e momenti dedicati al territorio. Il Vinitaly è stata una vetrina strategica, ma il racconto del Valcalepio si rafforza soprattutto in Bergamasca. «Abbiamo diversi appuntamenti in programma, tra cui “Evviva Valcalepio”, che quest’anno si svolgerà davanti all’Accademia Carrara», aggiunge il presidente, «un’occasione per riunire i produttori del Consorzio e raccontare in modo diretto l’evoluzione dei nostri vini».
“Evviva Valcalepio”, l’evento che quest'anno celebra i 50 anni della Doc tra produttori, territorio e iniziative dedicate
Vino e arte: il progetto con l’Accademia Carrara e i Tarocchi
Uno degli elementi più originali delle celebrazioni è il progetto sviluppato con l’Accademia Carrara, che intreccia arte, storia e comunicazione del vino. La mostra dedicata ai Tarocchi diventa punto di partenza per una narrazione visiva che coinvolge direttamente la produzione.
lacarrara.it
il mazzo di tarocchi "Colleoni" in esposizione all'Accademia Carrara di Bergamo
«Insieme all’Accademia Carrara è in corso una mostra sui Tarocchi, tra cui il famoso Mazzo Colleoni del 1400», racconta Locatelli. «Da qui prenderemo spunto per realizzare un’etichetta celebrativa della mostra e del cinquantesimo del Valcalepio, che sarà applicata sulle bottiglie dei viticoltori aderenti. Sarà un lavoro affidato a un artista selezionato dall’Accademia Carrara, così da creare un legame diretto tra arte e vino».
Nuovo disciplinare Valcalepio: più vitigni e identità rafforzata
Sul fronte produttivo, il Consorzio ha completato un aggiornamento significativo del disciplinare nel 2025, ma che di fatto diventa operativo con la vendemmia più recente. «Si tratta di un ampliamento della base ampelografica del Valcalepio Rosso, con l’inserimento di vitigni autoctoni come la Merera, la Franconia e l’Incrocio Terzi, oltre a varietà come Petit Verdot e Rebo, che rientrano nel nostro taglio bordolese». Una scelta che punta a valorizzare la storicità delle varietà presenti in Bergamasca e a rafforzare il posizionamento qualitativo della denominazione.
Evoluzione in cantina e nuovo assetto del Valcalepio Riserva
Le novità riguardano anche i sistemi di chiusura e la struttura delle tipologie. «Specialmente l’ammodernamento dei sistemi di tappatura: oltre al sughero si aprono nuove soluzioni, come il tappo a vetro per il Valcalepio Bianco e Rosso», precisa il presidente.
Le uve del Valcalepio, simbolo del lavoro in vigna che accompagna i 50 anni della Doc e il rinnovamento del disciplinare
Parallelamente, il Valcalepio Riserva viene ridefinito nel suo percorso produttivo, diventando una tipologia autonoma. «Non è più una derivazione del Classico, ma nasce direttamente in vigna e in vendemmia con tipologie ben definite», sottolinea Locatelli, evidenziando come questo passaggio rappresenti un’evoluzione strutturale anche in ottica futura.
Bergamasca e vino: un patrimonio in crescita
Il contesto territoriale rappresenta un elemento centrale nello sviluppo della denominazione. «La Bergamasca è spesso considerata terra di lavoro e di feste, e il vino è stato per anni un po’ in secondo piano», osserva Locatelli.
Marco Locatelli, presidente del Consorzio Tutela Vini Valcalepio
«Ma non è così. Oggi, grazie anche al turismo in crescita, si sta valorizzando sempre di più la qualità dei nostri vini e la loro grande varietà». Una crescita che riguarda l’intero spettro produttivo, dalle bollicine ai passiti, passando per bianchi e rossi, rafforzando il ruolo della provincia di Bergamo nel panorama enologico regionale.
Via Bergamo 20 24060 San Paolo d'Argon (Bg)