L’introduzione delle Unità Geografiche Aggiuntive (Uga) in Alto Adige sta modificando progressivamente il modo in cui il vino viene interpretato e raccontato. Non si tratta soltanto di una classificazione amministrativa, ma di un tentativo di rendere più leggibile la relazione tra vitigno, suolo ed esposizione. In questo contesto, l’arrivo sul mercato dei primi vini ufficialmente legati alle Uga segna un passaggio operativo più che teorico. La zonazione diventa uno strumento concreto, utilizzato per definire identità territoriali più nette e per ridurre la sovrapposizione tra stili e provenienze.
Cantina Kurtatsch vanta il maggior numero di vini provenienti da Uga in Alto Adige
All’interno di questo scenario, Cantina Kurtatsch rappresenta uno dei casi più articolati. La cooperativa di Cortaccia lavora oggi con un patrimonio viticolo distribuito tra i 220 e i 900 metri di altitudine, un dislivello che attraversa l’intero comune e che incide in modo diretto sulla diversità espressiva delle uve. Oggi è la cantina dell’Alto Adige con il maggior numero di vini provenienti da Uga, per un totale di nove etichette distribuite su otto unità geografiche differenti.
Cantina Kurtatsch e una geografia produttiva verticale
Fondata nel 1900, la realtà riunisce circa 190 famiglie e gestisce 190 ettari di vigneto. Nel tempo, la struttura produttiva si è evoluta mantenendo però una continuità con il territorio, che resta il riferimento principale nelle scelte agronomiche ed enologiche.
Andreas Kofler, presidente di Cantina Kurtatsch
Secondo il presidente Andreas Kofler, il lavoro sulle Uga si inserisce in una traiettoria già avviata: «Le Uga per noi sono prima di tutto uno strumento di lettura del territorio. Questo approccio ci porta da anni a osservare con attenzione ogni zona e a definire per ogni vino un’identità coerente».
Il cambio del Gewürztraminer: da Brenntal a Frauenrigl
La decisione più significativa riguarda il Gewürztraminer, storicamente vinificato dalla zona di Brenntal. Il vino, conosciuto come Brenntal Gewürztraminer, viene ora riposizionato sull’Uga Frauenrigl, con la nuova denominazione Frauenrigl Gewürztraminer Riserva, atteso sul mercato dall’autunno 2026. Il cambiamento non nasce da un’esigenza di immagine, ma da una revisione delle condizioni agronomiche. Brenntal è un’area calda e ripida, collocata sotto la Strada del Vino, che negli anni ha mostrato una crescente difficoltà nel restituire il profilo stilistico ricercato dalla cantina per questa varietà.
Erwin Carli, enologo di Cantina Kurtatsch
Lo spostamento verso Frauenrigl, circa 150 metri più in alto, introduce un contesto climatico differente, con una maggiore escursione termica e una lettura più equilibrata del vitigno. Il suolo resta caratterizzato da componenti argillose e pendenze importanti, ma cambia la risposta vegetativa della pianta. L’enologo Erwin Carli sintetizza così la scelta: «Ogni varietà dà il meglio di sé solo quando è nel luogo giusto. Oggi questo significa anche rivedere decisioni prese anni fa».
Clima, zonazione e ridefinizione delle scelte produttive
Il caso del Gewürztraminer si inserisce in una dinamica più ampia che riguarda l’intero territorio altoatesino. L’aumento delle temperature medie e la maggiore frequenza di annate calde stanno modificando i tempi di maturazione e la gestione dell’equilibrio acidico. In questo scenario, la zonazione diventa uno strumento di adattamento. Non definisce solo la provenienza, ma suggerisce anche dove una varietà può mantenere una coerenza stilistica nel tempo. Per Kurtatsch questo approccio si traduce nella formula interna “zona per zona, vino per vino”, che indica una gestione sempre più selettiva delle parcelle in funzione dell’altitudine e dell’esposizione.
Cantina Kurtatsch vanta il maggior numero di vini provenienti da Uga in Alto Adige
La peculiarità della cantina non risiede soltanto nel numero di Uga rappresentate, ma nella continuità con cui il modello territoriale è stato sviluppato. La distribuzione verticale dei vigneti consente infatti di lavorare su microclimi molto diversi all’interno dello stesso comune. Questa impostazione ha progressivamente portato a una mappatura più fine del territorio, in cui ogni zona non è più solo un’origine geografica, ma una variabile agronomica autonoma. Accanto al lavoro in vigna, la cantina ha avviato una revisione della propria gamma per rendere più immediata la distinzione tra vini legati alle Uga e quelli con denominazioni più evocative. L’obiettivo è ridurre le ambiguità narrative e rafforzare il legame tra etichetta e luogo. Non si tratta di una semplificazione estetica, ma di una scelta di leggibilità, coerente con il percorso intrapreso dalla zonazione.
Una fase di transizione per il modello altoatesino
Il caso Kurtatsch evidenzia come le Uga non siano soltanto uno strumento descrittivo, ma un fattore che incide sulle decisioni produttive. La cantina di Cortaccia diventa così uno dei punti di osservazione più evidenti di questa transizione. Il primato nel numero di vini Uga non rappresenta un punto di arrivo, ma la fotografia di un processo ancora in evoluzione, in cui la geografia del vino viene progressivamente riscritta attraverso scelte concrete in vigneto.
Strada del Vino 23 39040 Cortaccia (Bz)