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sabato 13 giugno 2026  | aggiornato alle 17:47 | 119786 articoli pubblicati

Cambio al vertice per Zenato: ad Alberto la maggioranza, Nadia si dedica a Sansonina

La cessione delle quote societarie di Nadia Zenato al fratello Alberto ridefinisce gli equilibri della storica cantina del Lugana. Se l'annuncio ufficiale si concentra sul nuovo percorso di Nadia alla guida di Sansonina, i retroscena finanziari e i verdetti del Tribunale delle Imprese di Venezia svelano un riassetto profondo, arrivato dopo un esercizio 2024 complesso e accese contestazioni interne sulla governance

13 giugno 2026 | 15:52
Cambio al vertice per Zenato: ad Alberto la maggioranza, Nadia si dedica a Sansonina
Cambio al vertice per Zenato: ad Alberto la maggioranza, Nadia si dedica a Sansonina

Cambio al vertice per Zenato: ad Alberto la maggioranza, Nadia si dedica a Sansonina

La cessione delle quote societarie di Nadia Zenato al fratello Alberto ridefinisce gli equilibri della storica cantina del Lugana. Se l'annuncio ufficiale si concentra sul nuovo percorso di Nadia alla guida di Sansonina, i retroscena finanziari e i verdetti del Tribunale delle Imprese di Venezia svelano un riassetto profondo, arrivato dopo un esercizio 2024 complesso e accese contestazioni interne sulla governance

13 giugno 2026 | 15:52
 

L'accordo transattivo che porta Alberto Zenato alla guida solitaria del marchio di San Benedetto di Lugana (Vr) chiude un lungo braccio di ferro giudiziario e ridefinisce gli equilibri economici del gruppo. La notizia, emersa ufficialmente attraverso un'intervista rilasciata da Nadia Zenato sulle pagine del Corriere della Sera, segna la fine di un'era per una delle griffe più note del vino veneto. Il passaggio di consegne operativo, che si formalizzerà alla fine di giugno 2026, vede l'imprenditrice cedere parte delle proprie quote al fratello Alberto Zenato, che assume così la maggioranza assoluta della Zenato Azienda Vitivinicola. Se l'intervista a Nadia descrive l'operazione come il frutto di una ricerca di "nuova libertà" e di una transizione serena con l'intenzione di dedicarsi al progetto Sansonina, i retroscena societari e finanziari dell'ultimo anno restituiscono la fotografia di un accordo arrivato dopo una tesa e complessa battaglia legale.

Cambio al vertice per Zenato: ad Alberto la maggioranza, Nadia si dedica a Sansonina

L'Azienda Vitivinicola Zenato

Il nucleo dello scontro era emerso chiaramente nel luglio dello scorso anno, quando le ricostruzioni di ItaliaOggi avevano sollevato il velo sulla gestione interna della cassaforte di famiglia (composta dai due fratelli al 20,3% ciascuno, dalla madre Costanza Prospero al 15% e dalla Zenato Holding al 44,38%). 

l verdetto dei giudici e il rischio dei fondi d'investimento

Il punto di svolta che ha rimescolato le carte della gestione aziendale è arrivato con il pronunciamento dei magistrati veneziani. Il tribunale ha infatti accolto il ricorso di Alberto Zenato, sospendendo in via cautelare la delibera assembleare che lo privava del diritto di voto, una posizione poi confermata dalla sentenza definitiva di aprile. Questo reintegro legale ha sbloccato una situazione di stallo che durava dall'approvazione del bilancio 2024, votato favorevolmente da Nadia e dalla madre, Costanza Prospero, ma contestato duramente da Alberto proprio sul fronte dei flussi finanziari interni tra le società correlate.

Cambio al vertice per Zenato: ad Alberto la maggioranza, Nadia si dedica a Sansonina

Nadia Zenato

I dettagli tecnici dell'operazione, formalizzati il 28 maggio con il deposito degli atti in Camera di Commercio, svelano la complessa architettura finanziaria che ha evitato una clamorosa vendita all'asta del marchio. Come riportato dalle colonne dell'articolo della giornalista Valeria Zanetti sul quotidiano l'Arena, l'accordo ha previsto la revoca della liquidazione giudiziaria della srl Zenato Holding. Alberto Zenato ha rilevato l'intero pacchetto azionario della holding precedentemente in mano alla sorella, compiendo una vera e propria scalata che lo porta oggi a detenere il 64,6% delle quote complessive della vitivinicola. Nadia Zenato mantiene una partecipazione di minoranza pari al 20,3%, mentre il restante 15% resta nelle mani della madre.

L'intesa transattiva tra i fratelli assume un valore strategico fondamentale per il territorio: se non si fosse giunti a un accordo, l'ex liquidatore giudiziario Lorenzo Miollo avrebbe dovuto avviare una stima delle quote per affidare la vendita a un advisor internazionale. Un'eventualità che avrebbe esposto una delle cantine simbolo del sistema enologico veronese al rischio concreto di finire sotto il controllo di grandi gruppi stranieri o di fondi speculativi d'investimento

I numeri reali del bilancio e la crisi dei rossi veneti

L'accordo odierno si inserisce in un contesto economico generale che ha imposto scelte chiare alla governance. Sebbene le ultime dichiarazioni di Nadia Zenato evidenzino una stabilità dei conti nel 2025 rispetto all'anno precedente, i dati consolidati del 2024 avevano mostrato i segni evidenti della tempesta societaria e di mercato. L'azienda ha affrontato una contrazione dei ricavi dell'11,2%, scendendo a 39,5 milioni di euro, accompagnata da una forte flessione della redditività, con l'Ebitda a -39% (5,6 milioni) e l'utile netto in calo del 40%, fermatosi a 2,2 milioni di euro.

Cambio al vertice per Zenato: ad Alberto la maggioranza, Nadia si dedica a Sansonina

Amarone della Valpolicella, il cui comparto globale ha registrato una contrazione dei volumi che ha pesato sul bilancio 2024 della cantina veneta

A condizionare le performance del marchio è stato soprattutto l'export vinicolo, asset fondamentale che copre quasi il 70% del fatturato complessivo e che ha registrato una contrazione superiore al 10%. Oltre alle frizioni interne, sul bilancio ha pesato la congiuntura negativa che sta colpendo i grandi vini rossi della Valpolicella, a partire dall'Amarone, le cui vendite globali hanno subito un rallentamento strutturale rispetto alle medie storiche del comparto. Proprio su quel bilancio Alberto Zenato aveva espresso voto contrario, contestando come "fantasiosi" alcuni flussi di debito e credito intercorrenti tra le società correlate del gruppo.

Il nuovo corso aziendale e il futuro autonomo di Sansonina

La svolta societaria di giugno 2026 porta con sé un profondo rinnovamento della compliance e dell'organigramma amministrativo, già sollecitato dagli organi di controllo interni per superare le passate criticità gestionali. Alberto Zenato si trova ora al timone solitario di un patrimonio viticolo di enorme valore, forte di 86 ettari di vigneto e di una produzione che sfiora i 5,7 milioni di bottiglie all'anno tra il Garda e la Valpolicella.

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Nadia e Alberto Zenato con la mamma Costanza Prospero

Per contro, il futuro di Nadia Zenato riparte da una totale autonomia imprenditoriale. Conclusosi il mandato di amministratore, da luglio l'imprenditrice si concentrerà esclusivamente sulla cantina Sansonina a Peschiera del Garda, affiancata dalla madre Costanza Prospero nella produzione di vini Lugana, Merlot e Cabernet. Un percorso parallelo che si svilupperà anche sul piano culturale attraverso la neonata Fondazione Nadia Zenato Ets, segnando il definitivo distacco operativo dalla casa madre di San Benedetto. Isomma, la scelta viene descritta dalla produttrice al Corriere della Sera come un atto di coraggio e la ricerca di una nuova libertà strategica che nasce da divergenze di prospettive sul futuro e sulla valorizzazione del marchio. Non si tratta di una rottura traumatica, viene specificato, bensì di una naturale divisione dei percorsi all'interno di una famiglia che ha fatto la storia del Lugana e della Valpolicella.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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