A Oslavia, sulle colline del Collio (terroir di grandi vini in Friuli Venezia Giulia) dove la terra sembra custodire più lingue e saperi che distanze, il vino non è mai stato soltanto vino. È memoria, geografia, famiglia, identità. È il racconto di un paesaggio che cambia nome a seconda del versante, ma non cambia sostanza. Da questa linea sottile, reale e simbolica, che separa e insieme unisce Italia e Slovenia, nasce POP, la nuova linea firmata Radikon: due vini, un bianco e un rosso, pensati per parlare in modo più immediato, popolare e libero, senza perdere la profondità di una storia che affonda le radici in questa terra di confine. POP è stato presentato ufficialmente, in modo gioioso e informale, lunedì scorso durante un evento (o sarebbe meglio dire una festa) che ha visto radunati fra cantina e vigneti addetti al lavoro, rappresentanti del mondo dell’horeca, giornalisti e tanti, tanti amici.

I vigneti tra Oslavia e Slovenia, cuore del progetto POP Radikon (foto Dean Dubokovic)
Il lancio ufficiale, dunque, per la nuova linea che aveva visto la luce tre anni fa ma che non aveva ancora avuto il battesimo. E fra i filari e la cantina, fondata da Stanko Radikon (figura leggendaria del vino naturale europeo, scomparso nel 2016 ) ed ora condotta dalla moglie Suzana, dai figli Saša e Ivana e dalla nuora Luisa che ne proseguono il cammino con sguardo libero verso il futuro, la sua presenza era quasi tangibile, con il patrimonio inestimabile di conoscenze e principi che ha loro trasmesso.
POP, nuovo capitolo per Radikon
Cantina Radikon, nome di riferimento mondiale per i vini macerati e per una visione radicale della viticoltura naturale, apre così un nuovo capitolo del proprio percorso. Fedele alla visione del fondatore, ma capace di interpretarla in forme nuove. L’idea nasce da Ivana, la più giovane della famiglia, che non ha vissuto il confine come una ferita o una barriera, ma come una possibilità. In questa prospettiva, POP diventa un vino capace di parlare al presente: un’etichetta che tiene insieme memoria e contemporaneità, radici e movimento, appartenenza e apertura.

Le etichette POP Bianco e POP Rosso, nuova linea giovane di Radikon
POP nasce dai vigneti situati nella vicina Slovenia, a pochi chilometri dalla sede storica di Oslavia, dove la famiglia ha ampliato negli ultimi anni la propria presenza viticola (ora gli ettari sono circa 5, che si vanno ad affiancare alla ventina in Italia). Qui crescono varietà diverse rispetto a quelle più tradizionalmente associate all’azienda cantina: accanto a Ribolla, Tocai Friulano e Merlot, compaiono anche Cabernet Sauvignon e Malvasia Istriana. Una diversità che non viene nascosta, ma dichiarata. Anzi, trasformata in messaggio. L’idea nasce da Ivana, la più giovane della famiglia, che - ha detto - «non ho vissuto il confine come una barriera, ma come una possibilità: in questa prospettiva, POP diventa un vino capace di parlare al presente, guardando anche alle nuove generazioni. Cosa ne direbbe mio padre? Avrebbe appoggiato l’idea, perché ha sempre guardato avanti e ci ha lasciati sempre liberi». Dietro POP, quindi, non c’è soltanto una scelta enologica, ma anche uno sguardo generazionale.
POP, il vino giovane e popolare in stile Radikon
«Volevamo dichiarare la provenienza slovena delle uve e far vedere che questa non è una limitazione, ma una risorsa. Questo vino è dedicato al confine e a tutti i popoli che lo hanno vissuto e attraversato» ha raccontato Sasa Radikon. In questa frase è racchiusa la filosofia di POP: non un vino nato per semplificare Radikon, ma per renderlo più vicino; non una rottura con la storia della cantina, ma una sua nuova traduzione, più quotidiana, diretta, accessibile. Un vino popolare (anche nel prezzo, sui 18 euro), ma non banale né tanto meno semplice.

La famiglia Radikon oggi alla guida della storica cantina
«POP è infatti una nostra scelta consapevole di cambiare registro - ha spiegato Sasa - senza con ciò volerlo confrontare con le grandi annate e con le lunghe attese che sono il segno distintivo dei nostri vini. Le macerazioni sono brevi, l’affinamento avviene in acciaio, la freschezza e l’immediatezza diventano parte integrante del progetto. Lo mettiamo sugli scaffali qualche mese dopo la vendemmia. È un vino giovane, agile, conviviale, destinato a chi si avvicina per la prima volta alla nostra cantina e a chi desidera portare Radikon sulla tavola di ogni giorno. Popolare nel sorso, nell’idea e nel prezzo».
POP Bianco e POP Rosso
La nuova linea si declina in due etichette. POP Bianco nasce dall’assemblaggio di Ribolla, Tocai Friulano e Malvasia Istriana: un incontro di varietà a bacca bianca che richiama la vocazione più profonda del territorio e il suo legame con le radici locali. POP Rosso unisce invece Merlot e Cabernet Sauvignon, vitigni internazionali che raccontano un’altra dimensione della stessa frontiera: quella del passaggio, dello scambio, della contaminazione. Due vini diversi, due uvaggi distinti, ma un unico messaggio: il confine non è soltanto una linea, è un luogo abitato dalla storia, passata e presente.

Un momento della degustazione durante Il lancio ufficiale di POP
Ed è proprio il territorio a dare senso a questo progetto. I vigneti sloveni da cui nasce POP si trovano a breve distanza da Oslavia e condividono con il versante italiano condizioni climatiche e geologiche pressoché identiche. Le escursioni termiche, le precipitazioni frequenti, la Bora che asciuga le viti dopo la pioggia, i pendii scoscesi esposti prevalentemente a sud e sud-est: tutto contribuisce a definire un paesaggio viticolo severo e generoso allo stesso tempo. Sotto le vigne, la ponka - le marne e argille compresse dell’Eocene, ricche di minerali - continua a essere la matrice profonda dei vini Radikon, quella sostanza antica che imprime carattere, tensione e identità.
La filosofia di famiglia in vigneti e cantina
La gestione dei vigneti resta fedele alla filosofia della famiglia: interventi ridotti al minimo, attenzione alla biodiversità, trattamenti essenziali con rame e zolfo, sovesci quando necessari per mantenere il terreno equilibrato e contenere l’erosione. Anche nei lavori di reimpianto, l’obiettivo non è forzare la collina, ma rispettarne la forma naturale, riducendo il rischio di frane e preservando l’equilibrio del paesaggio. In questo modo POP si inserisce pienamente nella continuità di una cantina che ha sempre considerato la vigna non come una fabbrica di uva, ma come un organismo vivo.

La bottaia della Cantina Radikon (foto Dean Dubokovic)
In cantina, il processo resta essenziale. Le uve diraspate fermentano sulle bucce per due giorni, senza controllo della temperatura e senza lieviti selezionati. Il mosto passa poi in acciaio per alcuni mesi, dove si completa anche la fermentazione malolattica. Diversi travasi accompagnano l’evoluzione del vino, prima dell’imbottigliamento in formato da 0,75 litri, con una piccola aggiunta di anidride solforosa e una breve sosta in bottiglia prima dell’immissione sul mercato. Una vinificazione pensata per preservare la spontaneità del frutto, la fragranza del sorso e la riconoscibilità del luogo.
Località Tre Buchi 4 34170 Gorizia