Conegliano (Tv) e la Fiera di Santa Lucia di Piave hanno ospitato il 79° Congresso nazionale di Assoenologi, appuntamento che ha riunito professionisti del settore, imprese, mondo accademico e rappresentanti delle istituzioni attorno alle principali questioni che interessano oggi la vitivinicoltura italiana. Nel corso delle tre giornate di lavori il confronto ha toccato temi che spaziano dai mercati internazionali alla sostenibilità, dalla formazione all'innovazione tecnologica, fino al rapporto tra vino, salute e cambiamenti climatici. Ad aprire il congresso è stato il presidente nazionale di Assoenologi, Riccardo Cotarella, che ha invitato il comparto a confrontarsi con le trasformazioni in atto senza rinunciare alla propria identità.

Il presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella durante il suo intervento al Congresso dell'associazione
«Difendere il vino significa difendere territori, comunità, lavoro e cultura», ha affermato, richiamando la necessità di affrontare il dibattito pubblico con competenza scientifica e capacità di dialogo. Nel suo intervento Cotarella ha parlato della necessità di una nuova fase di sviluppo per il settore, fondata sulla credibilità tecnica, sulla valorizzazione dei territori e sul coinvolgimento delle nuove generazioni.
Filiera del vino, un valore strategico
Il congresso ha registrato una significativa partecipazione istituzionale. Nel messaggio inviato ai partecipanti, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito il vino italiano uno dei principali ambasciatori del Paese nel mondo, sottolineandone il valore economico, culturale e identitario. Particolarmente atteso anche l'intervento del ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, premiato da Assoenologi come «Personaggio dell'anno 2026». Nel suo intervento ha ribadito l'impegno delle istituzioni nella tutela della filiera vitivinicola e nella difesa di una cultura del consumo responsabile, legata alla tradizione mediterranea.

Conegliano ha ospitato il 79° Congresso nazionale di Assoenologi
Tra i contributi istituzionali anche quelli del commissario europeo all'Agricoltura Christophe Hansen, dell'europarlamentare Dario Nardella, dell'ex presidente della Regione Veneto Luca Zaia, del senatore Dario Stefano e del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi attraverso un videomessaggio. Uno dei momenti più seguiti è stato l'intervento di Renzo Cotarella, amministratore delegato di Marchesi Antinori, che ha proposto una riflessione sull'evoluzione dei mercati internazionali. L'analisi si è concentrata sui cambiamenti nei consumi, sulla crescente competitività globale e sulla necessità di continuare a investire nella qualità e nell'identità territoriale come elementi distintivi del vino italiano.
Tra gli argomenti affrontati durante il congresso ha trovato spazio anche il tema del rapporto tra vino e salute. Il professor Francesco Montorsi ha evidenziato la necessità di distinguere tra abuso e consumo moderato, inserendo il vino all'interno di corretti stili di vita e del modello alimentare mediterraneo. Sul tema è intervenuto anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, nominato socio onorario di Assoenologi, che ha richiamato l'attenzione sull'importanza della comunicazione e sulla necessità di evitare semplificazioni che non distinguano tra consumo responsabile e abuso.
Giovani, ricerca e innovazione per la viticoltura del futuro
Ampio spazio è stato dedicato anche alle nuove generazioni e alla formazione enologica, considerate leve strategiche per garantire continuità e competitività al comparto. Le sessioni tecniche hanno affrontato temi legati alla gestione sostenibile del vigneto, all'impatto del cambiamento climatico, alle innovazioni genetiche, alla digitalizzazione e alle prospettive offerte dall'enoturismo. Accanto ai momenti di approfondimento scientifico non sono mancate le degustazioni dedicate ai Metodo Classico italiani, agli Champagne, ai vitigni autoctoni e alle diverse interpretazioni del Prosecco.

Durante il congresso spazio anche alle degustazioni
Un settore chiamato a rafforzare la propria credibilità
Nelle conclusioni del congresso, Riccardo Cotarella ha sottolineato il ruolo sempre più centrale di Assoenologi nel confronto sul futuro del vino italiano. «La nostra forza nasce dai territori, dalle competenze dei nostri associati e dalla capacità di dialogare con istituzioni, università e imprese. Il vino italiano ha futuro se continuerà a essere credibile, umano e profondamente legato alla propria identità», ha affermato. Un messaggio che sintetizza il filo conduttore dell'intera manifestazione: affrontare i cambiamenti senza perdere il legame con la cultura e i territori che hanno costruito il valore del vino italiano.