Nel 2025 Garofano Vigneti e Cantine raggiunge il traguardo dei trent'anni di attività e sceglie di segnare l'anniversario con un progetto che guarda al futuro senza interrompere il dialogo con il proprio passato. La cantina di Copertino, fondata nel 1995 da Severino Garofano e oggi guidata dai figli Stefano e Renata, presenta Bianca dei Censi, un Salento Igp ottenuto da Fiano in purezza che entra stabilmente nella gamma aziendale. L'arrivo del nuovo vino rappresenta una novità significativa per una realtà che ha costruito la propria identità attorno al Negroamaro, vitigno che continua a occupare un ruolo centrale nella produzione. Bianca dei Censi si inserisce però in un percorso di evoluzione che punta ad ampliare il racconto del territorio attraverso nuove espressioni varietali.

La cantina Garofano si trova a Copertino, in Salento
Una nuova immagine per il trentennale
L'anniversario coincide anche con un aggiornamento dell'identità visiva aziendale. Le etichette mantengono il garofano come elemento distintivo, reinterpretandolo attraverso un linguaggio grafico più essenziale. Nel caso di Bianca dei Censi, le tonalità dorate e i richiami ai colori della campagna salentina accompagnano il racconto del vino. Anche le altre etichette della gamma vengono rivisitate mantenendo una coerenza stilistica che valorizza il legame con il nome della famiglia e con il territorio di origine.
L'eredità di Severino Garofano
La storia dell'azienda resta strettamente intrecciata a quella del suo fondatore. Severino Garofano, scomparso nel 2018, è stato tra gli interpreti più influenti della rinascita vitivinicola del Sud Italia. Il suo lavoro ha contribuito a ridefinire il profilo qualitativo del Negroamaro e dell'intera produzione pugliese, ottenendo nel 2007 il Premio Luigi Veronelli alla carriera come Miglior Winemaker. Oggi Stefano e Renata Garofano continuano quel percorso partendo dagli stessi principi che hanno caratterizzato la nascita della cantina: attenzione alla qualità, rispetto della vite e valorizzazione delle peculiarità territoriali. «Ripartire non è ricominciare, ripartire è un'evoluzione, un continuare, un portare avanti; ciò che è stato non scompare ma si trasforma», osserva Stefano Garofano.

I titolari Stefano e Renata Garofano con il Bianca dei Censi
Il Fiano e il legame con la storia familiare
La scelta del Fiano nasce da una serie di sperimentazioni condotte nelle ultime vendemmie. Un percorso che ha trovato nella varietà campana caratteristiche in grado di dialogare con il paesaggio viticolo salentino. «Abbiamo scelto questa varietà dopo diverse prove di vinificazione fatte nelle ultime vendemmie: la sua complessità e freschezza, i suoi profumi e il legame con la Campania, terra di origine di nostro padre Severino, è per noi il filo che arricchisce la storia della nostra cantina», spiega Renata Garofano. Il riferimento alla Campania non è casuale. Severino Garofano, figura centrale dell'enologia meridionale contemporanea, era infatti originario dell'Irpinia e contribuì in modo determinante alla valorizzazione qualitativa del Negroamaro, accompagnandone il passaggio da vino destinato prevalentemente al taglio a protagonista dell'identità enologica salentina.

Garofano: il Bianca dei Censi, ottenuto da sole uve Fiano
La presenza del Fiano nel Salento è un fenomeno relativamente recente. Se la tradizione viticola dell'area è storicamente legata alle uve nere, in particolare Negroamaro, Primitivo e Malvasia Nera di Lecce, negli ultimi quindici anni il vitigno bianco campano ha trovato condizioni favorevoli per la propria diffusione. I terreni argillosi delle pianure salentine e l'azione mitigatrice dei venti provenienti dallo Ionio e dall'Adriatico hanno favorito una buona adattabilità della varietà, oggi sempre più presente nella produzione regionale.
Un nome che richiama il Medioevo rurale
Bianca dei Censi porta con sé anche una riflessione sulla storia agricola del territorio. Il nome richiama l'espressione latina ad censum, utilizzata nel Medioevo per indicare i terreni soggetti a tassazione e le rendite corrisposte ai proprietari o agli enti religiosi. In molti casi il vino rappresentava una delle forme più preziose di pagamento. Il nuovo bianco recupera così una memoria rurale antica, collegando il lavoro nei campi al valore economico e sociale che la viticoltura ha avuto per secoli nelle campagne del Salento. Nel calice il vino propone una lettura contemporanea del Fiano coltivato nella piana salentina, con profumi fini, richiami mediterranei e una struttura improntata all'equilibrio.
Dal Negramaro al Fiano, una gamma che racconta il territorio
Accanto alla novità Bianca dei Censi, resta protagonista il Negroamaro, interpretato attraverso diverse espressioni produttive. Dai rossi strutturati ai rosati che hanno contribuito alla notorietà della cantina, ogni etichetta nasce con l'obiettivo di restituire una lettura precisa del Salento vitivinicolo.
Ecco le cinque diverse espressioni di Negroamaro:
- Le Braci, Salento Igp si presenta con una struttura complessa, ottenuta dall’avvizzimento spinto degli acini. È vino da uve di Negroamaro in purezza che sviluppa le sue potenzialità già durante l’invecchiamento in piccole botti di legno: il vino acquista così un aroma fresco e una regale sontuosità.
- Girofle, Salento Igp è il rosato della casa e rappresenta il fiore all’occhiello della produzione. Si può considerare un vino poetico, sin dal suo inconfondibile colore, che sembra omaggiare le albe sul mare che il Salento sa regalare. Il vino richiama tutti i valori della tradizione e delle radici dei vini salentini di qualità. Il carattere unico del Girofle l’ha reso uno dei vini rosati italiani più apprezzati.
- Clo’ de Girofle, Salento Igp un rosato che custodisce nel nome già l'intenzione di questo vino: Clo’ come “Clou”, il chiodo di garofano, la nota speziata del pensare rosato dell'azienda di Copertino, ma anche come “Clos”, selezione di uve pregiate, che vogliono esaltare la potenza dei rosati da Negroamaro. Prodotto per la prima volta nell'annata 2021, in numero limitato di bottiglie, esprime sentori mediterranei e si presenta rotondo e sapido, piacevolmente stuzzicante ed elegante.
- Eloquenzia, Salento Igp è più di tutti il vino testimone del profondo legame con il territorio. Rosso di stile tradizionale, elegante e fresco, dal colore rosso rubino intenso, esordisce al naso con note di cuoio dolce, spezia, ciliegia; al palato è morbido, elegante e fresco.
- Simpotica, Copertino Dop Riserva, rosso elegante e austero, nasce da grappoli di Negroamaro provenienti da alberelli selezionati. Dedicato al bere conviviale, una delle più importanti forme sociali nel mondo della Grecia antica. Dal sapore deciso e fresco, profumi intensi e speziati, è un rosso dotato di un’armonia e una struttura tannica che non deludono il palato. “Sii contento e bevi bene”.
Con l'ingresso del Fiano, Garofano amplia ulteriormente il proprio racconto enologico. Non una sostituzione, ma un'integrazione che aggiunge una nuova sfumatura a una storia iniziata trent'anni fa tra le campagne di Copertino e che continua a confrontarsi con il cambiamento mantenendo saldo il rapporto con le proprie origini.
Tenuta Li Monaci, Via Galatina 73043 Copertino (Le)