Le difficoltà che il vino italiano sta affrontando sul mercato statunitense non dipendono soltanto dall'andamento dei consumi. L'introduzione dei dazi del 10% e le stime che parlano di oltre 340 milioni di euro di export potenzialmente persi in un anno stanno spingendo molte aziende a rivedere le modalità con cui raggiungere il consumatore americano. In questo contesto si inserisce l'iniziativa della società toscana Fieramente, che ha sviluppato un servizio logistico dedicato alle cantine italiane interessate a operare nel segmento B2C negli Stati Uniti. Il progetto si basa sulla presenza di un hub logistico sul territorio americano, pensato per ridurre i tempi di consegna e semplificare la gestione delle spedizioni, in un momento in cui la logistica legata al vino anche in Italia sta subendo trasformazioni.
Il modello prevede lo stoccaggio delle bottiglie negli Usa, con evasione degli ordini direttamente dal magazzino americano
Un magazzino negli Stati Uniti per ridurre i tempi di consegna
Il modello prevede che i produttori inviino periodicamente i propri vini in conto deposito all'interno del magazzino statunitense. Da qui le bottiglie vengono spedite direttamente al consumatore finale con tempi dichiarati fino a 24 ore dall'ordine. La struttura, che dispone di una superficie complessiva di circa 20mila metri quadrati, è destinata esclusivamente alle attività di fulfillment per il mercato privato e punta a limitare i tempi normalmente richiesti dalle spedizioni internazionali effettuate direttamente dall'Italia.
Fieramente: la storia della società
Fondata nel 2015 da Alessio Piccardi, Fieramente è un'azienda toscana specializzata nella logistica e nelle spedizioni internazionali, con una particolare attenzione al settore vitivinicolo. Nata a Montevarchi (Arezzo), ha progressivamente ampliato la propria presenza aprendo sedi in Toscana e sviluppando servizi dedicati al trasporto di vino, opere d'arte, merci di valore, e-commerce e logistica per il turismo.
Il vino rappresenta oggi il principale ambito di attività dell'azienda. Nel 2018 Fieramente ha avviato la propria presenza negli Stati Uniti attraverso la società Bencienni LLC, con sede in Florida, dedicata all'importazione e alla distribuzione di vino destinato ai consumatori privati. Negli anni successivi il gruppo ha proseguito il percorso di espansione con nuove sedi a Montalcino, Piombino, Portoferraio e Cavriglia, dove nel 2023 è stato inaugurato il nuovo quartier generale con spazi destinati alla logistica e allo sviluppo di nuovi servizi.
Lo stesso anno l'azienda ha aperto anche una filiale a Nuits-Saint-Georges, nel cuore della Borgogna, rafforzando la propria presenza internazionale e l'offerta di servizi logistici dedicati alle imprese del comparto vitivinicolo.
Spedizioni mensili e gestione dell'ultimo miglio
L'approvvigionamento del magazzino avviene attraverso una pianificazione periodica dei flussi logistici. Le spedizioni vengono consolidate via mare in container dedicati con partenze mensili dall'Italia. «L'approvvigionamento del nostro hub negli Stati Uniti avviene attraverso una pianificazione logistica rigorosa e periodica, strutturata per ottimizzare i costi a beneficio dei produttori. I vini vengono spediti in conto deposito e il nostro servizio interviene nella gestione dell'ultimo miglio, con il prelievo e la spedizione degli ordini direttamente dal magazzino americano», ha spiegato al Sole 24 Ore Alessio Piccardi, ceo e founder di Fieramente.
Alessio Piccardi, ceo e founder di Fieramente
Dazi e fiscalità restano a carico delle cantine
L'organizzazione logistica non modifica invece gli aspetti fiscali legati all'importazione. I dazi doganali e le accise federali continuano infatti a essere sostenuti direttamente dai produttori, che provvedono al pagamento al momento dello sdoganamento della merce negli Stati Uniti. «L'introduzione dei prodotti nel mercato statunitense segue le normative locali, comprese le procedure previste dal sistema distributivo a tre livelli. Nel nostro modello operativo l'onere economico relativo ai dazi e alle accise resta in capo alle cantine partner, che provvedono al pagamento al momento dell'importazione», precisa Piccardi.
Una soluzione logistica pensata per sostenere la distribuzione
L'azienda sottolinea che il servizio non interviene nella commercializzazione del vino, ma esclusivamente nella gestione della logistica e dell'evasione degli ordini. «Non vendiamo vino direttamente. Offriamo un servizio logistico rivolto ai produttori che desiderano rafforzare la propria presenza sul mercato statunitense. L'obiettivo è mettere a disposizione uno strumento che riduca i tempi di consegna e renda più efficiente la distribuzione verso il consumatore finale», conclude Piccardi.
Le bottiglie vengono inviate dall'Italia in conto deposito e distribuite ai clienti dagli Stati Uniti
In una fase caratterizzata da maggiori costi di esportazione e da uno scenario commerciale più complesso, l'organizzazione della logistica diventa uno degli elementi su cui molte aziende del vino stanno concentrando l'attenzione, nella ricerca di modelli distributivi capaci di migliorare il servizio senza modificare il quadro normativo e fiscale che regola l'ingresso dei prodotti negli Stati Uniti.