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Export vino: gli Usa rallentano, ma Brasile e Cina tornano a correre
L'export del vino italiano chiude il primo quadrimestre 2026 in calo del 6,8% a valore e del 3,7% a volume. Gli Usa rallentano, anche se aprile torna positivo, mentre Brasile e Cina continuano a crescere
L'export del vino italiano archivia i primi quattro mesi del 2026 con un andamento in flessione. Secondo l'Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv), che ha elaborato i dati Istat diffusi oggi, tra gennaio e aprile le esportazioni hanno raggiunto 2,34 miliardi di euro, in diminuzione del 6,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Anche i volumi risultano in calo, con 641 milioni di litri esportati, pari a un -3,7%. Il rallentamento interessa sia i mercati dell'Unione europea, che registrano una contrazione del 3,9%, sia quelli extra Ue, dove il calo si attesta all'8,7%, pur mostrando segnali di lieve miglioramento rispetto ai mesi precedenti.
Gli Stati Uniti rallentano, Brasile e Cina confermano la crescita
Tra i principali mercati di destinazione emerge un primo segnale dagli Stati Uniti, che ad aprile tornano in territorio positivo con un incremento dell'1,6% rispetto allo stesso mese del 2025. Il recupero non basta però a compensare la flessione accumulata nei primi quattro mesi dell'anno, che resta pari al -15,4%. Prosegue invece la fase negativa in Germania, dove l'export perde il 6,8%, e nel Regno Unito, fermo a -6,1%. Il Canada mantiene un andamento sostanzialmente stabile, mentre la Svizzera registra una diminuzione del 12,7%.
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Tra i mercati che continuano a offrire indicazioni positive spicca il Brasile, che porta il saldo dei primi quattro mesi a +17,8%, mentre l'intera area Mercosur cresce del 36,4%. Positivo anche l'andamento della Cina, che registra un incremento del 9,7%, mentre la Russia continua a mantenersi in territorio positivo con un +28%, pur mostrando un rallentamento rispetto agli ordini registrati all'inizio dell'anno. Le elaborazioni Uiv aggiornate a maggio confermano comunque un contesto ancora complesso. Nei Paesi extra Ue il bilancio dei primi cinque mesi evidenzia una flessione del 7,5% a valore e del 3,9% a volume. Negli Stati Uniti le spedizioni di maggio scendono di circa il 15%, con una contestuale riduzione del 10% del prezzo medio nel 2026.
Frescobaldi: «Serve un nuovo equilibrio tra domanda e offerta»
Per il presidente di Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi, i dati confermano una fase che coinvolge l'intero commercio internazionale del vino. «Questi risultati confermano le difficoltà del mercato del vino e dei suoi scambi commerciali, in contrazione per tutti i Paesi produttori», osserva Frescobaldi.
Secondo il presidente Uiv, il settore dovrà continuare a investire nella presenza sui mercati internazionali e, allo stesso tempo, ricercare un maggiore equilibrio tra produzione e domanda. «Non è solo necessario promuovere ancora di più il nostro vino, ma anche riconoscere che grandi quantità immesse sul mercato non aiutano a valorizzarlo. Dobbiamo puntare a un equilibrio tra domanda e offerta che consenta di sostenere il valore del vino italiano, tutelando il reddito delle imprese e la competitività del settore».

