DEJA BU
La viticoltura cittadina esiste ancora: il caso di Podere Campriano nel Chianti
Podere Campriano è un raro esempio di viticoltura cittadina a Greve in Chianti (Fi). Legata alla tradizione familiare e alla UGA di Montefioralle, l’azienda produce vini autentici su suoli calcareo- argillosi
«Mi chiamo Elena Lapini e insieme a mio marito Luca Polga, rappresento la terza generazione della mia famiglia qui a Podere Campriano. Il nostro legame aziendale con Montefioralle è iniziato con l’acquisto, nel 2001, dei terreni de Le Balze di Montefioralle, ma i primi ricordi di questo meraviglioso luogo risalgono alla mia infanzia, quando mio nonno Nello mi portava a piedi a visitare il lavatoio che si trova al semaforo e mi raccontava, ogni volta, che quello era il luogo di aggregazione per le donne della sua generazione che, mentre lavavano i panni, si raccontavano i loro segreti. Per me è un posto magico, immaginavo gruppetti di ragazze e ragazzine che chiacchieravano allegramente e sognavo di farlo anche io pur appartenendo ad un’epoca storica in cui queste usanze sono ormai scomparse».
Questa auto presentazione di Elena Lapini ne rappresenta fedelmente l’attaccamento a Montefioralle che gli è valso anche la stima dei colleghi produttori della suddetta UGA (Unità geografica aggiuntiva) al punto da nominarla responsabile della Tesoreria dell’Associazione.
Una storica tradizione di viticoltura cittadina a Greve in Chianti
Questa piccola realtà, gestita appunto con passione da Elena Lapini e dal marito Luca Polga nel rispetto dei semplici dettami di una tradizione di famiglia tramandatasi nel tempo, si trova pressoché all’interno del tessuto urbanistico di Greve, con l’ingresso posto accanto alle scuole e con il belvedere da cui si può ammirare la piazza del paese. Rappresenta uno dei pochi, affascinanti esempi di viticoltura cittadina in Toscana.
La parola tradizione è un temine che ricorre spesso nel dialogo che abbiamo avuto con Elena in occasione della degustazione dei vini della UGA di Montefioralle, svoltasi recentemente a Villa Calcinaia, ed è il connotato che cerca di mettere in risalto nei suoi vini, ricavati sia dai vigneti terrazzati lungo la strada che si inerpica per arrivare in cima al colle di Campriano, sia dalla vigna di un ettaro a Montefioralle, sul fronte opposto. La degustazione si distribuisce quindi equamente fra vini prodotti nel comprensorio di Greve in Chianti e quello di Montefioralle. Da uno studio dei terreni, è risultato che i 3 ettari di proprietà insistono sullo stesso tipo di suolo calcareo-argilloso.
Degustazione Chianti Classico Podere Campriano: note di degustazione
Il Chianti Classico 2022 Greve in Chianti gioca sulle sfumature ed è soffuso, floreale, terroso, al palato è lieve ma saporito, elegante e di bella naturalezza espressiva. Semplicemente uno dei Chianti Classico d’annata più emblematici della categoria.
Il Chianti Classico Balze di Montefioralle 2021 per le doti di spigliatezza di beva ricorda i più apprezzabili Chianti Classico di un tempo, nei fiaschi da due litri. Qui però ci sono anche sensualità, raffinatezza, capacità di dettaglio e un finale lungo e gradevolissimo.
Il Chianti Classico Riserva Le Balze di Montefioralle 2021 - Uve biologiche 100% Sangiovese di produzione propria. Si accende di fragranze di viola e lavanda, mora di gelso, erbe officinali, svelando molto appeal. Al palato sapore speziato e prolungato di sottobosco, muschio e pepe. Di sobrietà e introspezioni, focalizzato nel finale su eleganti sentori minerali e di viola mammola, succoso, sapido ed equilibrato.
Il Chianti Classico Riserva del Fondatore Valerio Lapini Greve in Chianti 2021 è la versione più elegante della gamma con un grande crescendo gustativo. I tannini sono pregevolmente sfumati, l’allungo è costante e progressivo, il finale particolarmente vibrante, dai risvolti agrumati. Schiettezza e sincerità espressiva sono le voci fondanti di questi vini.


