NEL CHIANTI
La rinascita di Cigliano di Sopra: da villa storica a laboratorio del vino
Cigliano di Sopra racconta il volto contemporaneo del Chianti Classico attraverso il lavoro di Maddalena Fucile e Matteo Vaccari. Dal Trebbiano alla Gran Selezione, una degustazione che valorizza la ricerca enologica
Cigliano di Sopra si estende per trentadue ettari sulle colline del Chianti Classico, a San Casciano in Val di Pesa. Sulla parte più alta della zona del Cigliano si trova la Villa storica, circondata da un parco secolare, dai giardini all’italiana e da una collezione di agrumi che racconta una tradizione antica. Otto ettari sono dedicati alla vigna, dieci agli oliveti, il resto è bosco e natura: un equilibrio agricolo che custodisce l’identità del luogo.
Cigliano di Sopra, il rilancio della tenuta nel cuore del Chianti Classico
Nel 2016, a Cigliano di Sopra, non inizia semplicemente un nuovo capitolo, ma prende vita un ritorno alle radici. Maddalena Fucile sceglie di provare a restituire un’anima alla Fattoria, un luogo che per generazioni ha prodotto vino, custodendo la tradizione agricola e destinando però l’imbottigliamento di una piccola parte al consumo familiare. Da allora, anche con l’aiuto di Matteo Vaccari, Maddalena inizia a tessere pazientemente la storia produttiva di Cigliano di Sopra, arrivando a produrre oggi circa 30mila bottiglie.
Da ricordare che Maddalena Fucile è anche enologa, con esperienza maturata in Italia e all’estero. Insieme a Matteo Vaccari, dopo il restauro dei vecchi vigneti e l’attivazione di pratiche biologiche e biodinamiche, ha impresso un nuovo slancio, riuscendo a personalizzare al meglio il carattere sancascianese del Chianti Classico, che si evidenzia nel Vigneto Branca e nella Gran Selezione, senza dimenticare il Chianti Classico Annata e un interessantissimo Trebbiano, una nobilitazione straordinaria di questo vitigno.
Degustazione dei vini: dal Trebbiano al Chianti Classico Annata
Procediamo adesso con la degustazione, iniziando proprio con il Toscana Bianco IGT Nuvola del Cigliano 2024. Trebbiano in purezza. Offre profumi di pesca bianca, cedro, ginestra e mandorla. La sapidità tratteggia la personalità del gusto, si fa succoso al centro bocca con richiami al jus di mapo, per un finale quasi cremoso al burro salato. Davvero delizioso.
Il Chianti Classico 2024 riflette il dinamismo di Maddalena Fucile, che traspare anche dall’energia profusa nell’organizzazione della degustazione dei vini della UGA, in qualità di Presidente dell’Associazione San Casciano Classico. Un vino fresco, cesellato e saporoso.
Dal Vigneto Branca alla Gran Selezione: i vini simbolo della tenuta
Il Chianti Classico Riserva Vigneto Branca 2023 alterna al naso pennellate di confettura di ciliegia, rosa secca, arancia rossa, con nuance di mentuccia e cardamomo in una sottile cornice di fumé di tabacco. In bocca ha energia fresca e tannino setoso, dai rintocchi fruttati, con un allungo gradevolmente persistente.
A chiudere il Chianti Classico Gran Selezione 2023. Molto tipico nei profumi: giaggiolo, marasca, viola, coriandolo e rosmarino. Gusto polarizzato da freschezza e rotondità; al centro bocca emergono tannini, spezie e pepe rosa, che rendono saporoso il finale. Quattro vini che lasciano il segno.


