SPUMANTI ETNA
Murgo lancia la prima Jeroboam siciliana di spumante metodo classico
La storica cantina Murgo celebra la propria vocazione spumantistica con la Jeroboam Barone Emanuele Pas Dosé, primo grande formato realizzato in Sicilia con rifermentazione diretta in bottiglia
Indice
- 1La famiglia Murgo e il team che guida la cantina
- 2Gli spumanti metodo classico Murgo e il Nerello Mascalese
- 3Il Nerello Mascalese protagonista dei vini Murgo
- 4Export Murgo e presentazione della Jeroboam Barone Emanuele Pas Dosé
- 5Degustazione degli spumanti Murgo nella sede di Santa Venerina
- 6Barone Emanuele 2016 Jeroboam: caratteristiche e degustazione
- 7Il pranzo della degustazione Murgo
La storia di Murgo affonda le sue radici nella metà dell’Ottocento, quando nel 1860 vengono impiantati i primi vigneti nella tenuta situata alle pendici dell’Etna, nel territorio di Santa Venerina. In origine la proprietà apparteneva al senatore Luigi Gravina, figura di rilievo del periodo post-unitario, che utilizzava la tenuta come residenza estiva. Successivamente, attraverso passaggi ereditari, la proprietà entra a far parte della famiglia Scammacca del Murgo, che ne diventa custode e interprete fino a oggi. Un momento decisivo arriva tra il 1969 e il 1970, quando viene avviato un importante processo di rinnovamento del vigneto: il paesaggio agricolo viene trasformato con la creazione di terrazze e impianti moderni a spalliera, rendendo possibile una viticoltura più razionale e qualitativa.
Nel 1982 avviene il primo imbottigliamento ufficiale dell’azienda, segnando l’ingresso nel mercato del vino. Pochi anni dopo, nel 1989, prende vita il primo spumante metodo classico a base Nerello Mascalese, che viene commercializzato nel 1991, anticipando una delle intuizioni più distintive della storia aziendale diventando anche il primo spumante siciliano da uve autoctone. Nel corso degli anni ’90 e 2000 l’azienda cresce in modo significativo, sia in termini di superfici vitate, sia di struttura produttiva, fino alla costruzione della nuova cantina nel 2000 e alla successiva espansione nel 2024, con l’ottimizzazione delle aree dedicate a spumantizzazione, remuage e dégorgement. Oggi Murgo conta circa 44 ettari di vigneto e rappresenta una delle realtà storiche e più riconoscibili dell’Etna vitivinicola.
La famiglia Murgo e il team che guida la cantina
Murgo è una realtà profondamente familiare, composta da più soci appartenenti alla stessa famiglia, che condividono la guida dell’azienda e ne preservano la continuità generazionale. La struttura aziendale è supportata da un team tecnico e manageriale altamente specializzato:
- Michele Scammacca del Murgo - memoria storica dell’azienda, ricopre il ruolo di direttore della produzione, seguendo vigneti e sviluppo enologico. E’ stato lui a credere nel primo metodo classico siciliano da uve autoctone
- Costantino Scammacca del Murgo - Classe 2000 e da pochi mesi in azienda, lavora a tutto campo sul lato commerciale, innovazione digitale e sostenibilità, guidando processi di modernizzazione e comunicazione dell’azienda.
- Vito Giovinco - Enologo, figura centrale nello sviluppo qualitativo della produzione e successore della prima guida enologica aziendale
- Domenico Orlando - Agronomo, responsabile della gestione dei vigneti e delle pratiche colturali
- Rosario Spinella - Direttore commerciale, responsabile dello sviluppo dei mercati nazionali e internazionali
La combinazione tra direzione familiare e competenze tecniche consolidate rappresenta uno degli elementi chiave della continuità e dell’identità produttiva dell’azienda.
Gli spumanti metodo classico Murgo e il Nerello Mascalese
La spumantistica rappresenta uno dei pilastri identitari di Murgo e una delle prime espressioni moderne del potenziale del Nerello Mascalese in versione metodo classico. Iniziata tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90, la produzione di spumanti nasce in un contesto in cui il vino dell’Etna faticava a trovare una propria collocazione di mercato.
La scelta del metodo classico rappresenta una risposta tecnica e culturale: valorizzare finezza, acidità e identità del vitigno. Nel tempo, la produzione si è evoluta attraverso un costante affinamento delle tecniche e una crescente attenzione ai lunghi affinamenti sui lieviti.
Le principali linee includono:
- Murgo Brut e Brut Rosé: espressione immediata e territoriale del Nerello Mascalese
- Saemper Brut, Rosé e Extra Brut: spumanti a lungo affinamento sui lieviti, fino a oltre 72 mesi
- Barone del Murgo Pas Dosé: vertice qualitativo con affinamento fino a 10 anni
La filosofia produttiva si basa su un principio chiave: lo spumante è un vino di precisione, dove il tempo e la qualità della base determinano il risultato finale.
Il Nerello Mascalese protagonista dei vini Murgo
Il Nerello Mascalese è il vitigno identitario dell’Etna e rappresenta il cuore della produzione Murgo;
Si tratta di un vitigno straordinariamente equilibrato, capace di esprimere:
- acidità naturale elevata
- maturazione lenta e progressiva
- bassa estrazione cromatica
- grande versatilità enologica
Queste caratteristiche lo rendono particolarmente adatto alla produzione di spumanti metodo classico, oltre che di vini rossi e rosati eleganti e longevi. Il Nerello Mascalese di Murgo si distingue per la capacità di mantenere identità e riconoscibilità sensoriale, anche in contesti di forte evoluzione e affinamento.
Export Murgo e presentazione della Jeroboam Barone Emanuele Pas Dosé
Murgo è una realtà fortemente orientata all’export, con una distribuzione equilibrata tra mercato nazionale (85%) e internazionale (15%, di cui 8% Stati Uniti, 2% Germania e 1% Giappone). Murgo sta presentando in questa settimane la Jeroboam di Barone Emanuele Pas Dosé (ovvero Dosaggio Zero cioè senza aggiunta di zucchero dopo la sboccatura): si tratta di una bottiglia iconica e preziosa dedicata al fondatore dell'azienda, il Barone Emanuele Scammacca, ambasciatore e pioniere della spumantistica sul vulcano Etna e Murgo utilizza questo grande formato per la prima volta in Sicilia.
Degustazione degli spumanti Murgo nella sede di Santa Venerina
E’ stata organizzata una degustazione, con lunch finale, presso la sede di San Michele a Santa Venerina e sono stati degustati i seguenti vini (ormai non nelle la flûte stretta, ma in calici a tulipano ampio, per esaltare i profumi complessi e le bollicine fini tipiche di questa produzione):
- Semper 2022
- Barone Emanuele 2013
- Barone Emanuele 2011
- Barone Emanuele 2016 in versione Jeroboam Saemper 2022, offre un perlage finissimo alla vista, poco persistente (a causa di una maggiore densità dei lieviti: tuttavia in bocca si sente meglio); tonalità giallo paglierino brillante; aromi di lieviti alternati a note floreali; sorso facile, fresco e lungo, dalle note di mandorla, bilanciato tra la spalla acida (freschezza) e la morbidezza del dosaggio.
- Barone Emanuele 2013, offre sempre un perlage finissimo alla vista, poco persistente (a causa di una maggiore densità dei lieviti: tuttavia in bocca si sente meglio); tonalità giallo paglierino brillante, tendente all’oro; aromi di lieviti alternati a note fruttate; sorso morbido e lungo, con debole acidità.
- Barone Emanuele 2011, offre sempre un perlage finissimo alla vista, poco persistente (a causa di una maggiore densità dei lieviti: tuttavia in bocca si sente meglio); tonalità giallo paglierino brillante, tendente all’oro; aromi di lieviti alternati a note fruttate; sorso molto intenso, fresco e lungo, con bilanciamento di acidità e morbidezza.
Barone Emanuele 2016 Jeroboam: caratteristiche e degustazione
Barone Emanuele 2016 Jeroboam (che è una bottiglia che contiene 3 litri, cioè quattro bottiglie standard, e pesa circa 6 kg) riposa sui lieviti in bottiglia per ben 120 mesi (10 anni), la minore superficie di contatto tra vino e tappo favorisce un’evoluzione più lenta e armoniosa, esaltando complessità aromatica, precisione e tensione minerale (soprattutto se servito non troppo freddo (fra 10 °C e 12 °C).
- Colore: giallo paglierino luminoso con riflessi dorati brillanti.
- Perlage è estremamente sottile, finissimo e persistente. Dopo 10 anni, le bollicine sono integrate bene nel liquido e accarezzano il palato senza pungere.
- Aroma: intenso, profondo e in continua evoluzione.
- Gusto: ingresso potente, dritto e di grande impatto gastronomico con note fresche e agrumate di pompelmo e zenzero e un contrasto magnifico tra la cremosità setosa data dai 10 anni di affinamento e una lunga, vibrante sapidità e acidità vulcanica. È un vino asciutto, affilato, ma infinitamente profondo.
Questa Jeroboam (che uscendo dopo 10 anni potrebbe facilmente esplodere) è ottenuta attraverso la rifermentazione diretta in bottiglia, e non tramite travaso, una tecnica complessa e raramente utilizzata, che consente un’evoluzione qualitativa superiore del vino nel tempo. Michele Scammacca del Murgo, responsabile della produzione della cantina, ci ha detto: «Il vino dell’Etna nei primi anni 2000 era estremamente difficile da vendere, non vi era interesse per questa tipologia di prodotto. Il vero problema del vino, infatti, è farlo conoscere e, di conseguenza, venderlo. Noi siamo stati i primi a fare spumanti metodo classico, impiegando il nerello mascalese. Adesso questa tipologia di prodotti è una tendenza. Ora proviamo i grandi formati, che rappresentano da sempre un’opportunità straordinaria per l’affinamento Il rapporto tra volume del vino e superficie del tappo riduce l’ingresso di ossigeno, favorendo una maturazione più lenta e armoniosa».
Il pranzo della degustazione Murgo
Al termine della degustazione è stato servito un pranzo che ha valorizzato la tradizione gastronomica siciliana, con un ricco percorso di sapori composto da insalata mista, turbanti di cipolle, caponata, macco di fave fritto, parmigiana di melanzane, frittata di erbette, frittata di ortaggi, carni alla brace, patate arrosto e, in chiusura, una torta alla frutta. Il tutto è stato "irrorato" dagli spumanti Barone Emanuele delle cantine Murgo, che hanno accompagnato ogni portata esaltandone profumi e sapori.


