Sono 600 le bottiglie destinate al mercato italiano del nuovo Laphroaig 10 Years Old selezionato da James Eadie e distribuito in esclusiva da Sagna. Si tratta di un imbottigliamento indipendente che richiama volutamente lo stile classico della storica distilleria di Islay, con una particolarità poco comune nel panorama degli independent bottlers: il nome Laphroaig compare ufficialmente in etichetta, circostanza che negli ultimi decenni si è verificata solo in rare occasioni. L'edizione nasce dalla selezione di Rupert Patrick, pronipote di James Eadie, che negli anni trascorsi in Beam Suntory ha avuto modo di conoscere da vicino la realtà produttiva della distilleria e di collaborare con John Campbell, allora distillery manager. «Per oltre vent'anni ottenere botti di Laphroaig è stato estremamente difficile per gli imbottigliatori indipendenti, ancora di più con i diritti di naming. Quando si è aperta la finestra giusta abbiamo scelto ciò che amo da sempre: dieci anni di maturazione in refill bourbon casks. Per me è stato come tornare a casa», racconta Patrick.

Il nuovo Laphroaig 10 Years Old selezionato da James Eadie e distribuito in Italia da Sagna
Un'edizione che richiama lo stile storico della distilleria
La scelta di utilizzare botti refill ex bourbon non è casuale. L'obiettivo è lasciare che emerga con maggiore chiarezza il profilo originario del distillato, limitando l'influenza del legno e valorizzando il carattere della materia prima e della distillazione. Nel bicchiere ritornano così le caratteristiche che hanno reso celebre Laphroaig: torba, sentori iodati, note medicinali, richiami alle alghe marine, scorza di limone, vaniglia e cenere, accompagnati da una componente fruttata che contribuisce all'equilibrio complessivo del whisky.
Secondo Rupert Patrick, questo imbottigliamento vuole richiamare il profilo dei Laphroaig 10 Years che hanno contribuito alla fama internazionale della distilleria e che, negli anni, sono stati apprezzati anche da Carlo III, noto estimatore del marchio.
La storia di Laphroaig, tra legalità e tradizione
La nascita di Laphroaig coincide con un momento di profondo cambiamento per la produzione di whisky scozzese. Nel 1815, mentre il Governo britannico intensificava il contrasto alla distillazione clandestina, sull'isola di Islay prendeva forma una delle prime distillerie legalmente registrate della zona.

Rupert Patrick, pronipote di James Eadie, oggi alla guida dell'azienda
Fondata dai fratelli Donald e Alexander Johnston, sorse in una piccola baia affacciata sull'Atlantico, dove l'acqua attraversa torbiere ed erica prima di raggiungere gli impianti. È proprio questo ambiente ad aver contribuito alla costruzione dell'identità aromatica del whisky prodotto dalla distilleria. Nel corso dei decenni la produzione ha mantenuto un forte legame con i metodi tradizionali. L'impiego della torba per l'essiccazione del malto, gli storici alambicchi e una lavorazione rimasta fedele alle proprie origini hanno consolidato uno stile oggi riconoscibile tra gli appassionati di single malt.
James Eadie e il ritorno di uno storico marchio
Il marchio James Eadie affonda le proprie radici nel XIX secolo. Fu nel 1877 che James Eadie registrò il proprio brand, destinato a diventare noto nel panorama del blending scozzese. La rinascita è arrivata nel 2017, quando Rupert Patrick, ritrovando gli antichi registri di famiglia contenenti annotazioni sui whisky acquistati e sulle ricette originali, ha deciso di riportare il marchio sul mercato. Oggi la selezione si concentra su whisky provenienti da numerose distillerie scozzesi, scelti in funzione della qualità delle botti e dei tempi di maturazione. Gli affinamenti possono avvenire in botti che hanno contenuto Sherry, Madeira, Marsala, Brandy o Malaga, mentre tutti gli imbottigliamenti vengono proposti senza coloranti e senza aggiunta di zuccheri, mantenendo un approccio rispettoso delle caratteristiche del distillato.

Il marchio James Eadie affonda le proprie radici nel XIX secolo
L'arrivo in Italia di questo Laphroaig 10 Years Old rappresenta così un'occasione per osservare da vicino il lavoro degli imbottigliatori indipendenti e il rapporto, sempre delicato, tra fedeltà allo stile di una distilleria storica e interpretazione personale di chi ne seleziona le botti.