Appuntamento bolognese fuori dagli schemi, quello di Armonie Senza Tempo arricchito con due Masteclass esclusive condotte da Fabio Giavedoni e dedicate ai professionisti del settore HoReCa. “L’impronta del Lago - Geologia e Visione” e “l’identità e Avanguardia del Lugana”. Ma l’occasione irripetibile di un Open Tasting con 50 aziende riconducibili al Lugana Doc ed oltre 150 etichette in degustazione non potevamo lasciarcela fuggire. Ci arriveremo più avanti.

Open tasting a Villa Benni: 150 etichette per raccontare il Lugana
Due masterclass per scoprire le diverse identità del Lugana
Venendo alle due Mastrclass, la pirma ha visto la partecipazione di 6 aziende (Le Morette con il Lugana Doc Mandolara 2025, Tenuta Frontelago con il Lugana Doc 2025, Zenegaglia Vini con il Lugana Doc Luna del lago Riserva, 2023, La Rifra, con il Lugana Doc il Bepi Riserva 2023, Famiglia Olivinu con il Lugana Doc Demesse Vecchie 2024 e Ca’Lojera con il Lugana Doc Superiore 2011. Uno spaccato delle molteplici espressioni che possono esprimere i diversi distretti (nell’ordine Peschiera del Garda, Sirmione, Pozzolengo, Desenzano del Garda per il quarto e quinto vino, in ultimo Rovizza di Sirmione. Anche la seconda ha visto la partecipazione di 6 aziende. Esattamente Arciera con il Lugana Doc 2025, Tenuta Corbari con il Lugana Doc 2025, Marangona con il Lugana Doc Tre campane 2024, Ca’Majol con il Lugana Doc Superiore Molin 2023, Fraccaroli con il Lugana Doc 1912 Riseeva 2022 e Tenuta Roveglia con il Lugana Doc Limine 2012. Distribuite nell’ordine fra i comprensori di Peschiera del Garda, Desenzano del Garda, Pozzolengo, Desenzano del Garda, Peschiera del Garda e Pozzolengo.

Armonie Senza Tempo ha portato il Lugana a Bologna tra masterclass e degustazioni
Con questi due appuntamenti, si sono approfondite le influenze pedoclimatiche di quest’area, un terroir dove coesistono realtà eterogenee di artigiani storici, produttori pionieri e giovani leve, mettendo in luce il grande lavoro quotidiano frutto di dedizione e passione per questo territorio Essi hanno raccontato la pluralità della denominazione attraverso il dialogo tra tradizione e innovazione.«Il grande valore emerso durante la giornata è stata la capacità del Lugana di raccontarsi come un territorio vivo, sfaccettato e riconoscibile», afferma Giavedoni. «Il pubblico bolognese ha scoperto un Lugana profondo, sapido, capace di passare dalla freschezza immediata alla complessità di riserve che non temono il passare degli anni. È emersa l’anima di un vino che non è solo piacevole, ma intellettuale e gastronomico». Giavedoni ci ha convinto con la sua competenza nell’illustrare le diversità di ciascuna interpretazione dimostrando concretamente che il Lugana non è solo un vino dalla irresistibile bevibiltià nell’immediato, virtù da valorizzare ancor di più mediaticamente, ma che può avere anche lunga vita evolvendo su affascinati note terziarie. Non sono mancate osservazioni e punzecchiature ai produttori ma sempre in un’ottica costruttiva che fa parte della cifra anche ironica che solo Fabio è in grado di sfoggiare così sottotraccia.
Sette Lugana da conoscere: le migliori interpretazioni dell’Open Tasting bolognese
Questo dialogo tra approfondimento tecnico e dimensione esperienziale ha trovato la sua naturale prosecuzione nel walk around tasting serale, cuore pulsante dell’evento, che ha animato Villa Benni con degustazioni, incontri diretti con le cantine e momenti di confronto tra professionisti e appassionati. Un’occasione concreta per esplorare le diverse espressioni della Turbiana e comprendere la versatilità di un bianco capace di spaziare dai profili più immediati e vibranti alle interpretazioni più profonde e longeve. Dunque bando ai preamboli, e concentriamoci subito sugli assaggi che ci hanno particolarmente incuriosito in ordine di postazione.

Lugana, un bianco del Garda tra freschezza immediata e capacità di evoluzione
- Ca' Loiera - A due passi dal Garda, l’argilla, il limo sedimentati rendono talvolta i terreni talmente impermeabili da poter essere lavorati solo con il piccone. I numerosi canali irrigui, nati per bonificare un’iniziale palude, abbinati alla puntuale ventilazione gardesana e alle importanti escursione termiche, costituiscono la condizione ideale per nobilitare il lavoro della botrite quando attacca la turbiana. La maturazione in botti di rovere fa apprezzare l’elegante finale dal ricordo lacustre del suadente Lugana Superiore 2022, dal colore paglierino cristallino, con vivaci riflessi oro verde. Il quadro olfattivo apre su nitide note di fiori di acacia e biancospino. Tracce di mandarino, pesca e refoli di piante aromatiche accompagnano il sorso equilibrato da una progressione gustativa ritmata da un allungo davvero sapido.
- Corte Sermana - Affacciata sul Garda, Corte Sermana lavora pochi ettari con lo scrupolo di chi riconosce nella terra un bene fragile. Il logo della cantina nasce dalla cultura agricola degli anni ’60,che continua a vivere come un’estensione della casa:semplicemente accogliente , vera, il clima lacustre e i suoi suoli sabbiosi donano vini dinamici, nitidi, vibranti e longevi. I fratelli Filippo e Nicolò puntano su qualità e tipicità locale, senza rincorrere le mode. Qui ogni bottiglia è un invito all’attesa, come testimonia la raffinata Lugana Sermana Riserva 2021. Paglierino intenso, elegante e vivace. Esordio olfattivo su ricordi di pesca bianca e note di mandorla, un floreale di gelsomino e acacia si accompagna al limone. Piacevoli refoli di erbe aromatiche rendono il sorso gustoso e avvolgente in una raffinata diffusione di sapidità e freschezza
- Fraccaroli - La cantina si presenta con un’ampia corte costituita da una casa colonica d’epoca incorniciata da palme e melograni, e da fabbricati più moderni che contengono gli spazi di una realtà ampia e funzionale, circondata tutt’intorno da uliveti e vigneti, alcuni dei quali costituiti da vecchi ceppi con settant’anni di età. E’ il luogo dove agisce e opera la famiglia Fraccaroli, giunta alla quinta generazione. Una storia iniziata nel 1912 con il fondatore Francesco Fraccaroli che ha progressivamente portato l’azienda dai 5 ettari iniziali agli oltre 50 attuali suddivisi sul doppio versante del Veronese (dove l’azienda ha sede) e del Bresciano (la maggior parte della proprietà). Lugana Riserva 1912 è un evidente omaggio all’anno di fondazione della cantina, giocando con l’armonia dell’espressione aromatica e donando un sorso scattante
- Le Morette - Tutto ha avuto inizio dal laghetto del Frassino, dove 60 anni fa Gino Zenato coltivava barbatelle si dedicava a preservare la Turbiana, vitigno simbolo della zona. Ora, con 50 ettari complessivi di vigneti, estesi in tutta la zona del Garda, dal Veneto alla Lombardia, Le Morette emerge come un’azienda dinamica e dai risultati costanti. La mano di varie generazioni degli Zenato, unita alla forza minerale del terreno, dona potenza ed eleganza a varie declinazioni del Lugana, e non solo. Lugana Benedictus 2024. Oro luminoso liquido dalle molteplici sfaccettature. Profilo esotico e floreale, tra mango, ananas e papaia. Tocchi di camomilla e ginestra si fondono a malva e finocchietto su di una trama dai cenni minarali di gesso. Sorso ricco, sapido, accattivante, con ritorno di frutta matura, agrumi e mandorla in lunga persistenza.
- Ottella - Quattro generazioni di Montresor e un capostipite: Ludovico, grazie al quale nel 1964 si è iniziato a delineare le potenzialità del territorio, per poi vedere, tre anni dopo, la nsciata della Doc Lugana. L’amore per il vino e l’arte fusi insieme sono sempre stati il binomio distintivo di questa azienda che ha voluto fortemente vini raffinati dalla firma originale e unica. Lugana Molceo Riserva 2023. Avvolge e lusinga con le sue esotiche fragranze come solamente un Lugana Riserva sa fare. Paglierino intenso con delicati riflessi dorati, di grande luminosità. Il profilo olfattivo ha vivaci note di mela, pompelmo, nocciola e acacia. Ritorni di frutta esotica matura. Al sorso il dialogo si sviluppa tra una freschezza delicata e una sapidità decisa per un finale avvolgente di ottima persistenza nel quale non mancano freschi toni mediterranei
- Tommasi - Storica e celebrata realtà della provincia di Verona, Tommasi nasce nel 1902 e si deve alle visioni congiunte di Giacomo e Augusta, i capostipiti, e al loro sogno di coltivare la terra e produrre vino a San Pietro in Cariano. Da quel momento in poi la cantina si impone sempre più decisamente nel mondo del vino, fino ad “esplodere” negli anni ’60 quando si trasforma in una vera e propria icona. Oggi alla guida ci sono 9 cugini, complementari nelle competenze e nelle varie attività e, soprattutto negli ormai 242 ettari vitati, in diverse zone vocate della provincia di Verona, le espressioni diventano sempre più peculiari, come dimostra l’ultimo progetto, quello sulla Turbiana. Lugana Riserva Le Fornaci 2023. Esordisce all’olfatto, con note di fiori di zagara e zest di cedro, poi salvia limonata e un tocco ammandorlato. Il palato è salmastro .
- Zenato - Certo che a parlare di Zenato un po’ tremano i polsi. Non foss’altro per quel miracolo enoico che corrisponde al nome di Amarone, una creazione che, se si vuole credere alla leggenda, fu illuminazione accidentale , poi assurta alla sua forma definitiva,a portabandiera dell’eccellenza italiana nel mondo. Tutto questo ritorna nella storia di Zenato, che grazie alla lungimiranza di Sergio, nel 1960, nasce con l’intento di produrre vini di qualità, cosa che fa ancora, sotto la guida dei figli Alberto e Nadia, con il supporto della madre Carla. Una viticoltura d stampo classico, con tutti i valori aggiunti ad essa associati. Una linea di bottiglie a prevalenza “rossa”, ma con una chiara vocazione sul Trebbiano di Lugana. Pur in assenza della eccellente Riserva, il Lugana Santa Cristina 2025 non lo fa rimpiangere con la sua bella acidità croccante. Questi i nostri magnifici 7.
Oltre 600 partecipanti per il debutto di Armonie Senza Tempo
Affidiamo le considerazione finali a Edoardo Peduto, direttore del Consorzio Tutela Lugana Doc,che così commenta: «Bologna ha risposto con un entusiasmo che è andato oltre le nostre aspettative. Abbiamo percepito grande curiosità da parte del pubblico e degli operatori, ma soprattutto il desiderio di approfondire l’identità del Lugana attraverso il contatto diretto con i produttori. Questo evento ha dimostrato quanto sia importante presentarsi come un comparto unito. Non siamo qui soltanto come singole aziende, ma come un sistema-territorio capace di dialogare con i grandi attori della distribuzione e della ristorazione bolognese».

Dal terroir del Garda alle riserve: il Lugana si è raccontato a Bologna
Il bilancio finale parla chiaro: sold out per il debutto bolognese del Consorzio Tutela Lugana Doc: oltre 600 partecipanti per un evento che ha raccontato l’unione tra il bianco e la capitale del gusto. Con “Armonie Senza Tempo”, il Consorzio Tutela Lugana Doc conferma il proprio impegno nella valorizzazione di un territorio che ha saputo costruire la propria riconoscibilità internazionale mantenendo saldo il legame con le origini. L’evento di Bologna rappresenta un nuovo tassello nel percorso di promozione della denominazione e nella costruzione di un dialogo sempre più diretto con il mercato italiano, gli operatori e il pubblico degli enoappassionati. Il viaggio del Lugana continua, con la consapevolezza di aver trovato a Bologna una nuova, accogliente casa.
Caserma Artiglieria Porta Verona 37019 Peschiera del Garda (Vr)