Si è svolta a San Vincenzo (Li) la terza edizione di Vini Bagnanti, l’iniziativa nata dalla collaborazione tra il Resort Riva degli Etruschi e il progetto Vini Migranti ideato da Teseo Geri, che anche quest’anno ha trasformato un chilometro di spiaggia privata della Costa degli Etruschi in un grande percorso dedicato al vino artigianale, alla gastronomia e alla cultura del territorio. Dopo il successo delle prime due edizioni, che hanno registrato oltre 1000 partecipanti, Vini Bagnanti è tornato con un programma sempre più articolato, costruito insieme a Slow Food Condotta Costa degli Etruschi, Slow Wine, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Banca del Vino di Pollenzo.

A San Vincenzo è andata in scena la terza edizione di Vini Bagnanti
Vini Bagnanti cresce e conferma il format sulla Costa degli Etruschi
Filo conduttore della manifestazione il concetto di “Giusto”che ha dato vita ad un percorso che vuole approfondire il rapporto tra vino, sostenibilità ambientale, responsabilità sociale e identità produttiva, mettendo al centro non solo il prodotto finale ma anche il lavoro delle persone che ogni giorno operano nel mondo del gusto. Anche per questa nuova edizione il percorso di degustazione è stato accompagnato da una serie di attività collaterali pensate per approfondire il rapporto tra vino, ambiente e cultura gastronomica. Percorso sensoriale con laboratori interattivi e degustativi a cura dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Laboratorio del Giusto, presso la terrazza del parco centrale, a cura di Slow Wine e della Banca del Vino di Pollenzo. L'appuntamento supera la classica degustazione per approfondire l'aspetto etico e sociale della produzione vinicola. Attraverso una selezione di etichette, i partecipanti sono stati guidati in un percorso di riflessione e scoperta, dove il sapore sposa la responsabilità e il racconto si fa portavoce di tutto ciò che è profondamente Giusto.
Degustazioni e cucina del territorio accompagnano il percorso
Un'Area Food composta da Tenuta Guardamare (dagli ingredienti dell’orto biologico di Riva degli Etruschi alla porchetta Slow Food di Marco Grassi, la toscanità in un boccone), Mulino Le Pietre (pasta e schiacciate nate dai grani antichi macinati a pietra per portare in tavola sapori autentici e dalla consistenza unica), Trippaio di Gavinana ( il gusto verace della Toscana dove la trippa si fa protagonista in piatti ricchi di passione e tradizione), Podere Paterno, Le Ginestre, Azienda Agricola Biagi e Lo Zaffo (tra le colline dell’alta Maremma, l’arte casearia incontra olio e zafferano in un dolce intreccio di eccellenze artigianali), Il Gusto Giusto (gelato naturale gluten free con ingredienti locali, per l’occasione un gusto speciale al vino Marittimo di Riva degli Etruschi), ha affiancato i cinque ristoranti del Resort con punti ristoro selezionati dalla condotta Slow Food Costa degli Etruschi.

Non solo vino: era presente anche un'Area Food
Le cantine selezionate tra identità territoriale e vino artigianale
Allestite anche Aree tematiche pensate per favorire un confronto diretto tra produttori e pubblico, valorizzando storie, approcci produttivi e identità delle singole aziende. La selezione delle aziende partecipanti, curata da Teseo Geri, ha seguito criteri ben precisi: identità territoriale, sostenibilità, coerenza produttiva e attenzione al valore umano e culturale del vino. Un approccio perfettamente in linea con la filosofia di Riva degli Etruschi, realtà che da anni porta avanti un modello integrato di ospitalità, agricoltura e cultura gastronomica sostenibile. Le cantine selezionate provengono non soltanto dall’Italia, con un focus importante sulla Toscana, ma anche dall’estero, con aziende provenienti da Spagna, Ungheria, Slovenia, Grecia e Argentina, offrendo un quadro dal respiro internazionale e fortemente legato alla diversità dei territori e delle culture produttive. Confermato lo schema di suddivisione dei produttori per sezioni.

Le cantine presenti sono state selezionate per identità territoriale, sostenibilità, coerenza produttiva e attenzione al valore umano e culturale del vino
I vini più interessanti assaggiati a Vini Bagnanti 2026
Progetti in vigna, ovvero uno spazio dedicato alle cantine che sviluppano progetti di responsabilità sociale e ambientale, impegnandosi in iniziative che vanno oltre la produzione del vino. Dal Mondo, ossia una frangia dedicata alle cantine internazionali, dove erano presenti etichette provenienti da tutto il mondo. Piccoli produttori, il blocco più nutrito dedicato alle cantine di Piccoli produttori che con passione e cura producono meno di 15.000 bottiglie all’anno. Il segmento Giovani vignaioli era dedicato alle cantine guidate da giovani imprenditori del vino under 35 che portano la loro passione ed energia nel mondo del vino. Dello spicchio finale Arte in cantina facevano parte le cantine che coltivano un legame speciale con l’arte e la cultura, attraverso iniziative come concerti, mostre e collaborazioni con artisti per la realizzazione delle etichette. Il clima di assoluto disimpegno con il quale va vissuta un’esperienza in spiaggia non ha impedito di ricavare spunti interessanti. Partiamo con i padroni di casa, facenti parte del percorso.

Il vino conquista la spiaggia: le etichette che hanno sorpreso a Vini Bagnanti
- Progetti in vigna. Il Costa Toscana Vermentino Marittimo 2023 di Tenuta Guardamare è stato prodotto in sole 4.100 bottiglie provenienti da un unico vigneto a Baratti, nella zona di San Vincenzo. Si apre su fragranti note di mughetto e biancospino, affiancati da note citrine, lime in primis, a seguire mela Golden e salvia. La piacevole bevibilità si fonde alla vivace freschezza e il corpo volutamente delicato. Elegante la scia sapida con una chiusura timidamente ammandorlata.
- Dal segmento Piccoli produttori abbiamo estratto due vini: Il Toscana Igt Vermentino Kalendamaia 2025 di Sant’Agnese di Paolo Gigli arriva da Piombino. Le uve sono ottenute da tre cloni di questo vitigno,due Corso e uno Toscano,coltivate con metodi di lotta guidata. Espressivo al naso per aromi varietali di erbe aromatiche, pesca bianca e mandorla. La piacevolezza del sorso è sostenuta da freschezza di cedro e sapidità salmastra. Finale al bergamotto. A seguire il Trebbiano Torrrione S.A. di Petrolo, Un Trebbiano dai rimandi antichi. Dorato luminoso. Ginestra, sambuco, pesca nettarina, susina goccia d’oro fienagione estiva e salvia. Sinuoso al palato con intreccio fresco sapido di carambola e alchechengi ed eco in leggerezza tannica di tè verde. Epilogo ammandorlato.
- Anche nel comparto Giovani vignaioli abbiamo individuato due chicche. Acquauona ha presentato un ottimo Vermentino 2025. Insiste su ri rilevi odorosi di susina, gialla ananas, lemongrass, salvia pepe bianco, melissa, e fiore della vite. Al gusto è protagonista la freschezza della frutta tropicale con ricordi di lime e passion fruit. Finale salino di media durata. Segue l’Igt Terre Siciliane Carricante 2024 Alberelli di Giodo Giallo paglierino cristallino. Elegante esordio di mela e susina bianca., sensazioni di ginestra e gelsomino, effluvi di zenzero e pietra focaia. Al gusto è deciso, rotondo, animato e bilanciato da freschezza e sapidità. Durevole la chiosa con piacevoli ricami fruttati.
- Nell’ultimo blocco Arte in cantina spicca La Lupinella con il suo La Lupinella Bianca 2023. Un Trebbiano in purezza. Profuma di ginestra, narciso, pomelo salvia e santoreggia, a cui si aggiungono sensazioni gessose. Sorso caldo,con note di freschezza e discreta sapidità nel finale medio-lungo al sentore di mela golden e pesca noce. Sei espressioni diverse, sei voci bianchiste, sei modi per bere bene. Arrivederci a Vini Bagnanti 2027