DAL LICEO ALL'IGA
Birrificio Sagrin: da una passione nata in casa a 800 ettolitri di birra artigianale
Nato nel 2015 a Calamandrana dall'amicizia tra Matteo Billia e Giuseppe Luci, il Birrificio Sagrin valorizza il territorio astigiano con birre artigianali d'eccellenza, tra cui spiccano le sue iconiche Italian Grape Ale
Il Birrificio Artigianale Sagrin nasce nel 2015 a Calamandrana, nel cuore dell'Astigiano, da un'amicizia che affonda le radici negli anni del liceo. Matteo Billia ("Billy") e Giuseppe Luci ("Beppe") condividono la stessa passione fin dalla fine degli anni '90 quando, tra il 1998 e il 1999, iniziano a sperimentare la produzione di birra in casa. Quella che era nata come una curiosità si trasforma negli anni in un percorso di studio, ricerca e continua sperimentazione.
opo oltre vent'anni di esperienza brassicola, Billy e Beppe progettano e realizzano personalmente l'impianto del birrificio, situato in un territorio profondamente legato alle eccellenze enogastronomiche piemontesi e circondato dai paesaggi Unesco di Langhe, Roero e Monferrato. L'obiettivo è creare birre artigianali capaci di coniugare il legame con la terra d'origine con un approccio moderno ed eclettico, con una produzione che nel 2025 ha raggiunto gli 800 ettolitri.
Il legame con il territorio piemontese e le collaborazioni locali
La filosofia produttiva di Sagrin si riflette nell'impiego diretto di materie prime del territorio. Nel segmento delle Italian Grape Ale (IGA), il birrificio collabora attivamente con quattro cantine piemontesi: Valfaccenda per il mosto di Arneis, Cascina Garitina per il mosto di uve Barbera, Quazzolo Winery per il Nebbiolo e Dogliotti 1870 per il Moscato. A queste espressioni vitivinicole si affiancano altre materie prime selezionate, come la menta di Pancalieri e le scorze di limone di Sorrento impiegate nella Blanche Bacialè, fino all'uso di specialty coffee per le birre scure.
La Tap Room e l'offerta gastronomica a Calamandrana
All'interno della struttura produttiva a Calamandrana trova spazio la Tap Room, concepita per offrire un'esperienza a diretto contatto con l'impianto di produzione. Il locale dispone di 30 posti a sedere interni con vista sulle vasche e 40 posti nello spazio esterno. Alla spina sono sempre disponibili 7 birre alla spina artigianali, di cui una riservata a un birrificio ospite. La proposta gastronomica affianca la linea brassicola proponendo specialità preparate internamente con ingredienti da piccoli produttori locali, tra cui spiccano la battuta di fassona e la salsiccia di Bra.
Le birre più rappresentative del Birrificio Sagrin
La gamma del birrificio spazia dai grandi classici alle interpretazioni legate alle uve locali:
- La Chiara (4,5%): Helles di grande fruibilità, che rappresenta il top seller aziendale.
- La Roè (8%): Italian Grape Ale realizzata con mosto a freddo di Arneis dell'azienda Valfaccenda di Canale, che mantiene intatte le caratteristiche aromatiche del vitigno.
- Livertin (8,5%): Imperial IPA storica, nata negli anni da homebrewers. Presenta una struttura maltata bilanciata da luppoli americani con note agrumate e tropicali.
- Mattos (7%): Coffee Stout prodotta con l'aggiunta di specialty coffee "Santa Romero", importato e selezionato in collaborazione con Paolo Panero di Parallels Cafè di Bra e la torrefazione indipendente Santaromero di Torino.
- Hop on the hill (6,5%): Grape IPA che unisce il profilo luppolato dell'American IPA alla freschezza del mosto di Moscato della cantina Dogliotti 1870 di Castagnole Lanze.
La nascita della Samos e l'abbinamento gastronomico
Tra le creazioni più significative del percorso di Sagrin figura la Samos, prima IGA della casa legata a un aneddoto di laboratorio. Come spiega Giuseppe Luci: «La Samos è stata la nostra prima IGA (Italian Grape Ale) realizzata con mosto di Moscato di Dogliotti 1870. E, come spesso accade, anche il suo nome nasce quasi per caso. Quando si produce una birra, su ogni fermentatore bisogna riportare alcune informazioni essenziali: nome della birra, numero di lotto, data di produzione e litri. Quel giorno, però, Billy fece una cosa semplicissima che avrebbe dato vita a uno dei nomi più iconici del birrificio. Per identificare quella cotta scrisse "Sa" per Sagrin e "Mos" per Moscato, SaMos. Un nome nato quasi per caso, con un semplice pennarello su un fermentatore. E la cosa più bella è che solo in seguito scoprimmo una coincidenza sorprendente: Samos è anche l'isola greca a cui viene tradizionalmente attribuita l'origine del vitigno Moscato».
«A quel punto fu chiaro - continua Giuseppe Luci - quel nome sembrava aver scelto noi, prima ancora che fossimo noi a scegliere lui. La Samos si presenta con un elegante colore giallo paglierino e una gradazione alcolica del 7%. In fermentazione utilizziamo lieviti selezionati da vino: la morbidezza arriva dal malto d'orzo, mentre tutta l'intensa aromaticità è regalata dal Moscato. Gli zuccheri del mosto fermentano completamente, dando vita a una birra secca, raffinata e sorprendentemente elegante, dove il carattere dell'uva si esprime senza risultare dolce. L'abbinamento che porto sempre nel cuore nasce da uno Slow Fish: Samos e ostriche. La sua leggera acidità, la bolla fine e persistente e il profilo aromatico esaltano la sapidità del mare, puliscono il palato e lasciano un'esplosione di gusto ad ogni sorso. È uno di quegli incontri che, una volta provati, difficilmente si dimenticano».
Tra il profondo legame con le colline dell'Astigiano e una costante ricerca qualitativa, il Birrificio Sagrin si conferma una delle realtà più interessanti del panorama brassicolo piemontese. Una storia fatta di amicizia e passione per la materia prima, capace di trasformare ogni sorso in un autentico racconto del territorio.


