NUOVO CALENDARIO
Vendemmia 2026, dal Friuli alla Toscana la raccolta parte prima
La vendemmia parte in anticipo in diversi territori italiani tra caldo e riserve idriche. una stagione complessa raccontata da Fontanafredda, Montina Franciacorta, Le Vigne di Zamò, Le Monde, La Ponca e Colombaio di Cencio
Indice
- 1Anticipo della raccolta e prospettive positive per l’Alta Langa
- 2Franciacorta, una vendemmia segnata dal caldo e dagli eventi climatici
- 3Friuli Venezia Giulia, equilibrio tra anticipo vegetativo, qualità delle uve e ruolo dei terreni
- 4Chianti Classico, una vendemmia in linea con le ultime annate
- 5Un anticipo che diventa una nuova variabile per il vino italiano
La vendemmia 2026 si prepara a entrare nel vivo con un calendario più anticipato rispetto agli ultimi anni in diversi territori italiani. Temperature superiori alla media e una primavera favorevole hanno accelerato il ciclo vegetativo della vite, portando molte aziende a programmare la raccolta con alcuni giorni di anticipo. Dalle Langhe alla Franciacorta, dal Friuli Venezia Giulia alla Toscana, sei realtà - Fontanafredda, Montina Franciacorta, Le Vigne di Zamò, Le Monde, La Ponca e Colombaio di Cencio - fanno il punto sull’andamento della stagione, evidenziando un quadro caratterizzato da quantità variabili ma con prospettive qualitative positive, grazie soprattutto allo stato sanitario delle uve e alla buona disponibilità idrica accumulata nei mesi precedenti.
Anticipo della raccolta e prospettive positive per l’Alta Langa
Nelle Langhe la vendemmia 2026 è prevista con un anticipo di circa 7-10 giorni rispetto allo scorso anno. A Fontanafredda la raccolta è già iniziata con le uve destinate alle basi Alta Langa. «Le abbondanti piogge invernali e primaverili hanno favorito un buon sviluppo vegetativo e una regolare allegagione, mentre le temperature elevate degli ultimi mesi hanno accelerato la maturazione» spiega Giorgio Lavagna, enologo di Fontanafredda. Dal punto di vista produttivo, l’andamento delle prossime settimane sarà determinante. «Molto dipenderà dal clima di agosto: il proseguimento delle condizioni attuali potrebbe portare a una produzione inferiore alla media, mentre alcune precipitazioni favorirebbero lo sviluppo degli acini». Le condizioni sanitarie delle uve e l’equilibrio vegetativo rappresentano però elementi favorevoli per la qualità dell’annata.
Franciacorta, una vendemmia segnata dal caldo e dagli eventi climatici
Anche in Franciacorta il calendario della vendemmia si presenta anticipato. Le temperature elevate degli ultimi mesi e alcuni eventi climatici avversi potrebbero incidere sui quantitativi, con una possibile riduzione stimata tra il 10% e il 18%. «Le attuali previsioni indicano una vendemmia anticipata rispetto allo scorso anno - racconta Michele Bozza, presidente di Montina -. Nelle aree sud-orientali della Franciacorta la raccolta potrebbe iniziare già il 5-6 agosto, mentre nei vigneti di Montina è prevista tra il 10 e il 13 agosto». Le prossime settimane saranno decisive per definire il quadro complessivo dell’annata. Le uve interessate marginalmente dalla grandine stanno mostrando una buona capacità di recupero e lo stato sanitario dei vigneti consente di guardare alla raccolta con prudenza ma con aspettative positive.
Friuli Venezia Giulia, equilibrio tra anticipo vegetativo, qualità delle uve e ruolo dei terreni
Nei Colli Orientali del Friuli la vendemmia 2026 si annuncia anticipata anche per effetto di un inverno mite e di temperature sopra la media. A Le Vigne di Zamò l’inizio della raccolta è previsto nella settimana tra il 10 e il 16 agosto, partendo dal Sauvignon. «L’inverno mite e le temperature superiori alla media hanno favorito una ripresa vegetativa precoce - spiega Nicola Zamò, enologo dell’azienda -. Le riserve idriche presenti nei terreni hanno sostenuto lo sviluppo di una buona parete fogliare, fondamentale per proteggere le piante dal caldo». La stagione asciutta ha inoltre limitato la pressione delle malattie fungine, consentendo una gestione più sostenibile dei vigneti. «La quantità si presenta buona e in linea con la media, con prospettive qualitative molto positive. Alcune precipitazioni da metà agosto favorirebbero la maturazione delle varietà a bacca rossa».
Sempre in Friuli, Le Monde nelle Grave e La Ponca nel Collio hanno affrontato una stagione caratterizzata da temperature elevate e da uno sviluppo vegetativo leggermente anticipato. «A Le Monde alcune grandinate hanno ridotto il potenziale produttivo, mentre a La Ponca la composizione dei terreni ha contribuito a mitigare gli effetti del caldo e della siccità, garantendo alle viti un adeguato apporto idrico» spiega Giovanni Ruzzene, enologo delle due aziende. La raccolta è prevista per la terza settimana di agosto. Le aspettative qualitative restano positive: le uve presentano un buon equilibrio tra maturazione zuccherina, acidità e componente aromatica. A Le Monde si prevede una produzione più contenuta, mentre La Ponca guarda a un’annata sostenuta dalle caratteristiche dei propri suoli.
Chianti Classico, una vendemmia in linea con le ultime annate
In Toscana, nel Chianti Classico, anche il Colombaio di Cencio registra un anticipo della fase di invaiatura di circa 7-10 giorni rispetto alla media. «Nonostante un’estate calda e poco piovosa, le riserve idriche accumulate durante la primavera hanno evitato situazioni di stress per le viti» racconta Michele Contartese, amministratore delegato dell’azienda. Le previsioni indicano una produzione in linea con le ultime annate, mentre sul fronte qualitativo le aspettative sono considerate medio-alte. Saranno tuttavia le condizioni climatiche delle prossime settimane a definire il profilo definitivo della vendemmia.
Un anticipo che diventa una nuova variabile per il vino italiano
Il quadro che emerge dai diversi territori conferma come il calendario della vendemmia sia sempre più condizionato dall’evoluzione climatica. L’anticipo della raccolta non rappresenta più un fenomeno isolato, ma una variabile con cui le aziende devono confrontarsi nella gestione dei vigneti.
La disponibilità idrica accumulata nei mesi invernali e primaverili ha permesso in molti casi di contenere gli effetti delle alte temperature, mentre la qualità delle uve resterà legata soprattutto all’andamento delle prossime settimane. La vendemmia 2026 entra così nella fase decisiva, tra adattamento agronomico e ricerca del miglior equilibrio possibile tra maturazione e freschezza.

